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The Following, una serie che fa male ma che non si può non followare

Creato il 28 gennaio 2014 da Oggialcinemanet @oggialcinema

The Following, una serie che fa male ma che non si può non followare

28 gennaio 2014 • Serie TV, Serie USA, Vetrina Cinema •

Il giudizio di Marco Goi

Summary:

The Following riparte con la seconda stagione esattamente nella maniera in cui l’avevamo lasciato con la prima: all’insegna del trash e delle assurdità più sfrenate. Il bello, così come anche il brutto, di questa serie è proprio questo e ormai abbiamo imparato a capirlo. Per chi cerca una serie crime in cui tutto ha una logica, The Following non è il prodotto più indicato, per chi vuole invece un thriller di puro intrattenimento rappresenta uno spettacolo che anche in questa stagione 2 si preannuncia parecchio divertente. A tratti magari un pochino involontariamente ridicolo, ma che di certo non annoia.

The Following, una scena dalla seconda stagione

Una scena dal primo episodio della seconda stagione di The Following

L’autore della serie Kevin Williamson, già dietro ai successi di Dawson’s Creek e The Vampire Diaries, non si smentisce. Il ragazzo, vabbè ormai uomo, conosce i trucchi del mestiere e sa come realizzare un prodotto televisivo accattivante, non a caso la seconda stagione di The Following è partita negli USA su Fox con ottimi ascolti, nonostante il finale della prima avesse fatto storcere il naso a molti e fatto temere un’emorragia di spettatori. The Following non sarà insomma una serie di qualità eccelsa, ma si lascia guardare con peccaminoso piacere, anche solo per vedere cosa Williamson e i suoi collaboratori si inventeranno. E cosa si inventati, per questo nuovo ciclo di episodi?

ATTENZIONE SPOILER
I fatti riprendono a un anno esatto di distanza dalla presunta morte di Joe Carroll (James Purefoy). Per chi conosce il lavoro di Kevin Williamson non è certo una sorpresa, anche l’horror Scream 2 d’altra parte cominciava allo stesso modo e pure in questo caso l’ombra di quanto accaduto l’anno precedente si stende sulla vita presente dei protagonisti. Quelli superstiti, almeno. Salvo sempre possibili resurrezioni, Claire (Natalie Zea) non la vedremo più, mentre Emma (Valorie Curry) la ritroviamo con un fighissimo look da punkettona alle prese con nuovi piani maligni, e nel frattempo l’agente Ryan Hardy (Kevin Bacon) sembra abbia voluto lasciarsi il caso e il passato alle spalle. In apparenza, perché in realtà sta lavorando in gran segreto dall’FBI insieme alla bella nipote (la new-entry di stagione Jessica Stroup proveniente dall’adolescenziale 90210) per cercare di stanare la cricca di Joe Carroll. Oltre a Carroll stesso che… sorpresa, sorpresa, non è morto! Credevate davvero che non l’avremmo più rivisto in questa nuova stagione? I colpi di scena sono sempre all’ordine del giorno quando si parla di Williamson e ancor di più quando si parla di The Following. Una serie che è come una droga. Fa male, lo sai che fa male, ma col cavolo che riesci a smettere.

Di Marco Goi per Oggialcinema.net

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