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Tra decreti ed energie rinnovabili: salutando il futuro

Creato il 09 marzo 2011 da Alessandro
Le deliberazioni prese da Ministeri come quello dello Sviluppo Economico dovrebbero, a rigor di logica, gettare uno sguardo su politiche pensate per anticipare il futuro. Mai si vorrebbero leggere, invece, disegni di legge volti ad allontanarlo a gran giornate.
Nonostante tutto, in questa storta Italia si procede contrariamente alla logica. Le scelte per disegnare il Paese che verrà devono, con estremo rigore e competenza, passare attraverso la delicata questione delle tematiche energetiche.
Giunta al 2011, servirebbe all'Italia intera una politica energetica a basso costo, fatta di idee capaci di sfruttare appieno ciò che produce energia senza essere dannoso e nocivo.
Anzichè investire sul nucleare (fatto forse per compensare la fetta di debito pubblico acquistato dalla Francia??, nds), sarebbe preferibile adoperarsi per disciplinarsi riguardo a quelle fonti energetiche che senza sosta e senza pericoli nascono dal pianeta Terra e per il pianeta Terra stesso?
Un esempio concreto è costituito, in dettaglio, dal fotovoltaico. Collegato all'inarrestabile luce solare, la tecnologia fotovoltaica permetterebbe di produrre elettricità in pressochè assoluta sicurezza.
Dovendo rastrellare il fondo del barile per trovare risorse utili a ritardare il default totale, si è disposti ad arrivare a minare qulla visione sul lungo termine che dovrebbe essere, sempre a rigor di logica, perno essenziale del fare buona politica. In questo senso, il Decreto promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico di recente e firmato giusto ieri dal Presidente Napolitano mette, teoricamente, in ginocchio il settore delle energie rinnovabili.
Chiamato decreto ammazzarinnovabili, getta numerose ombre su quelli che dovrebbero essere i punti cardine su cui creare futuro e sostenibilità.
In dettaglio, sono fortemente messi in dubbio punti essenziali per le politiche fotovoltaiche. Stando alle parole di Valerio Natalizia, Presidente del GIFI (Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane, nds), le questioni su cui fare luce sono moltissime:
"[...]Tra gli ulteriori punti critici inerenti il Decreto appena emanato mi preme evidenziare con forza il blocco immediato degli ordinativi delle aziende (stimabili in oltre 8 miliardi di euro), il blocco dei contratti in corso (per un valore di circa 20 miliardi di euro) già sospesi e per i quali le aziende dovranno procedere comunque al pagamento dei fornitori, senza ottenere il finanziamento previsto dagli istituti di credito che hanno tempestivamente annullato le delibere di finanziamento, ed infine il fermo degli investitori sia nazionali che internazionali, che ora attendono la pubblicazione del nuovo sistema incentivante. [...]"
Il sistema tariffario dovrebbe, inoltre, essere disponibile dal 31 maggio prossimo.
L'altro punto di rischio converge sull'articolo 23, comma 1 lett. d) della bozza di Decreto Legislativo presentata.
Guardando al contenuto, si ha che:
"[...] decorrere dal 1 gennaio 2014 viene abrogato il conto energia. Nel caso di raggiungimento anticipato dell’obiettivo specifico per il solare fotovoltaico, fissato a 8.000 MW per il 2020 è sospesa l’assegnazione di incentivi per ulteriori produzioni da solare fotovoltaico fino alla determinazione, con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da adottare di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del mare, sentita la Conferenza unificata, di nuovi obiettivi programmatici e delle modalità di perseguimento. [...]"
Stop programmato ad incentivi essenziali per programmare un futuro migliore, dunque?
Il mondo degli interessati è in trepidazione, anche da quando è arrivata di recente una nota chiarificatrice dal Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani:
"[...]Venerdì 11 marzo incontrerò tutti gli operatori del settore, e massimo nel giro di un paio di settimane daremo certezze al settore. E tra gli operatori chiamati in causa ci saranno anche le banche, attori del settore garantendo finanziamenti ai produttori la cui tenuta, pero’, e’ legata al livello dell’incentivo. Lo scopo è che produttori "nostri", e non solo fondi americani, possano investire. Cio’ detto, l’importante è che al 30 maggio si sia collegati alla rete e si produca.[...]"
Sono stati preventivati, comunque, ricorsi ai Tar ed alle autorità competenti in materia. Di pari passo alla svendita del futuro, stanno marciando per impedire un'attuazione pratica del miglioramento sostenibile?
Si riportano le parole di esperti nel campo:
"Se viene a mancare la certezza dell’incentivo diventa più difficile continuare a sostenere le famiglie che vogliono installare un impianto fotovoltaico e continuare a dar credito alle imprese che lavorano nel settore.
Eticredito per propria mission continuerà a sostenere e favorire il settore delle rinnovabili, ma sicuramente il clima di incertezza che si respira in questi giorni rappresenta un duro colpo per lo sviluppo del fotovoltaico in Italia."
(Massimo Manduchi , digente banca Eticredito)
"Perché nessuno dice la verità?
Perché noi dobbiamo pagare gli scarti del petrolio con una cassa (A3) che dovrebbe renderci indipendenti dallo stesso?
Care banche e cari petrolieri avete per l’ennesima volta distrutto un’iniziativa nobile proficua e fonte di lavoro per molti italiani, grazie da parte di tutti noi operatori e contribuenti e un grazie anche a questo governo che vuol cambiare le ‘regole durante il gioco’, gli elettori spero vi siano riconoscenti per la vostra accondiscendenza con i ‘soliti amici’, ma noi non staremo zitti, questa volta."
(Luca Fermo, Responsabile produttori Assosolare)
E' forse meglio che qualcuno continui a pensare alla bellezza del Sole come esclusiva fonte per abbronzarsi in assolate giornate estive? Si attendono conferme, approfondimenti o smentite.
Per saperne di più:
http://qualenergia.it/articoli/20110301-la-bozza-del-decreto-ammazza-rinnovabili
http://qualenergia.it/sites/default/files/articolo-doc/Bozza_Decreto_Romani_28-febbraio_2011.pdf
http://www.ecoblog.it/post/12212/decreto-rinnovabili-romani-promette-tra-due-settimane-gli-incentivi
http://www.ecoblog.it/post/12208/decreto-ammazza-rinnovabili-gli-operatori-faranno-ricorso-ai-tar
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