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Tre voti e una domanda

Creato il 14 dicembre 2010 da Massimoconsorti @massimoconsorti

Tre voti e una domanda: chi ha scelto i voltagabbana?Il governo Berlusconi è ancora vivo, passa per tre voti e si appresta a festeggiare un risultato clamoroso, quello di essere ancora in sella nonostante le spallate tentate da una opposizione sempre più allo sbando e priva di identità. I due dipietristi, un ex piddino e un paio di adepti di Fli hanno fatto il loro gioco, scoperto definitivamente le carte e, presosi l'applauso della maggioranza, sono usciti a testa alta da Montecitorio nonostante gli epiteti rimediati lungo la breve strada della "conta". In queste ore Roma è messa a ferro e fuoco da manifestanti niente affatto pacifici. Il cronista de La7 ha appena detto che il clima è quello del G8 anche se per il momento non è stata randellata neppure una suora. Il paese si sta ribellando con tutte le sue forze al governo del nulla e dei festini mentre i politici si stanno chiedendo il da farsi. Bersani dice che non cambia nulla, il battutista Di Pietro è orgoglioso di aver dato del "pavido" a Silvio e di averlo invitato a fuggire alle Bahamas, Casini è convinto di aver fatto un discorso alla De Gasperi mentre Fassino non sapendo che pesci pigliare ha ridato della "vajassa" ad Alessandra Mussolini. In questo momento di profonda incazzatura per l'ennesima vittoria di Silvio (al quale vanno evidentemente tutte bene rivoluzionando perfino la grande legge dei numeri), la nostra massima aspirazione sarebbe quella di chiedere a Veltroni, a Di Pietro e allo stesso Fini con che criterio hanno scelto i personaggi da candidare, i parlamentari di questa legislatura di trogloditi. Perchè alla fine il discorso è questo: se i due dipietristi (ma ce ne sono molti altri in stand-by), un ex piddino e due futuristi non avessero tradito il mandato elettorale, un'ora fa Silvio avrebbe fatto le valigie. E invece no, pranzerà ancora a Palazzo Chigi magari con Umberto Bossi e una igienista orale piazzata sotto il tavolo. Vorremmo chiedere ad esempio all'onorevole Di Pietro, se una manciata di voti vagabondi che un giorno stanno da una parte un altro viaggiano per altri lidi, vale la figuraccia rimediata oggi. Vorremmo chiedere sempre a Di Pietro, se continuare a saccheggiare l'Udeur, la Margherita, il Msi e tutta la peggiore feccia politica del paese per arrivare all'8 per cento non sia sinonimo del peggior berlusconismo. Vorremmo chiedere a Veltroni se sentirsi rappresentato da un industriale del Nord-Est tanto per dire di esserci, vale essere additato come un berluschino di ritorno. E che l'Africa ti accolga, Valter. Vorremmo chiedere a Fini perchè candida personaggi che hanno comunque a che fare con lo stato, per i finanziamenti alle loro attività o per qualsiasi altro inciucio. Vorremmo chiedergli perché ha candidato Catia Polidori quando sa che, essendo proprietaria del Cepu, un soffio di vento governativo le avrebbe fatto chiudere la baracca. "L'hanno ricattata", ha tuonato Barbareschi mettendo esattamente il dito nella piaga: perché candidare persone ricattabili? Forse per la stessa logica per la quale le candida Berlusconi: tenerle per le palle. Silvio ce la fa e lo fa alla grande, gli altri sono solo dei piccoli imitatori che speriamo il "vento" di Roma spazzi via sull'onda dell'indignazione. Sono solo dilettanti che cercano di barcamenarsi nel circo della politica pronunciando frasi ad effetto. Caro, vecchio, indimenticabile Mario Monicelli e la tua voglia di rivoluzione.


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