Al di là degli esempi negativi, comunque, il web sa essere anche una risorsa per persone che hanno davvero qualcosa di interessante da comunicare.
Nell’ambito del fumetto, per esempio, il fenomeno dei web-comics sta prendendo sempre più piede e non mancano opere di qualità.
Se un tempo un autore, bravo ma sconosciuto e senza agganci, molto difficilmente riusciva a ottenere successo e a trovare una casa editrice che lo pubblicasse, vedendosi dunque costretto coltivare il proprio talento solo come hobby, oggi il web permette una diffusione capillare delle proprie opere, senza eccessivi problemi. Se questo da un lato permette facilmente di essere conosciuti dalla “nicchia” degli internauti appassionati,dall’altro può anche costituire l’anticamera della pubblicazione.
E’ il caso di Makkox, ovviamente, che dal web con la fortunata rubrica su Il Post.it è arrivato a farsi pubblicare da Coniglio Editore e da BAO Publishing, ma un altro esempio che val la pena di sottolineare è quello di Zerocalcare.
Questo ragazzo romano, figlio degli anni Ottanta, ha iniziato da un po’ di tempo a pubblicare una tavola a fumetti ogni lunedì sul suo sito (www.zerocalcare.it).
Oddio, a dire il vero ha iniziato e pare che abbia anche già finito: ho iniziato a pensare e a scrivere questo articolo circa un mese fa, ed ora Zerocalcare annuncia che non aggiornerà più con regolarità il suo sito… la scorsa settimana leggevo a tal proposito questo pezzo di Roberto Recchioni e non ho potuto fare a meno di pensare che questo mio contributo sia già considerabile preistorico.
Ma tant’è, ogni settimana Zerocalcare apriva una finestra affacciata nel suo mondo: il bello è che il suo mondo è molto simile a quello dei suoi fans, che per la maggior parte condividono con l’autore età e situazioni, oppure ricordano di averle vissute.
Le caratteristiche del lavoro di Zerocalcare, che sono evidenti subito ad una prima occhiata, sono l’ottimo stile di disegno, la grande ironia e i molti riferimenti alla cultura pop e nerd degli ultimi 20 anni.
Per quanto riguarda il disegno,
L’ironia infatti rappresenta la chiave di lettura principale per le scene di vita quotidiana che Zerocalcare rappresenta: in fondo, quello che avviene nelle sue vignette non sono avventure improbabili o inedite, ma situazioni che molti di noi vivono o hanno vissuto, soprattutto nella giovinezza. La difficoltà dello svegliarsi nelle mattine d’inverno, la paura delle malattie, i disservizi dei mezzi di trasporto, il bullismo e l’ingiustizia della vita… piccoli e grandi “dolori da nulla”, come li definirebbe Stefano Benni, che però sanno rendere complicata la vita delle persone comuni.
La grande forza di Zerocalcare sta nel come mette su tavola queste scene, quali momenti sceglie di mostrare e il taglio che decide di dargli. La comicità che scaturisce da alcuni episodi è travolgente, ancora di più per chi si è trovato nella stessa situazione. Il lettore in questo modo si riconoscerà, o riconoscerà gli amici, e riderà di gusto pensando a quanto la visione dell’autore sia azzeccata e dissacrante.
E chissà, magari gli sarà utile per riderne anche quando quel determinato avvenimento si ripresenterà.
Una delle cose di cui si avvale l’ironia del giovane romano, inoltre, è la tendenza alle citazioni:
La stessa idea di una coscienza personificata (in questo caso, nelle fattezze di un armadillo) si può ricondurre a quel sottobosco culturale di cui l’autore si nutre.
A modesto parere di chi scrive, Zerocalcare è la rivelazione a fumetti dello scorso anno, e promette di proseguire su questa strada anche per il 2012; se ben incanalate, le sue indubbie potenzialità potrebbero renderlo un caso analogo a quanto successo a Leo Ortolani alla fine degli anni Ottanta.
D’altro canto, anche Makkox e Michele Foschini si devono essere accorti delle doti del ragazzo, dal momento che il primo ha prodotto il suo libro La profezia dell’armadillo e il secondo ha annunciato per il prossimo autunno un libro realizzato da Zerocalcare e targato BAO Publishing.
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