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Un post pacco

Da Bittershadow @bittershadow
Oggi inauguriamo le interviste del Dodo parlando di pacchi.
Potevamo intervistare Paolo Bonolis, Rocco Siffredi, ma abbiamo deciso di interpellare colui che per primo si è immerso nel magico mondo dei pacchi, diventando una star a livello mondiale: Babbo Natale.
Buongiorno Signor Natale, posso chiamarla Babbo?
"Certamente!"
Iniziamo subito con la prima domanda. Come ha iniziato ad occuparsi di pacchi e della loro distribuzione?
"Era una fredda notte di un 24 Dicembre, una di quelle sere che vorresti tanto passare al cinema. Fu in quell'occasione che ricevetti il pacco da tutti i miei amici. Così finì per rimanere a casa e da quel momento decisi che sarei stato io a distribuire i pacchi."
Quindi una sorta di reazione, di vendetta?
"Con il senno di poi direi di si. Anzi, ora che me lo ricorda dovrei riconsegnare a Poi il suo senno. Lo farò, poi."
Leggo dalla sua autobiografia, intitolata "Una vita un po' pacco", che gli inizi furono difficili.
"Si, era un lavoro molto impegnativo e di concetto. Era difficile trovare sempre nuove idee per pacchi sempre diversi. Tutta questa mole di lavoro, di distribuzione di pacchi mi portò a perdere diversi amici. Mi rimproveravano il fatto che non uscivo più e che non avevo mai tempo per loro. Nemmeno per una birra mi facevo vedere."
Poi però il lavoro inizia a girare e ottiene sempre maggiori soddisfazioni. Mi dica, dall'alto della sua esperienza, quali possono essere i modi più comuni per consegnare un pacco?
"Per consegnare un pacco si può partire da lontano, facendo giri su giri, senza neppure nominarlo mai il pacco, ma in men che non si dica l'altra persona capirà e si troverà il pacco consegnato. Si possono tirare in ballo delle scuse, alla fine serve solo un pretesto per la consegna di un pacco. Oppure si può sparire, senza dire una parola, semplicemente lasciando il pacco in bella vista."
Com'è cambiato il modo di consegnare i pacchi attraverso gli anni?
"Una volta bisognava farlo di persona o comunque mandare qualcuno che facesse, in qualche modo, da ambasciatore. I mezzi di comunicazione erano lenti e spesso incerti, le poste non erano affidabili e molti cercavano di sfruttare questa cosa. Oggigiorno, nell'era di internet, è tutto diverso, i mezzi di comunicazione sono molteplici e istantanei è difficile fare finta di niente. Bisogna farsi venire continuamente idee nuove e in tempi sempre più stretti. La consegna dei pacchi è diventata quasi istantanea."
Cosa succede nella testa di una persona quando dà o riceve un pacco?
"Tendenzialmente sono sempre le persone più decise a consegnare i pacchi. Solitamente chi non è così sicuro tende, nel dubbio, a non farlo. Per chi invece riceve il pacco si tratta di un momento di consapevolezza, spesso ricevere un pacco si trasforma in una sorta di illuminazione. Sono numerosi i casi di persone che dopo l'ennesimo pacco prendono decisioni più o meno importanti o più o meno giuste e tempestive."
Qual è stato il suo pacco più difficile da consegnare?
"È sempre quello che verrà. Anche per un esperto, con il passare del tempo, è sempre difficile trovare nuove idee e motivazioni per consegnare un bel pacco."
Sa prima che arrivasse ho temuto che mi tirasse un pacco.
*ride*
Ora vorrei fare un gioco con lei, caro Babbo. Lei ha sempre consegnato pacchi, ma qui le abbiamo preparato tre pacchi. Tiro su la lampo dei pantaloni e ne abbiamo due. Quale sceglie?
"Il più  leggero che solitamente è quello che mi interessa meno."
Ottima scelta.
"Ovviamente, sono l'esperto."
Babbo la ringrazio per questa intervista.
"È stato un piacere."
A rivederci! Perché ci terrei molto a rivederla!
"Settimana prossima dovrei essere nuovamente da queste parti. L'aggiungo su Facebook, così poi ci sentiamo e ci organizziamo per bene, con calma."
Inutile dire che non si è fatto sentire e che non l'ho più rivisto.
Un post pacco

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