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Uno spaccato clinico

Creato il 30 gennaio 2013 da Malvino
Qualche settimana fa, commentando un articolo di Luigi Manconi (Il Foglio, 11.12.2012), ho messo in discussione la più comune accezione di carisma che anch’egli dava segno di intendere come una sorta di grazia di cui può essere dotato un leader: ho scritto che più correttamente deve essere inteso come una sorta di disgrazia nella quale incorrono quanti si fanno seguaci di un leader dalla personalità severamente disturbata, suggerendo che l’attenzione deve essere spostata dal «convesso» del leader al «concavo» del gruppo che lo accetta come tale (Malvino, 13.12.2012). In pratica, rigettavo la definizione del carisma data da Max Weber in Wirtschaft und Gesellschaft («qualità della personalità di un individuo, in virtù della quale egli si eleva sugli uomini comuni ed è trattato come uno dotato di qualità soprannaturali, sovrumane, o quanto meno specificamente eccezionali, non accessibili alle persone normali, considerate di origine divina, basate su poteri magici»), per accogliere quella di Otto Kernberg in Ideology, Conflict and Leadership (per il quale il carisma è tra gli «effetti paranoiagenetici» di una psicopatologia di gruppo).Bene, oggi posso produrre un esempio che credo abbia forza di argomento. Si tratta di un passaggio tratto dall’intervento di Angiolo Bandinelli all’ultima Direzione nazionale di Radicali italiani (radioradicale.it, 29.1.2013). Non aspettatevi unillustrazione teorica dellassunto, si tratta più che altro di uno spaccato clinico. 

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