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Venerdì

Creato il 07 giugno 2010 da Eileen
Un serata convenzionale, da film americano di quarta categoria, il trucco colato, un migliaio di shottini con non so quale diavoleria dentro. A un certo punto ne ho ordinati quattro non sapendo a chi li avrei offerti, e lo zucchero di canna bruciava sull'arancia e si caramellava e io guardavo questo miracolo alcolico incendiario come ipnotizzata.
Ci passavo la mano sopra e non sentivo niente.
Ho ingoiato il mio accompagnata dal sollievo che portano i tanti gradi della vodka.
Ho pensato che avrei voluto essere a Mosca, da sola, in mezzo alla Piazza Rossa a riflettere sul crollo dell'unione sovietica e sulla mia vita, che non dista poi così tanto dalla demolizione geopolitica dei confini mondiali degli ultimi decenni.
Invece ero in un locale il cui gestore è dichiaratamente nazista, a elargire denari al suo bar e a sentire cawboy canterini del cazzo e giravo per il locale con un'aura di disagio ed imbarazzo così evidenti che ero costretta ogni dieci minuti a uscire, e dopo troppo alcool sono arrivata a sdraiarmi nel prato, e pensare che Mosca era davvero, davvero lontana, e anche i tempi in cui il comunismo poteva farcela, e per un attimo mi sono sentita persa, un puntino dall'alto di un satellite.
Poi ho pensato che non potevo permettermi di sbiadire, non adesso.
Ho pensato che ottenere perdono è una lotta, ma non è l'unica, ché quando non si vuole ascoltare per paura di ammettere le proprie responabilità allora non c'è dialogo.
E se non c'è dialogo allora sì che si è soli.
Due puntini dall'alto di un satellite.
E mi sono sentita infinitamente sola.

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