Esistono centinaia
di manga diversi, di ogni genere e tipo. Chiunque può trovare quello che più lo
aggrada: chi è in cerca di sangue e violenza, chi invece preferisce l'epicità,
piuttosto che i rapporti umani e interpersonali. Ce n'è per tutti i gusti. E in
questo caos cartaceo, capita di trovare prodotti che segnano un punto e diventano pietre di paragone per
tutto quello che arriverà dopo.
Video girl Ai,
pubblicato nel lontano 1989 da Masakazu Katsura, sulla storica rivista WeeklyShonen Jump, a cura della Shūeysha, è di fatto uno dei primi shõnen apparsi sul
suolo italiano. Pochi mesi prima era partita la pubblicazione di Kimagure Orange Road,
altra famosa serie approdata sui nostri schermi con il titolo "E' quasi
magia Jhonny", un adattamento che, dopo i tagli della censura e il rimontaggio
selvaggio a cui era stata sottoposta, ne uscì claudicante e storpiata del suo
stesso senso.
Ma questa è un'altra
storia.
La trama di Video
girl Ai è sostanzialmente questa: Yota Moteuchi, definito dagli amici e
compagni di scuola con l'appellativo di Motenai (il senza donne) è da sempre
segretamente innamorato di Moemi Hayakawa, compagna bellissima e inarrivabile.
Una sera, dopo aver tentato per l'ennesima volta di esternare a Moemi i suoi
sentimenti, aiutato dall'amico e confidente takashi Nimai, scopre che Moemi in
realtà prova dei sentimenti proprio per quest'ultimo. Deluso dall'evolversi
della situazione e costretto dal suo buon cuore, decide di aiutare l'amico e
sacrifica i suoi stessi sentimenti in favore della felicità di Moemi.
Tornando verso casa,
in preda allo sconforto, si ritrova davanti al videonoleggio Gokuraku Club
(Club Paradiso).
Entrato, finisce per
essere attirato da una videocassetta molto particolare. Il titolo di questa è
enigmatico: "Io ti consolerò - Ai Amano". Convinto di avere tra le
mani un video hard, lo porta a casa e lo infila immediatamente nel videoregistratore,
danneggiatosi la mattina stessa per colpa dello stesso Yota.

Ai, Nobuko e Moemi, le ragazze di Yota...
È qui che le cose diventano complicate. La ragazza che appare nel video si presenta col nome di Ai Amano e pochi attimi dopo una luce investe Yota e la ragazza esce letteralmente dallo schermo. Ma l'aver riprodotto la cassetta su un apparecchio difettoso porta con se molti problemi. Innanzitutto le curve della ragazza, decisamente meno prosperose di come non fossero in realtà, e il carattere della stessa, mutato da servizievole a vero tornado incontrollabile. Prende il via così uno dei fumetti più innovativi per l'epoca, fra risate, complessi amorosi, viaggi introspettivi e misteriosi uomini che sembrano sapere molto più di quanto dicono sulle Video Girl. La stessa Ai, teoricamente nata solo per aiutare Yota nella conquista del suo vero amore, inizia a provare sentimenti reali, un fatto atipico per le Video Girl, e si troverà a sperimentare la gelosia, l'amore e il senso di perdita e di sacrificio. Pur parlando di adolescenti (i protagonisti hanno si e no sedici anni) le storie sono molto adulte, nella maggior parte dei casi, e spesso fanno espliciti riferimenti al contatto fisico e alla scoperta di se stessi. Maturo, con uno stile scanzonato ma efficace, ci trascina per sedici volumi, trasformandoci e lasciandoci ogni volta con lo stupore negli occhi o un velo di commozione che ci appanna la vista. Lo so, suona molto sentimentale, ma in fondo è di questo che si tratta: una storia fatta di sentimenti, per i sentimenti. L'ho riletto proprio in occasione di questa recensione e, considerando che la prima volta è stato quasi dieci anni fa, devo ammettere che mi ha emozionato ancora. Quando Ai si vede costretta a reprimere il proprio amore ho sofferto, così come quando Yota scopre che non tutto quello che aveva dato per scontato rispecchia la realtà del suo cuore. Ok, ok, forse ho già messo troppo miele in questa recensione, ma che ci volete fare? Sono un romanticone…





