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Volti santi

Creato il 20 giugno 2010 da Fabry2010

Volti santi

Sono tornato dal pellegrinaggio a Manoppello, dove si venera il volto santo di Gesù. Esiste una congerie di studi sull’immagine, una ridda di ipotesi addotte a suon di analisi e radiografie. Per quanto mi riguarda, mi limito a guardare negli occhi l’uomo dalla faccia mite, segnata dal dolore. Si fatica a reggere lo sguardo. E’ inquietante, come chiedesse conto di qualcosa, di una presenza che si cerca di ignorare, ma sta lì, quasi petulante, a imbarazzarti. E’ un’espressione che non vuole arrendersi, continua a fissarti all’infinito, quasi giungesse da una zona oscura, al di là del tempo e dello spazio. Non so se sia il volto di Gesù, ma lo ritengo il dato più insignificante. E’ la fissità che conta, l’intenzione di raggiungerti nonostante la fuga, il turbamento insopprimibile. Mi pare di aver compreso che non è il volto di un uomo, ma dell‘uomo relegato nella zona d’ombra, l’oscurità di un oblio infinito e irrimediabile, del povero Cristo di ogni tempo, di ogni punto del mondo. Nell’omelia, ho detto che il santo volto non può essere circoscritto in una chiesa: si trova nello spazio maledetto di una dimenticanza, nell’omissione caparbia di ogni nostro giorno.



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