Magazine Diario personale

Wall Street

Da Gloutchov
Wall StreetNon c'è pezza! Gordon Gekko è uno dei migliori personaggi del cinema contemporaneo. Micheal Douglas lo dipinge come fosse un grande maestro della pittura, e gli da un'anima tanto viva da poter credere che esso esista sul serio. Gekko è un pirata della finanza. Sa fare soldi, sa fare tanti soldi, non si ferma davanti a nessuno. Gekko è anche un uomo, uno che... diciamocelo, si mostra squalo ma è capace persino di avere un cuore. E' per questo che Bud Fox riesce a entrare nel suo entourage. Perché Fox è un giovane arrembante e questo conquista Gekko molto più che le sue qualità di broker. E così la pellicola, che dovrebbe raccontarci una storia di affari sporchi nel mondo della finanza, ci propone invece un giovane che si altalena tra due padri. Quello naturale, un uomo onesto fino al midollo, che crede nel valore della vita, e nel valore delle proprie azioni; e quello... come dire, ideale, perché ha lo stesso carattere da conquistatore del ragazzo, perché gli offre ciò che il ragazzo cerca.E' anche una lotta tra valori. Abbiamo l'anima pura di Fox che viene costretta a scegliere tra due vie, quella facile del peccato morale, dell'imbroglio, dell'esistenza senza scrupoli, e del completo asservimento all'avidità (il discorso fatto da Gekko sull'avidità dovrebbe entrare nelle università...); e quella difficile legata all'onesta, al sudore, alla fatica, alle soddisfazioni perché si è veramente realizzato qualcosa, anche se ciò non ha portato alla ricchezza.E' persino un quadro astratto della nostra società, che pone ogni individuo in costante competizione con tutti gli altri, è lo spirito del capitalismo, è il motore del consumismo, uno stile di vita che alimenta i desideri più che soddisfare le necessità. Le persone non sono mai soddisfatte di ciò che hanno perché è il sistema stesso che le induce a volere sempre di più. Sul finale del film è presente un secondo discorso, molto breve, fatto da Bud Fox a Gekko. E' una semplice domanda: Quand'è che basta? Quand'è che ci si può fermare? E Gekko gli risponde che non è una questione di quanti soldi uno può possedere, uno lo fa perché lo può fare, e perché facendolo acquisisce la capacità, il potere, e la volontà di fare ancora di più.E' un motore che mangia sé stesso, e allo stesso tempo cresce e si nutre di sé stesso. 
Wall Street è un film che parla di borsa solo accidentalmente. L'argomento principale è l'uomo, le sue ambizioni, il suo cuore, i suoi desideri. Film molto bello. Come ho già detto Douglas è un asso. Bravo Martin Sheen nel ruolo del padre, bravo anche suo figlio Charlie Sheen, nella parte del figlio. Bellissima Daryl Hannah. Interessante anche l'interpretazione della moglie di Gekko, personaggio secondario, svolta da Sean Young. La regia? Oliver Stone!
Perfetto come digestivo per il pomeriggio di Santo Stefano, non credete?
Note a margine: Il seguito, Wall Street - il Denaro non dorme mai, è evitabilissimo. Non dico sia un brutto film, ma è privo degli ingredienti che ho sopra descritto. E' incentrato su Gekko e sul suo desiderio di riavvicinarsi alla figlia... solo che nella prima pellicola aveva un figlio maschio. Il giovane arrembante di turno non è convincente, né come personaggio, né come interpretazione, al Bud Fox/Charlie Sheen del film originale. Sembra che in questo film si sia cercato di ricalcare la stessa matrice del precedente, ma con meno convinzione. Film godibile, ma che non lascia il segno... al contrario del suo predecessore.

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