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Yves Saint Laurent – Recensione

Creato il 01 aprile 2014 da Drkino

by Mattia Gariglio · 1 aprile 2014

Dal 27 marzo al cinema, un film biografico che accinta la vita di uno di un instancabile sognatore, tanto grande come stilista quanto fragile nella vita privata…

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Nel 1957 a Parigi, a soli 21 anni, Yves Saint Laurent è chiamato a dirigere la grande casa di moda fondata da Christian Dior, da poco scomparso. Il mondo della moda è impaziente di scoprire il talento del giovane e promettente stilista. Insieme a Pierre Bergé, compagno di una vita, fonderà la Yves Saint Laurent Company, destinata a divenire uno dei marchi di moda più famoso al mondo.

Non è mai stato semplice portare sul grande schermo il mondo della moda. Quello che Yves Saint Laurent tenta di fare è proprio questo. Il difficile però sta nel voler trasformare una delle figure più complesse della storia della moda, nell’oggetto di un lungometraggio. Partendo dalle prime esperienze alla corte di Cristian Dior per arrivare fino alla sua morte nel 2008, il film cerca di ripercorrere le tappe fondamentali che hanno portato Saint Laurent a essere considerato uno dei più grandi.
Per chi non è particolarmente interessato alla moda, accostarsi a questo film potrebbe essere ostico. Ovviamente il protagonista è Yves Saint Laurent con tutti i suoi aspetti, i suoi dolori e suoi dubbi amletici, ma, probabilmente, non essendo molto diverso da centinaia di migliaia di altri artisti nel mondo, risulta poco interessante per chi non è curioso di vedere narrata la storia di uno dei più grandi in qualcosa di cui si ha scarso interesse.

La caratteristica principale del film, inoltre, è di essere molto canonico nell’affrontare il tema dell’artista tormentato dal suo passato. C’è tutto, persino la

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madreincapace di dare al figlio le attenzioni necessarie a farlo sentire amato. Nel tentativo di raccontare un arco temporale molto ampio, Yves Saint Laurent scorre lento verso una fine abbastanza anonima.
Il regista Lespert si ferma troppo in superfice, non riuscendo a far risaltare le peculiarità di un personaggio complesso e contraddittorio come il famoso stilista, donandoci un personaggio a tratti talmente fragile da risultare irritante.

Stilisticamente molto curato, Yves Saint Laurent gode di un’ottima fotografia e di una buona colonna sonora che da sole però non riesco a risollevare le sorti di un’opera vittima del peso dell’uomo a cui è ispirata.

L’ASSUNZIONE E’ CONSIGLIATA SOLO AGLI AMANTI DELLA MODA…

Regia: Jalil Lespert – Cast: Pierre Niney – Guillaume Gallienne, Charlotte Lebon – USA, 2014 – Durata: 100 min.

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