Ho ripreso a fare i compiti. Da un paio di settimane è infatti iniziato il corso online di biostatistica della EdX alla Harward University. L’EdX è un’organizzazione no-profit che ha come partner fondatori la Harward appunto e il Massachusetts Institute of Technology. L’idea è quella di promuovere l’apprendimento online rendendo accessibili gratuitamente corsi di alto livello in diverse discipline scientifiche: i corsi appena partiti spaziano dal laboratorio in intelligenza artificiale, ai linguaggi di programmazione (Pyton, C, PHP, ...) alla biostatistica per l’appunto. Il mio corso: Health in Numbers: Quantitative Methods in Clinical & Public Health Research è focalizzato sulla biostatistica e l’epidemiologia e, cosa fondamentale, è fatto benissimo. Ero sinceramente un po’ scettica su questa metodologia di apprendimento e non avevo mai seguito corsi di questo tipo, ma devo ricredermi. Oltre agli ottimi tutorial le lezioni sono divise in video-moduli scaricabili che vengono caricati sul sito a cadenza settimanale. Ogni video-lezione è accompagnata dal testo a fianco che permette di seguire senza perdersi qualche parola, in più esercizi in itinere aiutano l’autoapprendimento. Ogni settimana vengono assegnati “i compiti” da svolgere entro la settimana successiva e a fine corso, che dura 11 settimane, ci sarà l’esame finale. Siamo ancora all’inizio ed effettivamente è piuttosto impegnativo, ma penso ne varrà la pena. La mia esplorazione dell’apprendimento online non si ferma però qui. Cercando di sfruttare e stimolare al massimo le connessioni tra emisfero destro e emisfero sinistro ho intrapreso anche il CrashCourse on Creativitydi Tina Seeling della serie Stanford online. Anche questo di ottimo livello e stimolante.
Ora sorge solo una questione: come sopravvivere senza farsi strappazzare da questo vortice di input? La mia risposta è rallentare. Un cosa che mi suggeriva un'insegnante di danza per seguire il ritmo e vincere l'impulso che spesso si ha ad accelerare e trovarsi poi fuori tempo: rallentare, entrare in una dimensione lenta, ma consapevole, aiuta a stare concentrati e a vincere la voglia di correre per riuscire a stare nel pezzo. E in questo momento il mio modo per trovare il passo giusto e controbilanciare la frenesia digitale è la scrittura a mano.Roberta Buzzacchino ospiterà a Roma il workshop di Monica Dengo: Il potenziale creativo della scrittura a mano: A partire dalla scrittura di ognuno si faranno tanti esercizi per sciogliere la mano e mettere in comunicazione tutto il corpo con il segno che si produce. Lo scopo è di ampliare l’idea che abbiamo della nostra scrittura, per farci scoprire come essa sia un mezzo insostituibile dell’espressione di sé e potenziale mezzo di espressione artistica. Lo stretchig direi che è servito.
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