Forse Kant non poteva immaginare che si potesse andare oltre l'imposizione di una verità, ovvero che si potesse arrivare all'assoluta intercambiabilità di un punto di vista con l'altro, con la sola bussola dell'applauso a certificarne il supposto valore. Forse non avrebbe immaginato come oggi non esista una maggiore forma di resa dell'applauso (e del suo gemello, le grida).E torniamo, così, al suo appello. Egli non chiede ai suoi avversari di prendere per buono quel che sostiene. Egli li invita solo ad ascoltarlo. Addirittura, egli sostiene che soltanto così potranno veramente contraddirlo, premunirsi per la battaglia d'idee alla quale egli accetta volentieri di sottoporsi.L'ascolto, laddove non implichi la cieca obbedienza ma il vaglio delle posizioni altrui, è già un atto politico. Laddove liquidi la politica dell'applauso, esso è rivoluzionario. Sarebbe bello se riuscissimo ad essere all'altezza di questa impegnativa richiesta.
da TEMPI FRU FRU
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