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Alonso, guerriero ferito

Da Carlo69 @F1Raceit
Appunti alonso_ok

Published on novembre 20th, 2012 | by Giulio Scaccia

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Fernando Alonso arriva ad Interlagos con un ritardo di 13 punti da Sebastian Vettel.

La stagione sta finendo. Incauti opinionisti avevano dato per vinto il mondiale dopo l’estate; invece la Ferrari arranca da parecchie gare a questa parte ed il terzo posto ad Austin, ad una distanza siderale dal duo di testa, insime ai 13 punti di distacco di Alonso da Vettel, non fanno ben sperare per il GP del Brasile. Anzi. Il mondiale sembra perso a meno di stravolgimenti, che altro non sono che un ritiro di Sebastian Vettel ed un arrivo di Alonso entro i primi tre.

Prima della volata finale, dopo il GP di Monza, ultimo appuntamento europeo, Fernando lo aveva detto: non bastano i podi. Servono almeno un paio di vittorie. Invece la Ferrari ha esaurito la spinta post Mugello, la Red Bull è tornata quella dello scorso anno ed è arrivato il buio.

Buio sconcertante e profondo annunciato dalle dichiarazioni di Montezemolo e Domenicali riguardo l’inadeguatezza della galleria del vento Ferrari, problema annoso e risaputo. Affermazioni tirate fuori al momento inopportuno o forse opportuno? Da dopo l’estate la Ferrari ha perso il bandolo della matassa dello sviluppo. Gli ultimi aggiornamenti hanno reso addirittura la macchina di Fernando più lenta di quella del suo scudiero Felipe Massa, in arte potremmo chiamarlo Sancho Panza. Tanto oramai i soprannomi si sprecano.

Fernando nel buio ha cecato conforto nel Sun Tzu e nella filosofia orientale. Ma più che un antico Samurai, sembra essere un Don Chisciotte ormai appannato e stanco contro avversari che, rispetto alla sua Ferrari, guidano astronavi. A tutto questo uniamo un nervosismo strisciante del campione spagnolo verso la scuderia e i suoi ingeegneri. Un nervosismo legittimo. Lui ci ha messo l’anima, il manico e tutto quello che, tecnicamente ed umanamente, è possibile mettere in questa F1.
Sono tutti segnali di un finale che sembra non arridere al pilota di Oviedo.

Fernando ha capito di aver perso questo mondiale ad Abu Dhabi. La sua faccia sul podio è quella di uno che ha dato tutto ed ha visto materializzarsi dietro di se un incubo. Lì credo che Alonso abbia capito. Oltre ogni filosofia, forza d’animo e convinzione, la sorte e gli astri avevano girato.

In una recente intervista apparsa su F1Race, il sempre lucido Emanuele Pirro ha detto che Alonso merita questo mondiale, ma il suo “momentum” è passato. E’ terminato forse alla prima curva di SPA o in una Monza che, solo per gli ottimisti creduloni o per gli improvvisati opinionisti, sembrava laurearlo campione del mondo.

L’asturiano davvero può essere fiero della sua stagione. Meno i progettisti della Ferrari.

Si va verso Interlagos, pista agrodolce per la Ferrari. Tutto può ancora succedere, ma l’inerzia, oltre che le prestazioni, ora sono di casa da un’altra parte.

Il guerriero  si avvicina all’ultima battaglia. Qualcuno ha scritto che Austin ha dato un’ultima speranza alla Ferrari, qualcun altro ha detto che ha prolungato l’agonia.

Prendiamo spunto da un potenziale compagno di Fernando, che solo la cecità di qualcuno ha allontanato da Maranello. Lui direbbe: “Wait and see”.

Comunque vada, è stata una grande stagione.


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