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Amichetta

Da Suster
Avete presente quelle amicizie che si trascinano per una vita, che quando tutto cambia intorno a voi, loro sembrano immutabili?
Avete presente quando vi rincontrate dopo due, cinque, dieci mesi e vi sembra di esservi salutate l'altro ieri?
Avete presente quando una vostra telefonata ha mantenuto lo stesso invariato tono di tragica demenzialità di quando avevate dodici anni e vi chiedete come ciò possa essere possibile?
Avete presente quando, a pensarci bene, vi accorgete di quanto tempo è passato e vi chiedete quando ciò sia successo, e perché nessuno vi abbia avvertito?
Se avete risposto "sì" ad almeno uno di questi quesiti, complimenti! Allora potete capire.
Queste siamo noi due.
Amichetta vive a Roma, io a Pisa.
Lei ha un fratello maggiore, io tre fratelli e una sorella.
Lei nella sua vita ha avuto (nell'ordine): un pesce rosso, due criceti, e un cane; io miriadi di gatti (più varie ed eventuali bestie di passaggio).
Lei è uno spirito pratico; io no.
Lei una pilota provetta; io una pippa al volante e pericolo costante.
Lei, malgrado non lo ammetta, conosce alla perfezione tutte le strade di Roma e dintorni; io mi perdo pure per andare dal droghiere (ma senza drogarmi).
Lei ha avuto tanti fidanzati; io solo uno, e ci ho fatto pure una figlia.
Lei fa innamorare gli uomini; io sono simpatica (a volte).
Lei ha fatto il liceo classico; io pure, ma lei ha cambiato scuola in primo, e io no.
Lei ha studiato biologia; io... storia dell'arte! (E ti lamenti pure perché non trovi lavoro? Ma sei scema?)
Lei è sempre in forma e dice di essere grassa; io sono sempre stata piuttosto rotonda e ora che ho perso qualche chilo mi sento una strafiga.
Lei fa un sacco di cose creative e manuali; io ho i ferri per fare la maglia ma non ho mai imparato a usarli.
Lei mi riempie sempre di regali e attenzioni; io... va be' lasciamo stare.
Lei a scuola insultava i professori; io pure, però di nascosto.
Lei giocava a calcio con i maschi; io sono sempre stata una schiappa in qualsiasi sport.
Lei è intraprendente e prende decisioni tempestive; io tentenno e non mi risolvo mai.
Lei si chiama Amichetta, e pure io.
E poi le ho insegnato a dire in arabo "L'orso è sopra l'albero" e "Mio nonno ha tante mogli", e con questo siamo pari, direi.
Noi ci siamo mollate e riprese sempre, nel corso della nostra vita.
Noi quando siamo insieme retrocediamo a uno stadio pre-puberale.
Noi siamo molto diverse, ma poi in fondo in fondo mica tanto
A dodici anni (nel cortile di casa mia):
- Amichetta, guarda: la gatta ha partorito sotto la scala nel giardino dei vicini. Puoi scavalcare, tanto ancora non ci sono venuti ad abitare. Li hai visti?
- Ecco, ci sono... Ahi! Mi ha punto un'ape!
(per il saggio di fine anno)
- Allora tutti i tenori da questo lato, i contralti di qua.
- No, noi dobbiamo stare vicine, perchè io capisco quando devo attaccare quando sento Amichetta che fa Pa-Pa-Paa-Pa-Ra-Paa.
- Se ci mette lontane sbagliamo. (Ah! L'Adagio di Albinoni! Nostro cavallo di battaglia!)
A diciannove anni:
- Amichetta, che fai, ci vieni a lavorare con me in libreria? Mi ha detto Alvaro di chiamare un'amica.
- Ok.
(Non mi perdonerò mai di averti trascinato in quel luogo di negrieri! Ricordo la pizza mangiata a turno nel seminterrato e la canzone di Alex Britti a oltranza nello stereo! Queste sono torture degne di Guantanamo! Però prima o poi dobbiamo fare una crociera su una nave tutta gialla, me lo prometti?)
A ventuno anni:
- Amichetta va be' dai, ogni tanto potresti venire a trovarmi a Pisa.
- Ok.
(dopo dieci minuti)
SMS: Arrivo domani con il diretto delle 16.
- Amichetta ma l'hai più sentita Dani?
- No, non riesco a contattarla. Ma secondo te diceva sul serio quando ci ha invitato a Carloforte quest'estate?
- Ah, be': io ho preso già i biglietti. Partiamo il 20 luglio da Civitavecchia.
- ...
A ventotto anni:
- Dobbiamo dirti una cosa.
- ... (ho visto il terrore nei tuoi occhi. Come te l'abbiamo detto? Non ricordo più)
- Aspettiamo un bambino!
- ... (tipo faccia di chi pensa: "Ma mi pigliate per il culo?")
- Amichetta? Amichetta? Amichetta?
- ...
Poi sei arrivata all'Imperial bar con l'elefante gigante di Ikea... Maledetto elefante! Non si sa mai dove infilarlo!
Ti avevo promesso che ti avrei scritto un post.
In realtà mi rendo conto che ne servirebbero molti e molti per descrivere come si deve la nostra amicizia.
Non mi ci provo neanche.
Tu stasera stai festeggiando il tuo compleanno, cinque mesi prima di me, come sempre, e, per usare le tue parole, l'addio agli "enti", il passaggio agli "enta" e il trapasso verso la vecchiaia. Uh come la fai lunga!
Vorrei riuscire a dirti qui quanto vorrei essere lì con te, nella tua pseudo-cena con pseudo-brace e l'insalata di cus-cus che sembra stucco per muri, in fondo alla strada chiusa dove un tempo giocavamo noi bambini del quartiere, e ci avevano trovato quegli scavi archeologici, e diceva mia cugina che di notte ci andavano le streghe, e ora invece ci sta un bellissimo parco per portarci la pupa.
Ma non ci sono: sono qui a scriverti, in ritardo, gli auguri (ma non è colpa mia: è questo blogger che si è bloccato per due giorni e non ho potuto scrivere niente!).
E' bello sapere che c'è qualcuno con cui non mi devo giustificare, non mi devo spiegare, non mi devo scusare, non devo pensare "Pare brutto se non vado?".
E' importante sapere che c'è qualcuno che non pretende, non si aspetta, non ti giudica, non rimane male, non si offende, non sta a guardare quanto dà e quanto riceve.
Perché in quel caso vinceresti tu.
Cacchio! Mi sto autocommuovendo da me stessa medesima! Se sapessi come si fa ti allegherei al post anche il sottofondo musicale di Amico è di Baldan Bembo! Ti immagini che figata?
Va be', comunque il succo è che, per rubare il termine a un'altra blogger, quest'anno la nostra amicizia compie ben 18 anni (diciotto!), e ciò significa che fa il suo ingresso nella maggiore età.
Cioè: farebbe prima la pupa a raggiungere l'età che avevamo noi quando ci siamo conosciute che noi tornando ipoteticamente indietro nel tempo come Benjamin Button! (Gran film: non c'è che dire. Dieci bobine di morbidezza: altro che rotoloni regina!)
Quindi: dovremmo smetterla di fare le idiote. Niente più "Giochiamo a non t'arrabbiare" e "Ci potevo rimanere secca!" e altre cose simili che solo noi capiamo e che in effetti fanno ridere solo noi (che poi magari ci siamo pure dimenticate il significato originario).
Mo' basta! E' ora di diventare adulte!
Wahahahahahahahahahahahahahahahahahaha!
Scusa: mi sono ricordata la faccia del vecchietto che dormiva al cinema quando siamo andate a vedere Il re Leone!
Auguri amichetta! Resta così.
Amichetta
Daisypath Friendship tickers

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