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AquaPazza: AquaPlus Dream Match – Recensione

Da Videogiochi @ZGiochi

Cover AquaPazza: Aquaplus Dream Match

PS3 TESTATO SU
PS3

Genere:

Sviluppatore:

Produttore: Atlus

Distributore: Atlus

Lingua: Giapponese (sub ENG)

Giocatori: 2

Data di uscita: 21/11/2013

Pegi 12

VISITA LA SCHEDA DI AquaPazza: Aquaplus Dream Match

Pro-1Battle system di natura arcade eccellente Contro-1In Europa lo vedremo solo con il binocolo

Pro-2Stile e carisma da vendere Contro-2Qualche lottatore in più non ci sarebbe dispiaciuto

Pro-3Impostazione e meccaniche fresche rispetto alla media del genere Contro-3Il boss finale e' una dannazione alle difficoltà più elevate

La prima domanda che sorge spontanea analizzando un titolo come AquaPazza: AquaPlus Dream Match è: perché un nome del genere? A chi diavolo è saltato in mente? Ma andiamo per gradi: anzitutto, la produzione Examu è un cross-over tra alcune delle saghe più rappresentative di AquaPlus, che probabilmente in pochi ricorderanno per adattamenti di produzioni non particolarmente note al grande pubblico, come White Album, To Heart o Tears to Tiara; secondariamente, è risaputo che i giapponesi adorano l’Italia e la sua cultura (sebbene la loro concezione sembra essersi fermata ad un paio di decenni fa), pertanto non è raro imbattersi in espressioni e vocaboli nostrani buttati a caso nei media nipponici, spesso con risultati discutibili (citando ad esempio il sempiterno “Te sei lì” di Campione, lo sproloquio “Naporitana, spaghettino, carbonara” di Hayate no Gotoku, o la mossa segreta “C@##o freddo” di Kazuki Magica…), et voilà, eccovi spiegate le misteriose origini di AquaPazza, che sebbene assuma un senso una volta compreso il “background”, è praticamente impossibile da prendere sul serio.

Nato come arcade nel 2011, il titolo ricevette una conversione per il mercato PS3 lo scorso anno dopo il discreto successo ottenuto, e solo ora Atlus si è prodigata per esportarlo oltre i lidi natii… ma ahinoi nel solo continente americano, dove è venduto tra l’altro a prezzo budget. Vista la smania di giochi anime-oriented, non ci siamo comunque fatti fermare dallo scoglio territoriale, e siamo riusciti a mettere le mani su un codice per dargli un’occhiatina: abbiamo risparmiato spazio sugli scaffali per candidati più meritevoli? O ci siamo persi un piccolo capolavoro? Nell’attesa di rispondere a questa domanda, una curiosità: tutte le opere che figurano in AquaPazza sono state sviluppate originariamente da Leaf, nota per rilasciare materiale rivolto esclusivamente ad un pubblico adulto, quindi sì: è un raduno di eroge, o ex-eroge in questo caso. E con questo rinnovato interesse, buona lettura.

aquapazza-evidenza

NE FERISCE PIU’ LA LIBRERIA DELLA SPADA

Provenendo da periodi storici, condizioni sociali e contesti completamente differenti (per non parlare della specie di appartenenza), fornire un substrato narrativo convincente per il variegato cast di AquaPazza: AquaPlus Dream Match si sarebbe rivelato problematico (anche perché parliamo di un picchiaduro, non di un GDR a la Super Robot Taisen), ragion per cui gli sviluppatori hanno preferito ripiegare sul sempreverde paradosso dimensionale, con i nostri beniamini strappati al loro mondo e soggiogati dall’acqua pazza (da non confondere con la ricetta a base di pesce) dell’irritante Ma-ryan di To Heart; i pochi dialoghi che scandiscono la modalità arcade si riducono quindi a formulette ripetute all’ennesima potenza modulate a seconda dell’interlocutore, ma poco importa, non serve certo un pretesto per iniziare a menare le mani, ed alcuni scambi di battute si rivelano comunque spassosi, a patto di masticare un po’ la comicità “daily life” tipicamente nipponica, fatta di cliché, esclamazioni improvvise ed engrish.

Sul versante ludico, AquaPazza: AquaPlus Dream Match si presenta come un picchiaduro 2D  sui generis, tecnico e dal ritmo frenetico. Il roster completo ammonta a 13 combattenti, pochi rispetto ad altri esponenti del genere, ma ognuno dotato di uno stile di lotta unico e ricco di personalità, che denotano un battle system “originale” e molto variegato, nonché estremamente bilanciato, nonostante le bizzarre soluzioni per far quadrare le ovvie disparità tra guerrieri, maghi, demoni e studentesse liceali. Sebbene la rosa di attacchi speciali di ogni personaggio sia alquanto ristretta, prendere confidenza con le tempistiche e l’approccio più efficiente per ognuno di loro richiede tempo e dedizione, ma la pratica, merito di un’infrastruttura snella e accessibile, si dimostra piacevole ed appagante per ogni fascia di videogiocatore, dai novizi ai più ferrati nel settore. A questo dobbiamo sommare la simpatia e le peculiarità del cast, di matrice ibrida tra il classico e l’esilarante, alternando volti tutto sommato credibili una volta saliti sul ring, come Arawn, Sasara o Hakuoro, ad altri che fanno più ridere che tremare (almeno fino al momento in cui non ti becchi una Splash Art, leggasi Ultra, sul muso), come Multi ed il suo spazzolone per pulire i pavimenti, o Manaka e le sue librerie cadenti. C’è gente strana nei meandri di AquaPazza, anche per gli standard a cui i giapponesi ci hanno abituati, eppure nel suo insieme tutto funziona a meraviglia.

Il gameplay è un gioiello, equilibrato e profondo, annoverando, oltre alla minuziosa pulizia delle meccaniche, alcune feature interessanti che lo contraddistinguono da uno Street Fighter o un BlazBlue a caso, dei quali rintracciamo diversi punti di contatto con la produzione Examu. La principale di queste è costituita dalla possibilità di abbinare il nostro lottatore ad uno dei 13 partner disponibili, anche loro provenienti da saghe di spicco, portando il roster a 26 personaggi, almeno virtualmente, in quanto il loro ruolo è limitato al solo supporto dalle retrovie, e non gli sarà concesso dare il cambio al proprio compagno come in un tradizionale tag team match. Ciononostante, il backup che offrono si rivela di vitale importanza in numerose circostanze, come cogliere impreparato l’avversario, coprirsi la ritirata o allungare la combo in atto, sfoggiando abilità ben diversificate tra loro e certamente non meno singolari rispetto a quelle del cast giocante, tra biciclette che piovono dal cielo, giganteschi ventagli di carta e fiocchi di neve che fluttuano nell’arena sulle note di un brano j-pop (con tanto di idol che canta e danza sullo sfondo). L’altra novità di spicco, che personalmente non ci dispiacerebbe venisse adottata da altri picchiaduro, è l’AES, o Active Emotion System, che dinamicamente assegna temporanei bonus o malus ai combattenti a seconda del loro comportamento. In sostanza i giocatori aggressivi potranno beneficiare di un boost offensivo proporzionale alla quantità di salute perduta, mentre chi si ostina ad arretrare o attaccare dalla distanza subirà una riduzione della difesa e andrà incontro a rotture della guardia più frequenti. Questa soluzione potrebbe scontentare gli amanti dello “zoning” (o gli spammoni), ma considerata la natura arcade del titolo ed il ritmo già abbastanza forsennato di suo, non possiamo che apprezzare questo ulteriore stimolo, che contribuisce a dar vita a duelli accesi e molto divertenti, senza sacrificare virtuosismi con lo stick e soprattutto senza scadere nel button mashing (sebbene non ci siano ancora chiari quali siano i requisiti di attivazione dell’AES). Restando in tema, i controlli sono reattivi, precisi e le combinazioni facili da memorizzare, con un arcade stick AquaPazza: AquaPlus Dream Match è una gioia da giocare (non a caso la Limited Edition giapponese ne comprende uno a tema davvero sfizioso), ma in alternativa il Dualshock fa il suo lavoro, anche se dopo un paio di super mosse di fila si sentono le dita sgretolarsi contro la croce direzionale; strano a dirsi, l’analogico con un po’ di pratica si rivela la scelta più indicata.

Nessuna sorpresa per quanto riguarda le modalità, con gli immancabili Arcade, Another Story (per i veterani della prima, un secondo giro di lotte con boss finale una Chizuru particolarmente incavolata), Score Attack, Versus e Training, sufficienti comunque per garantire decine di ore di gioco, sostenute da un ottimo livello di sfida. L’unica cosa che non è andata a genio è stata la gestione del round finale della modalità principale, fin troppo impari ed infame, tra IA e statistiche maggiorate, partner uber e la bellezza di barre vita extra, una di quelle rare occasioni in cui vorresti lanciare la console dalla finestra per la frustrazione (specie se l’avversario è Tamaki e le sue dannate prese). Presente all’appello anche una corposa modalità online, con un buon matchmaking, la possibilità di accedere a lobby da 6 giocatori, assistere in modalità spettatore e registrare gli scontri preferiti. Non abbiamo avuto modo di effettuare molte prove, ma in ogni caso il lag è sempre stato pressoché inesistente e l’esperienza godibilissima. Ottimo. Ad allungare la longevità ci sarebbero anche un discreto numero di trofei da arraffare, peccato che non siano stati tradotti, quindi salvo i più elementari è quasi impossibile decifrare gli ideogrammi (dimenticanza?).

Di pregevole fattura il comparto tecnico: i generosi sprite in alta definizione sono ricchi di dettagli e “rimbalzi”, gli effetti speciali sfavillanti e spettacolari al punto giusto e lo stile pulito e colorato riproduce perfettamente quello degli anime di riferimento, il tutto impreziosito da un frame rate solido ed alleggerito da tempi di caricamento; non da meno gli stage ispirati alle varie saghe, parzialmente animati e molto evocativi (il preferito del sottoscritto è quello di White Album, in cui si combatte sotto i riflettori tra la folla, mentre sullo sfondo uno schermo gigante mostra brevi spezzoni della novel per PS3… splendido, NdR). Chiude in bellezza l’ottimo campionamento audio, composto per la maggior parte da arrangiamenti di brani tratti dalle opere originali e le voci dei doppiatori ufficiali, limpide e puntuali, come sempre in titoli del genere, salvo alcuni dialoghi in cui il volume sembra capitolare per cause ignote (non durante gli scontri per fortuna).

Immagine anteprima YouTube IN CONCLUSIONE
AquaPazza: AquaPlus Dream Match è un ottimo picchiaduro, completo e coinvolgente, che compensa un numero di personaggi ridotto con uno stile irresistibile ed un battle system levigato con maestria, che rendono la produzione Examu un must have per gli amanti del genere, oltre che un piacevole passatempo per gli otaku smaniosi di opere d'impostazione prettamente nipponica. E' un peccato che non sia in programma una localizzazione per il mercato europeo, ma ora come ora reperire una copia americana (perfettamente compatibile con i sistemi nostrani) a prezzi vantaggiosi non è certo un problema, pertanto se siete a secco di titoli frenetici ed impegnativi, e riconoscete qualcuno nel bizzarro cast, non fatevi troppi scrupoli e tuffatevi nell'acqua pazza: ne vale la pena! ZVOTO 8
Voto dei lettori8
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