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Arrow

Creato il 16 marzo 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

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Il nuovo grande eroe del piccolo schermo

I supereroi non passano mai di moda. Da Spider-Man alle pellicole su Batman firmate da Christopher Nolan, fino ad arrivare al clamoroso successo lo scorso anno di The Avengers, sono riusciti a imporsi su grande schermo con la stessa efficacia delle loro versioni fumettistiche. Su piccolo schermo le cose non sono sempre andate altrettanto bene ma nell’ultimo decennio un paio di serie supereroistiche in particolare hanno lasciato il segno: Heroes ha rinnovato il modo di raccontare gli eroi regalando loro una dimensione più umana e meno super, ma il successo più longevo è stato quello di Smallville, le avventure del giovane Clark Kent andate avanti per ben dieci stagioni.
Adesso un nuovo eroe sta cercando di ripeterne il successo e, almeno per il momento, sembra riuscirci alla grande. Arrow ha infatti esordito in maniera strabiliante sia negli Stati Uniti che in Italia: in patria ha fatto registrare ascolti record per una premiere del network che lo trasmette, The CW, ed è stato subito confermato per una seconda stagione. Da noi il suo esordio non è stato da meno e su Italia 1 i primi episodi hanno tenuto incollati allo schermo oltre 3 milioni di spettatori, una cifra che pochi telefilm in tempi recenti hanno saputo registrare.

Qual è il segreto del tanto clamoroso successo di questa serie? Le storie di supereroi funzionano sempre o quasi, è vero, ma Arrow riesce inoltre a proporle in una chiave molto attuale. La serie fa tesoro della lezione di Lost, grazie a un ottimo utilizzo dei flashback, in grado di arricchire la narrazione e raccontare in maniera sfaccettata le vicende del protagonista, e anche grazie all’uso di un’ambientazione esotica alternata a quella cittadina.
Il protagonista Oliver Queen è infatti un giovane miliardario che, in seguito a un incidente in mare, assiste alla morte del padre e finisce tutto solo soletto su un’isola deserta, che poi via via scopriremo non essere così deserta. Dopo 5 anni sull’isola dei misteri, Oliver torna profondamente cambiato da questa esperienza. Non è più il riccone superficialotto di prima, che tradiva la fidanzata e pensava solo ai party, ma è un uomo nuovo. Il suo obiettivo è diventato quello di vendicare le ingiustizie perpetrate da alcuni membri corrotti della sua città, Starling City, seguendo una lista fatta dal padre in punto di morte. Per farlo, assume le verdi sembianze di un supereroe incappucciato e armato di arco, rinverdendo (è proprio il caso di dirlo) il trend lanciato dall’arciera Katniss Everdeen della saga di Hunger Games. La sua sete di vendetta ricorda inoltre quella della protagonista di Revenge, altra serie tra le più popolari del momento, e la sua lotta contro i ricchi e potenti lo rende particolarmente simpatico, soprattutto nell’attuale periodo di crisi economica.

Il vero punto di forza della serie è però l’interprete di Oliver Queen. Stephen Amell è un giovane attore che aveva collezionato sinora soltanto alcune apparizioni in serie tv come Hung – Ragazzo squillo e Private Practice, ma che qui si trova perfettamente a suo agio nei panni del protagonista assoluto. Grazie alla sua interpretazione convincente riesce a regalare spessore e personalità al suo personaggio e poi, inutile girarci tanto intorno, è un figo. Se il pubblico maschile si entusiasmerà più per le parti action e gli intrighi criminali presentati dalla serie, il pubblico femminile non potrà che rimanere con gli occhi incollati allo schermo soprattutto per i muscoli esibiti generosamente da Amell, spesso e volentieri in bella mostra a torso nudo. Alle vicende non manca poi una parte sentimentale, con l’immancabile triangolo amoroso che trova ai vertici Oliver, la sua ex Laurel (Katie Cassidy) e il suo migliore amico Tommy (Colin Donnell).

Rispetto a Smallville, Arrow si propone come una serie più matura, meno adolescenziale, in grado di catturare il pubblico più variegato. In grado di conquistare tanto i fan dei supereroi dei fumetti, quanto le fan degli addominali del protagonista Stephen Amell, così come pure chi è semplicemente alla ricerca di una nuova serie cui appassionarsi. Sono insomma tante le frecce nell’arco di questo nuovo telefilm e siamo sicuri che almeno una farà centro anche nel vostro cuore.

di Marco Goi


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