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Arte in TV

Creato il 05 dicembre 2010 da Ilsegnocheresta By Loretta Dalola

Sabato pomeriggio l’arte in televisione si chiama: Art news il magazine settimanale di RAI Educational condotto da Maria Paola Orlandini.

Reportage da festival, mostre ed eventi, opinioni e polemiche dal mondo dell’arte, raccontati nei vari servizi che compongono la puntata.

“Parlate pure male di me, purché se ne parli”.

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Questo celebre aforisma di Oscar Wilde si adatta perfettamente alla parabola di Damien Hirst, il più quotato ed eccentrico artista vivente, che provoca polemiche e dibattiti tra quanti lo ritengono un genio innovatore e quelli che lo considerano più semplicemente un furbo.

Quest’artista ha la capacità di trasformare in oro tutto quello che tocca, insofferente alle regole del mercato dell’arte  le ha sovvertite, vendendo direttamente le sue opere. Al Palazzo Vecchio di Firenze dal 26 novembre 2010 al primo maggio 2011, sarà possibile ammirare un’opera assai discussa che ha provocato le reazioni di molti: “For the Love of God”, un teschio tempestato di diamanti, dal valore di 100 milioni di euro.

Un vero e proprio oggetto di culto dell’arte contemporanea. E’ un calco di platino di un teschio umano in scala reale, tempestato di 8.601 diamanti al massimo grado di purezza o con pochissime imperfezioni, per un totale di 1.106,18 carati. Sulla fronte ha incastonato un grande diamante rosa a forma di goccia anche noto come ”la stella del teschio”. I denti sono stati ricavati da un cranio vero del Settecento acquistato da Hirst a Londra.

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Realizzato nel 2007 ed esposto, finora, solo a Londra, nella galleria White Cube di Hirst e al Rijksmuseum di Amsterdam nel 2008, il teschio sarà collocato, all’interno di una teca protettiva, nella Camera del Duca, accessibile dallo Studiolo di Francesco I. E’ il più ambizioso lavoro di oreficeria realizzato e non ha precedenti nella storia dell’arte, l’opera che vuole vincere la morte è un amuleto sotto un certo aspetto,  rappresenta un tradizionale “memento mori”, un oggetto che parla della transitorietà dell’esistenza umana. Al tempo stesso rappresenta la morte come qualcosa di infinitamente più implacabile vuole vincer la morte mettendocela davanti agli occhi.

Sta a noi decidere: genio a ciarlatano?

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Capolavori europei e balletti russi di Diaghilev in mostra a Londra, al Victoria and Albert Museum ospita “Diaghilev e l’epoca d’oro dei balletti russi dal 1909 al 1929”: costumi di scena, disegni, foto, rari filmati e dipinti che ripercorrono la straordinaria carriera dell’impresario russo, sullo sfondo di uno dei periodi più tormentati della storia europea. Una panoramica sui Ballets Russes, che davvero segnarono un’epoca, e sul loro strabiliante “inventore” Sergej Diaghilev che creò la fusione tra danza, musica, arte e moda.

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Con questo genio innovatore  che scioccava con la sua franchezza sulla propria omosessualità hanno collaborato molti grandi da Claude Debussy a Maurice Ravel, Sergej Prokofiev, Ottorino Respighi, Gioachino Rossini ma anche  i pittori che hanno creato le scenografie e i costumi per i Balletti Russi: da Pablo Picasso, che collaborò stabilmente con Diaghilev durante la guerra, a Giorgio De Chirico e Jean Cocteau. Scoprì e lanciò Vaslav Nijinsky, sancendo con il suo appoggio e la sua passione l’ascesa e il declino di questa leggenda della danza classica del quale ne divenne amante.

Attraversando le sale, si osservano i video con la ricostruzione dei balletti, i costumi corti disegnati da Chanel che rivoluzionarono lo stile della danza e che pagò personalmente il funerale dell’amico rimasto solo e  senza un soldo, dopo una vita vissuta nel lusso.

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Nell’ultima sala della mostra è esposta la sua bianca maschera mortuaria che lo rappresenta con un’espressione felice ma  che, in realtà nasconde il grande dolore dell’essere diverso che da sempre costa caro.

 


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