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Bitch on the beach

Da Signorponza @signorponza

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Alzi la mano chi di voi non ha fatto suonare almeno una volta il metal detector dell’aeroporto. È impossibile: tutti abbiamo dimenticato per sbaglio, che so, una brugola in fondo alla borsa; o abbiamo una protesi coxofemorale in acciaio, “tutta lega soffiata, cotta a legna”.

C’è una cosa, però, che fa esplodere i controlli alla Malpensa, suonare l’antitaccheggio all’Autogrill e strombazzare l’allarme nei bagni per disabili della Virgin Active: è quel pesante, coriaceo e irresistibile istinto all’accoppiamento tipico dell’estate, che manda in tilt anche i più sofisticati sistemi di difesa della Russia di Putin.

Suvvia, non fate i timidi – adopero la generalizzazione maschile, ma il mio discorso comprende uomini, donne, equini, lepidotteri e carcasse di auto – tutti, ma proprio tutti, partiamo con lo stesso istinto alla riproduzione di Ridge e Brooke Forrester.

Ridge e Brooke

Va così, non c’è niente di male: movida in italiano si traduce con “ho voglia di scopare”. Nel beauty mettiamo lo spazzolino, il dentifricio, doposole, protezione, lubrificante e preservativi e mille preghiere a Santa Sharon da Cap D’Adge, protettrice dei rapporti occasionali.Già, perché di sera l’istinto primordiale si desta, più feroce e sanguinario di tutta la famiglia Cullen: come sciami di zanzare, i vacanzieri escono da hotel, tende, bungalow, tombini e roulotte per andare a “divertirsi”.

E va be’, visto che ci siamo, vediamo di limitare i danni con qualche pratico consiglio.

Partiamo da una raccomandazione di base, quella che ogni madre dà alla propria figlia prima di vederla scomparire col suo trolley Carpisa e degli orribili shorts di jeans, che solo una locusta anoressica potrebbe indossare. È una raccomandazione, nonché una campagna di sensibilizzazione organizzata da Enzo Miccio che, con la scusa di cercare piselli odorosi per i suoi bouquet, sta girando l’Italia in camper a ricordare a tutte le ragazze: “Non siete le protagoniste di Jersey Shore”. Cosa significa questo? Che se una volta le ragazze sognavano di essere come Carol Alt, tutt’al più come Sabrina Salerno, oggi cercano di essere simili a un mostro d’inimmaginabile bruttezza: Snooki.

La sera, dopo aver mangiato un chilo di fritto misto, aver piastrato la frangia, aver truccato gli occhi come una bambina di quattro anni con davanti la foto di Moira, si dirigono in discoteca che nemmeno le più disinvolte ping pong girls in un bordello thai. Con la scusa dell’estate, il già misero abituale abbigliamento della notte sembra provenire da una lavatrice impazzita capace di infeltrire anche la lycra.

Moira Orfei

Il must delle nuove generazioni è la vita bassa – o ginocchia alte, dipende da come la si voglia vedere – ovvero quell’eufemismo che identifica i pantaloni che segano in due la figura con la crudeltà e l’efferatezza di Jeffrey Dahmer, il mostro di Milwaukee.

Ragazze, lo so che nessuno ha avuto ancora il coraggio di dirvelo perché teme che la sua macchina venga bruciata nel parcheggio del Pacha di Milano Marittima, ma io voglio farvi questo regalo: solo l’1% di voi supera il metro e sessanta e solo lo 0,09% non è a rischio obesità, quindi lasciate perdere, davvero. Spezzare la vostra figura che sembra la scocca paraurti della Panda 4×4 non vi farà sembrare più sexy, believe me. Sembrerete solo delle burrose ragazzine con metà culo di fuori e il sex appeal di un panettone in cemento. Se volete mettervi addosso il meno possibile ricordate che sì, le mutande è comunque meglio infilarle, e che avete la fortuna di poter stare bene con tante altre cose, perfino con un abito a stampa fiorata. Quindi, cercate di non mortificare le vostre forme e i nostri occhi.

Il modello di ragazza Snooki, ormai dilagante come un’epidemia di tarlo asiatico sui pioppi della bassa, è quel tipo di giovane che comincia a bere sambuca Molinari in auto, prima di arrivare in discoteca, perché “è meglio farsi la base”. Cioè, fatemi capire. Se già il vostro vocabolario annovera non più di quarantadue parole corrette e molti congiuntivi inventati, pensate forse che sfasciarvi fin dal parcheggio possa aiutarvi a diventare più interessanti?

Qualcosa mi dice di sì.

Perché interessante, al giorno d’oggi, è solo chi te la dà. E te la dà facile chi non capisce più un cazzo. Vero signori uomini?

La movida estiva, infatti, non è solo composta da ninfomani ragazze pronte a tutto pur di portare a casa un trofeo e il papilloma virus: dove li mettiamo i tamarri?

Un uomo che va in vacanza, se non è con moglie e figli, va per un solo motivo: il sesso. Lo va a cercare perfino negli angoli più sperduti della Terra, dove povere ragazzine fanno di tutto per una spilla degli One Direction. La lunghezza del viaggio è direttamente proporzionale all’età: più si è giovani e meno ci si allontana; più si è vecchi, più si è costretti a esplorare galassie remote in cerca di un essere vivente disponibile a dare anche il culo. Sta di fatto che l’istinto predatore maschile ottunde qualsiasi facoltà di discernimento, buona educazione e stile.

Così locali e discoteche s’affollano di neanderthalensis che, ustionati dal sonno recuperato sotto il sole cocente della spiaggia, pensano che vestirsi di bianco faccia figo. No, no, no. Ragazzi, a me non frega nulla se il vostro desiderio più grande è incontrare Balotelli all’Iper di Rozzano, non vi giudicherò male. Ma per favore, ve lo chiedo in ginocchio, non vestitevi di bianco. Sapete che chi ha inventato il white party ora è detenuto a Guantanamo e gli praticano il waterboarding tutte le mattine prima di colazione? Pantaloni di lino bianchi e mutanda nera stanno bene come una vergine in casa di Myke Tyson. Ho detto tutto.

Silvio Berlusconi Total White

E poi smettetela di farvi le sopracciglia più sottili della vostra dignità e di infilarvi a fatica in quelle T-shirt di quattro taglie più piccole: sembrate delle Marlene Dietrich anabolizzante, con muscoli che non sembrano più grandi, sembrano solo privi di circolazione sanguigna.

Quando poi, dopo il pisolino fino alle 22, la cena, la piastra e la sambuca in parcheggio, ragazze e ragazzi si trovano finalmente in discoteca, l’esplosione di ormoni e bruttezza è pari alla forza di quattordici centrali nucleari giapponesi. Ed è proprio in quel momento che chi aveva ancora qualche remora, la perde insieme alla biancheria intima. Da questo momento in poi, mi astengo dal proseguire, altrimenti dovrei parlare di rapporti sessuali nei bagni, tra le auto parcheggiate di fronte al locale, in spiaggia, in pineta. Insomma, ovunque.

E i gay, in tutto questo? Tranquilli: non aspettiamo la sera per fare sesso.

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