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boicottaggio

Creato il 29 maggio 2010 da Irenesoave

Lunedì è il Quit Facebook Day: chi è scontento del modo poco trasparente e spregiudicato con cui sono trattati i dati personali sul popolare social network cancellerà il proprio profilo. Ma Facebook è indispensabile? Non basta non iscriversi?

La Coop boicotta, invocandone la scarsa ”tracciabilità”, i prodotti israeliani. Cioè non li vende. Si tratta soprattutto di frutta, ortaggi e prodotti derivati. Infuria la polemica. Ma non è diritto di un venditore decidere cosa non commerciare? O il diritto di opinione deve sempre e comunque soccombere al dovere di consumare?

I giornali italiani, o meglio il loro fronte sindacale, la Fnsi, sono impegnati da qualche settimana in una guerra fra poveri per escludere i giovani stagisti delle scuole di giornalismo dalle loro redazioni, piene di grandi professionisti ma anche, perdonatemi il francese, di culi di pietra e raccomandati. Gli stagisti sono una minaccia per i precari, dicono, e un affronto ai prepensionati. Vero? Mah. Certo sono anche bravi; non sempre, ma spesso sì. Liberissimi di boicottare i giovani, tanto ce la faremo lo stesso, alla faccia dei vostri editoriali sui poveri ggiovani dell’istat che nè lavorano nè studiano. Per intanto sono i giovani a boicottare i giornali: molte delle copie perdute negli ultimi anni sono quelle che la nostra generazione non legge più.



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