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Boschi, Bertolaso, la censura e i profeti di sventura

Creato il 09 settembre 2010 da Hydepank

E’ tornato lo sciame sismico. La notizia gira dalla fine d’agosto e poggia, oltre che sull’osservazione diretta, anche sui dati resi disponibili on line dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Nei giorni scorsi è scoppiata la polemica: le scosse, a bassa intensità, sono sufficienti ad alimentare l’allarme? E se non fossero disponibili certi dati, sarebbe la stessa cosa? Intanto torna a farsi sentire Giuliani, che in un video su youtube fornisce la sua versione sulla situazione nell’aquilano, e Boschi minaccia (e poi smentisce) di oscurare i dati che armano la penna della disinformazione. Bertolaso rincara da par suo, tuonando contro i profeti di sventura. Aglio, fravaglio, corna e bicorna a carico degli astanti.

E’ strano che l’unica misura che viene in mente a chi opera nel solco della scienza sia quella di non rendere disponibili certi dati, nel momento in cui si denuncia che il problema vero è la mancanza di prevenzione dei terremoti in Italia. I recenti casi avvenuti in Cile e Nuova Zelanda dimostrano la bontà della prevenzione, ma a fare notizia qui è altro, il che è normale, visto l’inferno capitato all’Aquila. Ogni occasione di visibilità, però, dovrebbe essere salutata da Boschi e dall’INGV come un’opportunità per fare chiarezza, per divulgare, per ridurre l’allarme. Informare correttamente. Invece si pensa di imboccare la strada della negazione delle informazioni, il che significa niente dialogo e niente strumenti per la cittadinanza. Cioè niente prevenzione, perché sul tema si sa poco, e se Giuliani dice che gli eventi si possono prevedere poi la gente gli crede. D’altra parte, lui aveva dato l’allarme per tempo, l’anno scorso. Invece di sprecare fiato contro la superstizione e i catastrofismi, si sfrutti ogni occasione per spiegare, ogni volta daccapo, cos’è che rende pericolosi i terremoti in Italia più che altrove. In Italia la gente muore per i terremoti perché non si costruiscono edifici a prova di sisma. Non abbiamo bisogno di migliaia di tecnici, ma di cittadini consapevoli e in grado di pretendere misure adeguate. Se si accendono i riflettori, è questo il messaggio da far passare, parlare di menagrami o di censura ha l’effetto collaterale di spostare il tema su altri versanti. E non è questo che vogliono Boschi e Bertolaso, no?

sul tema:
luca de biase, mantellini


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