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Campo Calvesi: dal record mondiale al PCB

Creato il 04 febbraio 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

Il Campo di atletica Calvesi, a Brescia, dal 10 maggio 2013 è sotto sequestro. Da quel giorno, nessun atleta e nessun amatore ha più potuto varcarne i cancelli, sigillati. A ordinare il sequestro della struttura è stata la Procura della Repubblica di Brescia che, a causa dell’altissimo livello di inquinamento da PCB del terreno, ha dovuto conferire il mandato con provvedimento d’urgenza ai Carabinieri del nucleo investigativo della città lombarda.

Il nome Campo Calvesi sicuramente ai più non dice nulla. Ma per gli appassionati di atletica, gli amanti delle statistiche e per quei bresciani che conoscono davvero la loro città, è un pezzo di storia. Non tanto perché sia uno dei centri sportivi più frequentati della città, ma perché, sulla sua pista, il 4 agosto 1978 Sara Simeoni stabilì il record mondiale di salto in alto femminile, oltrepassando un’asticella fissata a 2,01 m.

La stessa Simeoni bissò la misura pochi giorni dopo a Praga, mentre si deve aspettare il 1982 per vedere quel record superato dalla tedesca dell’est Ulrike Meyfarth. Quello della Simeoni rimase, comunque, il primato italiano per trentuno anni, per poi essere scavalcato da Antonietta Di Martino nel 2007.

Il sequestro del campo sportivo si è reso necessario per via dell’elevato inquinamento presente nel terreno. Il Campo Calvesi si trova in via Morosini, a pochi passi dalla famigerata Caffaro, la fabbrica dei veleni che ha disseminato tonnellate di policlorobifenile (PCB) – una sostanza altamente tossica e non degradabile, analoga alla diossina – nelle zone circostanti. Il pcb può favorire l’insorgenza di vari tipi di tumori, ed è quindi un pericolo per i fruitori dei parchi pubblici entrare in contatto con erba e piante contaminate. Come si può vedere guardando l’inchiesta di Riccardo Iacona andata in onda nel programma Presa Diretta su Rai3 il 31 marzo 2013, il Campo Calvesi aveva continuato ad ospitare allenamenti sportivi, nonostante la chiusura di molti parchi cittadini nella zona, seguendo la deroga del sindaco (reiterata ogni sei mesi per più di dieci anni) che imponeva di non toccare o calpestare l’erba, per non entrare in contatto con il pcb.

Fu il servizio di Iacona, andato in onda su Presa Diretta la sera di Pasqua del 2013 (qui per il servizio http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-c6c4ab2a-960a-4272-b710-1d209039cb8a.html), a riaccendere i riflettori sul sito della Caffaro dopo un tempo interminabile. Le prime rilevazioni che scoperchiarono il vaso di pandora del PCB a Brescia, nascosto e negato a lungo da tutti gli organi preposti al controllo, partirono dal libro-inchiesta di Marino Ruzzenenti intitolato “Un secolo di cloro… e PCB. Storia delle industrie Caffaro di Brescia“, pubblicato nel 2001. Ruzzenenti, inizialmente tacciato di allarmismo, dimostrò poi con i dati ufficiali alla mano le proprie ragioni. Tuttavia, il processo del Tribunale di Brescia nei confronti della Caffaro venne archiviato e tutto si concluse con un nulla di fatto, lasciando i bresciani in una situazione di pericolo ed ignoranza sul reale livello di inquinamento della loro città.

La chiusura del Campo Calvesi è stata seguita, un mese dopo, dall’elezione di Emilio Del Bono come nuovo sindaco della città. La nuova giunta Del Bono, dopo aver analizzato nuovamente il terreno del centro sportivo, ha progettato un piano d’azione per recuperare l’area, mettendo a disposizione due milioni di euro, necessari per la rimozione e la messa in sicurezza di un metro di terra su tutta la superficie del campo sportivo. Nel giugno 2014 il Corriere di Brescia prevedeva una riapertura del Calvesi a fine 2015, mentre oggi Laura Castelletti, vicesindaco del capoluogo lombardo, ci assicura: «potrete correrci nel 2016, i lavori partono ora».

Nel frattempo, gli atleti bresciani si sono dovuti attrezzare, ripiegando sui centri sportivi dei comuni limitrofi. La società Centro Sportivo San Filippo, che gestisce il Calvesi, ha promesso di sua sponte un modesto contributo agli atleti per rimborsare le spese delle trasferte fuori città.

Dopo aver parlato tanto del campo di atletica a lui intitolato, vale la pena ricordare che Sandro Calvesi fu un allenatore di atletica leggera originario della provincia di Brescia. È la sua voce a raccontarci l’impresa di Sara Simeoni nel video a colori girato dalla tv locale Telenord. Quello di questa emittente locale è l’unico filmato reperibile del record della veronese al Meeting di atletica di Brescia.

Tags:Antonietta Di Martino,atletica,brescia,Caffaro,Calvesi,fabbrica,Iacona,inquinamento,lombardia,Meyfarth,Rai,record,Sara Simeoni

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