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Caos italia

Creato il 29 settembre 2013 da Vincitorievinti @PAOLOCARDENA
CAOS  ITALIA di Paolo Cardenà - I ministri del Pdl si sono dimessi. Quindi, l'esperienza del governo Letta sembra ormai prossima all'archiviazione. O almeno sembra. Cosa potrebbe accadere  nei prossimi giorni o settimane? Difficile dirlo. Ma proviamo ugualmente a tracciare un quadro quanto più verosimile possibile. Con l'urgenza di approvare la Legge di Stabilità, la crisi che si inasprisce sempre più,   la "necessità" di dover confinare il deficit 2013 entro il 3% e le altre misure urgenti a sostegno dell’economia (rifinanziamento Cig, Incentivi occupazione giovanile ecc ecc), è del tutto verosimile attendersi che Napolitano cercherà di ricomporre qualcosa che assomigli ad una maggioranza idonea a sostenere un nuovo esecutivo: un Letta bis, oppure un nuovo governo, con altra leadership.
Comunque sia, un esecutivo debole, tanto per intenderci, stante l’esiguità dei numeri al Senato, nonostante eventuali dissidenti del PDL  e M5S.  Magari  un governo con lo scopo di tentare di riformare la legge elettorale, e scongiurare il rischio di andare a nuove elezioni, evitando così il pericolo che, l'eventuale tornata elettorale, possa restituire una NON maggioranza, precipitando il paese, ancora una volta, nell'ingovernabilità. In buona sostanza, il senso di questo scenario politico sarebbe quello di evitare ciò che accaduto lo scorso febbraio. Veniamo ai mercati.
E' chiaro che i mercati, in apertura, lunedì prossimo, reagiranno male. Molto male, credo. Tanto più se si considera che è del tutto probabile che le agenzie di rating potrebbero tagliare il rating sul debito italiano, con tutti i rischi e conseguenze che ne deriverebbero. In questa ipotesi, l'evoluzione della situazione e della sostenibilità del debito pubblico, dipenderà molto dal nuovo merito creditizio che si attribuirà all'Italia. Perché, qualora l'Italia dovesse essere considerata spazzatura (e il traguardo è molto vicino), questo innescherebbe un'ondata di vendite impressionanti sul debito pubblico, poiché, molti fondi di investimento e fondi assicurativi, sarebbero costretti a vendere il debito italiano nel rispetto degli gli impegni contrattuali sottoscritti con i propri investitori. Quindi, mercati in calo e in forte fibrillazione con aumento della volatilità e spread in sensibile ascesa. Sia nei prossimi giorni, che nelle prossime settimane. Perlomeno fino a quando non si sarà disegnata una strada da percorrere: sia che porti a nuove elezioni (ipotesi, al momento improbabile ma non impossibile), sia che porti alla formazione di un nuovo governo. Ma molto dipenderà dalle parole che verranno spese dalla politica, sia italiana che europea, e soprattutto da Mario Draghi. Che piaccia o no, è' lui il vero "ammortizzatore della crisi " dei debiti sovrani e delle banche. E lo è fin da quando è stato nominato alla presidenza della BCE. Ovviamente, tedeschi permettendo.
Detto questo, non credo che nell'immediato futuro possa costituire un problema la collocazione del debito pubblico, che certamente dovrà essere piazzato a tassi evidentemente molto più alti degli attuali, con l'ovvio aumento degli oneri a carico dei contribuenti. Senza poi dimenticare che la Bce ha la possibilità di utilizzare il piano di salvataggio (Omt/Esm) per i  paesi europei che dovessero avanzarne la richiesta, con tutto ciò che ne deriverebbe in termini di cessione di ulteriore sovranità nazionale. 

Contrariamente, penso che in questa situazione così complicata, il vero cavallo di troia sia il sistema bancario, stante la sua fragilità, sensibilmente aumentata a causa dell'esplosione delle sofferenze sui crediti, che, come noto,  determinano forti pressioni sui patrimoni bancari,  sempre più compressi. E' chiaro che, con la grande quantità di titoli di stato in pancia alle banche italiane, un aumento sensibile dei rendimenti, provocherà un'ulteriore compressione degli attivi, con il contestuale ed esponenziale aumento dei rischi connessi alla "sopravvivenza" e alla solvibilità di alcuni istituti, che non potranno essere salvati se non con operazioni di salvataggio in stile cipriota. Cioè a carico dei risparmiatori.

E’ altrettanto evidente che a uno scenario di questo genere, farà seguito anche un inasprimento delle condizioni di finanziamento per famiglie e imprese. E’ del tutto verosimile attendersi un’ulteriore diminuzione della possibilità di accesso al credito da parte di agenti economici privati, aggravando una situazione già critica di suo, e con oneri in aumento a carico delle imprese, che ne minerà ulteriormente la competitività rispetto ai concorrenti del nord Europa che si finanziano a tassi sensibilmente inferiori. 
In uno scenario catastrofico come quello appena descritto, a tamponare la situazione -che potrebbe precipitare anche in tempi rapidi- potrebbe intervenire proprio Mario Draghi. Magari annunciando un' altra operazione di rifinanziamento (LTRO) a favore delle banche, cercando così di comprimere il rendimento dei titoli di stato e dando ossigeno, ancora per qualche tempo, a dei morti viventi, a degli zombi.  Le banche, essendo molti più fragili di quanto lo erano nel 2011/2012, non potrebbero mai sopportare le conseguenze di  un’eventuale e sensibile impennata dei tassi. Così come non potrebbero sopportarle neanche moltissime imprese e più in generale l’economia reale.Concludendo, a parer mio, la situazione è davvero drammatica. E di difficilissima soluzione.
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