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Caro Benedetto XVI…

Creato il 15 dicembre 2012 da Nicola Spinella @ioparloquantomi

…sì, lo so che la lettera più quotata in questo periodo è quella diretta a Babbo Natale, ma credo che con l’attuale casino globale sia inutile continuare a chiedere cose inutili. E poi, a casa i bambini cattolici degli anni ’70, indirizzavano la letterina a Gesù bambino, quindi Voi siete il più idoneo a recepirla in questi giorni difficili che ci troviamo a vivere. Ma andiamo al sodo.Santo Padre, aiutatemi a comprendere: perché è anche questo il compito di chi professa una parola impegnativa e carica d’amore, come quella che Nostro Signore ha voluto donarci col suo estremo sacrificio.

Capisco le necessità di adattarsi ad una situazione sociale che muta, sono perfettamente consapevole del fatto che chiunque, uomo od istituzione, non può più considerarsi esistente se non instaura un alter ego digitale. Tuttavia non ho accolto con particolare entusiasmo la Vostra discesa in campo (scusate l’inflazionata espressione!) su Twitter: in fondo è da idioti pensare che proprio Voi, Santo Padre, stiate dietro un monitor a rispondere ai followers (concetto ben diverso da quello di fedele) che spesso sbeffeggiano la nostra fede.

Ma non importa, in fondo è solo un modo per farsi un po’ di sana pubblicità.

Perché tuttavia scrivere al Papa, seppur idealmente? Non certo per criticare la nostra Chiesa, ma per comprendere come, in un mondo in cui il male ha ormai trionfato, l’unico problema tangibile siano i matrimoni gay e gli anticoncezionali.

Passi per l’aborto, gesto vigliacco perpetrato ai danni di un tessuto vivente (eh beh, così non rischio di offendere coloro i quali non reputano “persona” il concepito).

Perdonate la mia audacia, ma il ruolo del buon pastore è anche quello di mettere sulla retta via le pecorelle smarrite: ditemi, Santo Padre, cosa c’è di sbagliato nell’amore? In qualunque forma questo venga esercitato: uomo-uomo, uomo-donna, donna-donna, uomo-animali.

Attenzione: ho parlato di amore, non di sesso, figurarsi se qualcuno sano di mente possa avallare la zoofilia…

Ditemi, Santo Padre, se fanno più male due ragazzi che si amano, si sostengono a vicenda nelle prove della vita; oppure, se la palma del male vada o meno consegnata a chi sale sugli aerei da guerra per bombardare persone inermi?

Non so perché, ma ho come l’impressione che Dio operi per vie talmente misteriose che a noi, poveri comuni mortali, sembra assurdo doversi preoccupare della camera da letto di un gay o di una lesbica.

Ma perché mai due persone che si amano dovrebbero costituire un pericolo per la pace? No, Santo Padre, mi perdoni ma non sono d’accordo.

La pace è irrinunciabile: ma le vere minacce vengono dal male, da chi entra in una scuola e fa fuoco sui bambini, da chi impone la supremazia della finanza sulla vita delle persone.

La minaccia  viene da chi propugna il male: dai governi che, in nome del potere del denaro, stanno riducendo sul lastrico generazioni di cittadini. La minaccia viene da chi permette che accadano stragi come quella del Connecticut, perché in America vendi meglio le armi che la birra.

La minaccia viene anche da chi ancora oggi usa la pena di morte, come quella simpatica signora di colore che vorrebbe istituirla per i gay, in Uganda.

Forse sono rimasto indietro: ma Dio, almeno nelle intenzioni, non dovrebbe essere amore? Che amore c’è nella cultura della morte? Nessuna, secondo il mio parere, che non aspira certo ad essere autorevole quanto il Vostro.

Sono sempre più confuso, Papa Benedetto: perché leggo le Sacre Scritture, e vedo un tipo vestito di stracci che dice ad un ragazzo di vendere tutto quel che ha e di darlo ai poveri, perché vedo il Cristianesimo come una religione della povertà (ma poi vedo CL, Sant’Egidio, Opus Dei…beh…dai tempi di Safira e Anania ne abbiamo fatti di passi avanti eh?). A chi devo credere? Ditemi come dovrei credere a chi predica la povertà ed indossa ricche vesti e pregiatissimi gioielli?

Ah, forse ci sono arrivato: è come quei giochi che si facevano da bambini, quando una cosa significava il suo contrario. Quindi, la benedizione data a Rebecca Kadega, è un po’ un perdono per i suoi peccati, compreso quello di promuovere la pena di morte per i gay (creature viventi e figli di Dio, credo…): l’avete di certo rimbrottata paternamente, come solo il successore di Pietro potrebbe fare.

Santo Padre, ma non sarebbe il caso di parlare più di Dio e Cristo, della fede, del bene e del male, che di concentrarsi su quello che accade nelle camere da letto? Scusatemi, ma io non credo che Dio sia così guardone come Vorreste farci credere, e non credo che i gay siano destinati al Gennaa, a meno che non entrino in una scuola e sparino all’impazzata, non salgano su un aereo per sganciare bombe, non impoveriscano chicchessia per trarne profitto.

Costoro, probabilmente, bruceranno nelle fiamme della dannazione.

Ma Voi siete il Santo Padre e lo saprete meglio di me. Che sono l’ultima ruota del carro e ho fede in Dio. Un po’ meno nel suo fan club. Ma essendo eterosessuale posso sperare nel Vostro perdono.

Sia lodato Gesù Cristo.


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