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Clippers: per il titolo fiducia a coach Rivers

Creato il 18 ottobre 2013 da Basketcaffe @basketcaffe

La maledizione dei San Diego Clippers, poi trasferitisi nella City of Angels, dura ormai dal lontano 1976, anno in cui usurparono i Buffalo Braves del posto in NBA per la miseria di 6 milioni di dollari con una serie di fortunate coincidenze. Dagli infortuni eccellenti appena vestita la casacca dei Clips, come quelli di Bill Walton e Blake Griffin, ai pessimi scambi pre-Draft che hanno portato lontano da LA gente come Charles Barkley, Arvidas Sabonis e Kyrie Irving, sembra che nessuno possa guarirli dal malocchio. Eppure nel dicembre 2011 è arrivato il fenomenale Chris Paul a fare compagnia alla prima scelta del 2009, Blake Griffin, rientrato alla grande dall’infortunio alla rotula. Il roster inizialmente sembrò incompleto e mancante, benché i Clippers raggiunsero le semifinali di Conference, dopo il 4-3 rifilato ai Grizzlies, dove persero con uno sweep dagli Spurs.

La squadra di Los Angeles però l’anno scorso si è presentata ai blocchi di partenza pronta a essere la sorpresa della stagione e anche con qualche velleità e sogno per il titolo. Gli innesti di Crawford, Hill, Odom e Barnes, oltre ai già citati Paul e Griffin e all’attesa esplosione di DeAndre Jordan con la mina vagante Bledsoe dovevano garantire un ottimo score in stagione e l’hanno effettivamente prodotto, un 56-26 record per la franchigia, con titolo divisionale annesso, il primo nella storia dei Clippers. Memphis però si è presa una bella rivincita estromettendoli subito dalla post season con un perentorio 4-2, dopo il 2-0 LA iniziale.

In tanti hanno puntato il dito contro il coach, Vinny Del Negro, incapace di far rendere al massimo un roster davvero ricchissimo di talento, ma ancora troppo immaturo per vincere. Per questo, esonerato il coach di Springfield, si è scelto di puntare su un tecnico ex campione NBA, l’ultimo capace di vincere l’anello con i Celtics, e NBA Coach of the Year nel 2000: Doc Rivers. Doc troverà nella città degli Angeli un playmaker molto simile a Rondo ed altrettanto forte, fonte per irradiare il gioco a tutti i compagni. Come lui stesso ha dichiarato, l’importante sarà trovare una perfetta alchimia tra titolari, riserve e giocatori poco impiegati, perché ogni tassello è fondamentale se si vuole vincere un titolo. Senza dubbio uno dei migliori e più esperti allenatori nella Lega, Rivers sarà sicuramente in grado di amalgamare un gruppo che sembra quest’anno ancora più florido di abilità e talenti, ma con ancora qualche defezione.

L’acquisto dell’estate è stato il rinnovo del contratto di Chris Paul per 107 milioni di dollari nei prossimi 5 anni (e grande peso l’ha avuto proprio l’ingaggio del coach “consigliato” da CP3). Come guardie, il reparto sembra senza dubbio il più completo nella Lega: oltre a Paul, i Clippers possono schierare Crawford e Green, i neo-acquisti Collison e Redick e il rookie Reggie Bullock. Sembra invece che manchi qualche ricambio di livello dietro a Griffin e Jordan, che per altro si sono dimostrati due ottimi giocatori ed atleti straordinari, ma hanno peccato non poco di discontinuità nelle loro prestazioni, per altro solo a tratti a livelli eccellenti. Barnes l’anno scorso ha giocato alla grande, ma i soli innesti di Dudley, Jamison e Amundson come ali forti e di Mullens come centro non è detto che basteranno per giocarsela ad alti livelli.

Sicuramente non mancano i tiratori, con Redick e Dudley su tutti, l’atletismo, con Griffin e Jordan spesso fonte di numerosi highlights da copertina, e un attacco competitivo, viste e considerate le spiccate doti offensive di quasi tutti i componenti del roster. Un punto su cui invece ci sarà molto da lavorare sarà la fluidità offensiva, visto che lo scorso anno si sono visti troppi isolamenti fine a se stessi, e pochissima circolazione e corsa; altra cosa oltre ai tiri liberi per i lunghi, è la difesa. I due big man, nei 1.810 minuti giocati insieme la scorsa stagione, hanno concesso 104.2 punti ogni 100 possessi, un dato che renderebbe i Clippers ventesimi nella Lega. Con le defezioni di Turiaf e Odom, con cui la statistica migliorava e molto, ci sarà non poco su cui riflettere per coach Rivers.

Le possibilità di migliorare ancora per questi Clippers ci sono tutte e ora si attendono risultati importanti anche nella post season perché gli elementi per sperare in una grande stagione non mancano. Se vorranno confermarsi come prima squadra di Los Angeles e arrivare in fondo, però, non bisognerà mai abbassare la guardia e lottare fino alla fine.


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