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Come ai vecchi tempi

Da Kevitafarelamamma @KVFarelamamma
Come ai vecchi tempiNon potevo scegliere nome più appropriato per il gruppo che ho creato su Whatsapp, mentre mi trovavo a Siracusa, coinvolgendo le mie due amiche di sempre, quelle che non hanno bisogno di leggere il mio blog per sapere cosa vivo e quali sono i miei sentimenti e passioni.

"Come ai vecchi tempi" perché non viviamo più nella stessa città da quando 13 anni fa ho lasciato SR quasi all'improvviso e sorprendendo anche me stessa.

Non è facile mantenere i rapporti con la lontananza (nemmeno con la vicinanza a volte!!!) e, se anche ci sentiamo e periodicamente ci vediamo, perdiamo comunque pezzi delle nostre vite e non ci si può fare niente.

L'amicizia è bella anche così.

Come mai adesso questo post?

Quando scrivo solitamente provo una scintilla: gli argomenti non li devo cercare o valutare perché nascono all'improvviso in base ai sentimenti e a ciò che vivo in un determinato momento.

La settimana che ho trascorso a Siracusa i primi di giugno, in un periodo per me insolito, ha ispirato il mio cuore tanto che sul mio blocco note ho diverse bozze aperte.

Non so se le finirò tutte ma questa si. Ci tengo.

Le amiche di cui vi parlo sono legate a un periodo molto importante della mia vita, quello in cui non eravamo niente ma lavoravamo sodo per costruire il nostro futuro.

Mi riferisco agli anni dell'università a Catania, quelli dell'incertezza più totale, quelli in cui internet non c'era e per avere notizie bisognava viaggiare da SR a CT per consultare gli avvisi di carta in bacheca (altro che bacheca di FB!!!).

Gli anni in cui prendevamo in affitto la casaa CT, quelli in cui ci facevamo ospitare dagli amici se la casa non l'avevamo e quelli in cui ci passavamo gli appunti dei corsi monografici.

Erano gli anni delle bollette telefoniche stratosferiche: non si iniziava a studiare la mattina e non si andava a letto la sera se prima non ci sentivamo per telefono, facendo sbraitare i nostri genitori dato che le tariffe "tutto incluso" non esistevano ancora.
Come ai vecchi tempi

Erano gli anni in cui fare una passeggiata per i negozi di Corso Gelone, trovandoci a metà strada (dato che abitavamo vicine) ci sembrava chissà quale momento di svago per spezzare le lunghe giornate di solo studio.

Gli anni in cui calcolavamo sempre quante materie ci restavano e pensavamo a come pianificarle mese dopo mese.

Gli anni in cui a un certo punto per scaricare lo stress e le tensione, oltre al piacere di tenersi in forma, abbiamo iniziato a correre al campo scuola.

In realtà io ero la più svogliata perché mi ostinavo a dire "ma io odio correre!!!" ed era festa quando andavo! Ma se anche non mi univo a loro (imperterrite!!!), era come si ci fossi perché poi la sera partivano le telefonate incrociate per conoscere i dettagli dell'allenamento.
La corsa infatti era anche il momento delle chiacchiere e dei pettegolezzi come anche degli incontri inaspettati: poteva succedere qualsiasi cosa in quella mezz'ora di corsa!

La vita ci ha poi portate su "piste" diverse dopo la laurea e dopo le specializzazioni.

Quando sono andata via da SR è stato troppo strano, abbiamo anche attraversato un momento di crisi ma è stato facile ritrovarsi.
A volte non ci sentiamo per molte settimane, ma non importa. L'affetto lo misuriamo in altro modo.

Come ai vecchi tempi
E allora come ai vecchi tempi, ho proposto alle mie due amiche di tornare a correre insieme, approfittando della mia presenza a SR.
Non correvamo da tempo tutte e tre, perché ovviamene tra lavoro, casa, famiglia e orari assurdi non riusciamo a fare rientrare lo sport nelle nostre vite come vorremmo (altro discorso...).
Incredibile: ce l'abbiamo fatta!

Abbiamo provato una bellissima sensazione, non solo fisica (dopo mezz'ora di corsa, sudate fradicie e doloranti ci sentivamo comunque bene), ma anche emotiva.

Abbiamo chiacchierato tutto il tempo come eravamo solite fare, fregandocene della perdita di fiato. Ma soprattutto è stato come sempre, come se il tempo non fosse passato e come se fossimo ancora le ventenni universitarie incerte del proprio destino.

Vi voglio bene, MC e Roby.

Vivy

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