La bacheca di un profilo Facebook piena di commenti contro la maestra di Taranto che,pare,abbia violentemente usato il suo potere contro un alunno di un asilo.
Storia di aggressione, verbale e fisica che ha scatenato l’ira di molti e le pseudo vendette pronte per la protagonista di questa vicenda.
Mi soffermo sul giudizio che,grazie alla rete,crea opinionisti,giustiziere, forcaioli e killer pronti contro tutti e tutto.
Salta il meccanismo della certezza,della conferma sicura e dell’ aspettativa stessa di ognuno di noi che ha nella giustizia madre della vendetta legalizzata.
Insomma l’educazione dei nostri genitori,il perdono della chiesa e il rispetto verso l’essere umano,crolla ed esce fuori ,dietro una tastiera, il problema dei problemi e cioè l’isolamento brutale che ci rende egoisti e cattivi.
Il giudizio di questi tempi è figlio più che mai dei media,articolati e ingannevoli,che usano immagini forti e commenti diretti a cercare nella sfera della rete,pseudo adepti di questo e quel pensiero.
Le immagini dell’Isis sono figlie della velocità, dell’ingannevole giudizio che regala a tutti noi nella sua feroce azione.
Il commento spesso viene supportato dal titolone che dimentica il terzo grado,come nei processi,che sancisce se uno è colpevole oppure no.
Oggi tutto e subito,tutto è chiaro senza margine di errore o sbaglio da parte di chi accusa,posta,o sventola idee del tutto personali.
Quindi dove potrebbe esserci la verità o il giusto metodo di interpretazione?
Come muoversi nella palude del meccanismo veloce e spesso labile della notizia in rete?
Credo che si possa arginare il fenomeno approfondendo anche il passato,oppure restando sul titolo e aspettando sviluppi nei giorni successivi.
Una specie di attesa,di raccolta delle informazioni per poi divenire commentatori con più credibilità e affidabilità.