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Costa Concordia: naufragare nel web

Creato il 22 gennaio 2012 da Dailyblog.it @daily_blog

Di Linda Finardi il 22 gennaio | ore 12 : 01 PM


Cosa è cambiato dall’epoca del Titanic, quando il web ancora non esisteva? Oggi non ci aspettavamo più il ripetersi dell’incidente, ma forse avremmo potuto prevedere il peso dei social network in questo dramma.
Social network inizia ad essere sinonimo non solo di condivisione, ma anche di informazione: secondo un’indagine del Censis del 2011 il 27% degli italiani usa facebook come fonte di informazione e di questi il 61% appartengono alla fascia di età compresa tra 18 e 29 anni. Facili da usare e alla portata di tutti i social hanno fatto la loro parte nella diffusione delle notizie e nella ricostruzione della drammatica vicenda della Costa Concordia.
Navigando nel web alla ricerca di informazioni però si rischia anche di naufragare, appunto, incagliandosi in qualche notizie “bufala”. Il premio per la notizia più falsa, e la sua reiterazione, lo consegniamo ai tg, non pochi, che hanno mandato in onda televisiva un video, pescato dalla Rete, spacciandolo per una ripresa della nave Concordia nel momento dell’incidente. Si trattava però di un’altra nave, l’australiana Pacific Sun Cruise, in balia del mare in tempesta nell’Oceano Pacifico di qualche anno fa. Né in Rai né in Mediaset sembravano essersi accorti del fake. Sono stati gli utenti del web, che la Rete la conoscono meglio, a scovare l’inghippo e a disapprovare la sua messa in onda a suon di “tweet”, e “Striscia la notizia” l’unica a smascherarla per la tv. Il tutto insomma si complica, soprattutto il lavoro dei giornalisti e il rapporto tra media nuovi e tradizionali.
Se da un lato i media tradizionali sono criticati per la diffusione di questo video e soprattutto per la scarsa copertura dell’evento sui media nazionali a ridosso dell’evento nella notte del 13 gennaio, dall’altro i social network si criticano per la loro fragilità informativa, dove tutto è sempre da verificare, dove fonti forse poco autorevoli prendono il posto dell’Ansa e delle più importanti testate giornalistiche nazionali, dove l’aspetto emotivo delle persone che partecipano è il materiale principale e tutto da rielaborare in notizia.
Ad ogni modo twitter non si può sottovalutare: a pochissime ora dall’incidente da qui sono state diffuse le prime notizie sulla Concordia. “Twitt” e foto con il cellulare sono stati i primi messaggi che informavano il mondo della nave che imbarcava acqua e necessitava dell’evacuazione di più di 4mila persone.
#Vadaabordocazzo, la frase urlata dal capitano della Guardia Costiera De Falco verso il comandante della Costa Concordia Schettino nel momento dell’emergenzaè, è poi diventato qualche giorno dopo il titolo irriverente della discussione online che per lo più disapprovava il comportamento del comandante.
Anche facebook ha fatto la sua parte. Qui sono piuttosto maturati i dibatti, come se tutti potessero concorrere a definire la situazione, sul dramma, sul settore dell’informazione, sulla solidarietà alla Compagnia, ai lavoratori della Compagnia o ai naufraghi.
E’ così che la storia triste del Titanic di casa nostra ha un inizio e un suo sviluppo anche online: il web attinge dall’offline e l’offline attinge dal web in un continuo divenire degli eventi.


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