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Cyber: il nuovo film di Michael Mann

Creato il 22 gennaio 2014 da Fascinationcinema

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E’ un ritorno molto atteso quello di Michael Mann dietro alla macchina da presa per il grande schermo: a cinque anni di distanza da Nemico pubblico (2009), ottimo gangster movie incentrato su John Dillinger, Baby Face Nelson e Pretty Boy Floyd –figure leggendarie della malavita americana – il regista originario di Chicago resta in ambito noir ma virando decisamente registro. Cyber, questo il titolo della pellicola attualmente in post-produzione, la cui uscita nelle sale USA è stata annunciata per il 16 Gennaio 2015, verterà infatti sui crimini informatici, ai quali un’alleanza di forze militari statunitensi e cinesi dichiarerà guerra. Trama che ha seminato una certa perplessità tra i fan del cineasta, alimentata da un’atipica assenza di nomi attoriali illustri: Mann ha diretto, tra gli altri, Al Pacino e Robert De Niro nel primo film che li ha visti insieme nelle medesime sequenze, il magnifico Heat, del 1995, senza dimenticare un altro grande duetto, Tom Cruise e Jamie Foxx nel claustrofobico e mirabile Collateral (2004). Il volto più noto, in Cyber, sarà quello di Chris Hemsworth, classe 1983, lanciatissimo dopo i successi di Thor di Kenneth Branagh (2011), il relativo sequel Thor: The dark world di Alan Taylor (2013) e Rush di Ron Howard (2013), in cui ha vestito i panni di James Hunt, celebre pilota di Formula 1 antagonista di Nicki Lauda. Il resto del cast sfodera figure solide ma non troppo conosciute, come Viola Davis (Prisoners, 2013) o Archie Kao (l’Archie Johnson di CSI – Scena del Crimine), insieme a molti attori giovani, sia americani che cinesi.

Incuriosisce anche il connubio militaresco tra USA e Cina, nazioni che nel cinema sono solitamente affiancate come antagoniste in mafia stories (L’anno del dragone di Michael Cimino, 1985) piuttosto che alleate nella giustizia. La sceneggiatura è firmata da Mann, a quattro mani con Morgan Davis Foehl, montatore al suo esordio nella scrittura filmica, con al suo attivo prodotti televisivi e due film su grande schermo (entrambi con Adam Sandler) in qualità di assistant editor. Lo stesso cyber crime può apparire come una scelta banale per il regista, nonchè assai sfruttata in titoli di non grande valore quali The Net (1995) e gli innumerevoli epigoni; in realtà, non ci si allontana troppo dai consueti territori Manniani, nei quali il crimine e in primis il criminale è l’elemento fondamentale. I suoi ritratti di gangster, tanto quanto quelli di poliziotti “borderline” (dal Will Graham di Manhunter a Vincent Hanna/Al Pacino di Heat) sono profondamente emotivi e sinceramente umani, suscitando empatia non solo da parte dello spettatore ma anche dal proprio antagonista filmico. Il fattore che, a primo acchito, pare mancare da quelli che per ora sono soltanto esigui frammenti di trama del nuovo film, è proprio un’accoppiata forte, con l’analisi del rapporto ambiguo tra cacciatore e preda che ha reso grandi alcune delle sue pellicole; eppure, stando alle dichiarazioni rilasciate da Hemsworth al sito web tedesco Film Futter, si assisterà al classico gioco del “gatto col topo”, che Mann è sempre riuscito a sviscerare in modo esemplare. Il regista si è spesso avvalso della collaborazione di criminali reali o forze dell’ordine per i suoi film: lo stesso Dennis Farina di Manhunter, prima di intraprendere la carriera d’attore all’età di 37 anni, è stato membro del corpo di polizia di Chicago per circa 18 anni, ed è noto che il cineasta è grande conoscitore di criminologia e tecniche d’indagine. Un campo dunque a lui famigliare, che dalle “strade violente” del suo primo lungometraggio cinematografico, targato 1981, si sposta nell’ambito virtuale dell’hacking di alto livello.

Tra Nemico pubblico e Cyber, dunque nell’arco dell’ultimo quinquennio, Mann si è dedicato alla produzione: da Le paludi della morte (2011), secondo lungometraggio della figlia Ami Canaan Mann, fino a Luck, serie tv ambientata nel mondo delle corse dei cavalli con un cast d’eccezione (Dustin Hoffmann, Nick Nolte e il già citato Farina), andata in onda sul popolare canale via cavo HBO tra il 2011 e il 2012. Luck, a dispetto del titolo e del magnifico pilot diretto dallo stesso Mann, è stato un progetto tutt’altro che fortunato: il serial venne infatti interrotto, per le numerose (e giustificate) proteste da parte di gruppi animalisti, in seguito al ferimento (e conseguente eutanasia) di due cavalli nel corso delle riprese. La American Humane Association, organizzazione che si occupa di monitorare e salvaguardare l’utilizzo etico degli animali in ambito cinetelevisivo, iniziò delle indagini al riguardo, il che spinse la HBO a interrompere Luck dopo la prima stagione.

Dopo le polemiche e un silenzio cinematografico per lui abituale (nella sua carriera gli intervalli di tre/quattro anni non sono casi rari), Mann torna dunque in scena con un plot solo in apparenza inconsueto, per un film girato tra Los Angeles, Hong Kong e Jakarta: sarà un’altra prova del suo indiscutibile talento oppure un’eventuale doccia fredda in una filmografia già non esente da scivoloni? Un anno di attesa ci darà la risposta.

Chiara Pani


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