Devo dire bene

Creato il 11 febbraio 2011 da Parolecomplicate

Io sono uno preso bene. Sono un ottimista, io. Oggi ho parlato con un tassista disperato. Era rabbioso, astioso e diceva le parolacce perché davanti al tribunale c’erano delle persone che esprimevano solidarietà a Berlusconi. Siccome io sono uno preso bene, gli ho fatto notare che rispetto ai tempi cupi del family day si sta meglio ora, che si sta peggio.

Io sto abbastanza bene, grazie. Perché mi piace l’idea che quelli che vanno a mangiare le ostie la domenica si trovino a dover giustificare del sesso anale tra un vecchio e delle puttane. Io adoro pensare che una come Sara Tommasi (che io trovo fantastica) possa minacciare Berlusconi. Ritrovo la pace interiore a vedere Giuliano Ferrara, che vuole insegnarci come vivere e come morire, organizzare delle manifestazioni contro il puritanesimo. Come nel ’94. Quando diceva che il casco non può essere obbligatorio perché ognuno ha diritto a impennare col Ciao come meglio crede. Come nel ’94.

Davvero: devo dire bene. Fossi un politico di qualsiasi schieramento sfrutterei il momento. Proporrei un disegno di legge per riaprire le case chiuse, ad esempio. Legalizzerei i baci tra professoresse e studenti. Imporrei le gonne corte per le suore. Dichiarerei l’omosessualità e l’eterosessualità esibibile nei modi più espliciti. Quello sì, sarebbe un passo avanti verso un approccio più naturale all’amplesso. Quella sì, sarebbe una riforma vera. Un atto responsabile e lungimirante. Facendo l’amore di più sarebbero tutti meno nervosi. E io prendendo un taxi al mattino mi sentirei dire: – Ma ha visto che bella quella ragazza con lo striscione, dottore? Come fa uno a non innamorarsi, in una giornata così?


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