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Diario Vs Diario: Jack Keouac

Creato il 07 gennaio 2013 da Alessandraz @RedazioneDiario
Pubblicato da Elena Bigoni Cari lettori Eccoci alla seconda puntata di Diario Vs Diario. Per chi non la conoscesse, questa iniziativa è molto semplice: la nostra variegata Redazione ha deciso di “sfidarsi” su alcuni autori, raccontando le loro impressioni sullo stile e le storie di questi autori. Autori diversi per epoche, genere e stile ma che fondamentalmente tutti i lettori conoscono, anche solo di nome. Nella scorsa puntata avevamo parlato di Wilbur Smith, in questa puntata parleremo di un autore che ha segnato più di una generazione e che ha fatto molto discutere critici e semplici lettori, noi fra i primi. Buona lettura e buoni commenti! Diario Vs Diario: Jack KeouacJack Kerouac: Considerato uno dei maggiori e più importanti scrittori americani del proprio secolo, nonché "papà del movimento beat", il suo stile ritmato e immediato, chiamato dallo stesso Kerouac prosa spontanea, ha ispirato numerosi artisti e scrittori della Beat Generation, come il cantautore americano Bob Dylan. Le opere più conosciute sono Sulla strada, considerata il manifesto della Beat Generation, I sotterranei, I vagabondi del Dharma e Big Sur, che narrano dei suoi viaggi attraverso gli Stati Uniti e delle brevi permanenze in qualche località.
Diario Vs Diario: Jack KeouacELENA B. Letti: 1
Ho letto e abbandonato On the road alle superiori. Abbandonato perché già a metà mi aveva dato tutto quello che poteva. L'ho iniziato con una certa aspettativa: il manifesto di una generazione, la storia che ha mostrato l'altra faccia dell'America, un classico della letteratura. Quando penso ad un classico, penso ad un libro senza tempo che, letto in qualunque epoca, riesce a coinvolgere emotivamente e razionalmente il lettore. Durante la lettura ho trovato il libro di Kerouac datato per stile e contenuti, di parte perché rappresenta uno spaccato di una realtà lontana anni luce da qualunque realtà io conoscessi e quindi difficilmente contestualizzabile per i contenuti. Un lettura pesante, sopravvalutata, le cui riflessioni erano superficiali e spesso estremamente banali. Un libro che ho deciso di non continuare e che non rappresenta per me nessuno stimolo alla rilettura o alla riflessione. Diario Vs Diario: Jack Keouac ANDREA M. Non letti: 2 Ho provato a leggere Sulla strada e Big Sur. Come molte persone, ho cominciato a leggerlo con l'entusiasmo del pischello che sta facendo una cosa quasi trasgressiva e incredibilmente divertente. La delusione è stata cocente perché in realtà Sulla strada è un libro difficile, malmostoso e, cosa più importante, lontano dalla fama che si è conquistato. Non è un libro che si può leggere da giovani, quando le cose quasi trasgressive e incredibilmente divertenti sono ovunque tranne che in un libro complesso. Non è neanche un libro anticonformista perché, ormai, l'immagine dell'artista mascalzone ai margini della società è uno dei cliché più abusati nella storia. Chiunque abbia frequentato l'università avrà conosciuto almeno un “pirla” con aspirazioni letterarie, munito di cappotto del nonno e con una passione incomprensibile per il whisky (io ne ho conosciuto uno che portava anche il cappello). Insomma, sicuramente un libro importante per l'immaginario che ha creato, ma vittima dei “coglioni” che, dopo averlo eletto a proprio modello di vita, lo hanno pure reso patetico. Come Elena, l'ho abbandonato a metà. Ho riprovato con Big Sur, ma il ricordo della noia di Sulla strada non mi ha neanche permesso di cominciarlo. Ce l'ho lì, in libreria, da dieci anni. Auguri.

Diario Vs Diario: Jack Keouac ELISABETTA OSSIMORO Non letti: 1 Faccio parte della vasta categoria di quelli che hanno tentato di leggere On the road (costretti con la forza dai professori) durante il liceo: quel che mi ricordo è una piccola compagnia scalcagnata che viaggiava senza una vera meta, tra un profluvio di riflessioni scontatelle e parecchio soporifere. Tuttavia, ricordo che i brani letti in lingua originale avevano una musicalità tutta particolare e uno stile davvero evocativo. Detto questo, il mio ricordo di questo libro si intreccia con quello di un film "liberamente ispirato", anch'esso manifesto generazionale e anch'esso fortemente sopravvalutato: parlo di Easy Rider, con un Jack Nicholson adolescente e un Dennis Hopper coi baffoni che andavano in giro con le loro Harley Davidson, sdraiazzati e indolenti. Un film che (tanto per cambiare) nella mia scuola fu abbandonato a metà dagli studenti durante un cineforum. Che la Beat Generation trovi oggi la sua forza dirompente solo se lasciata a metà? Ai posteri l'ardua sentenza! Diario Vs Diario: Jack Keouac PETRA Letti: 1 Ho letto l’intramontabile On the road più volte; sebbene mi sia ripromessa spesso di affacciarmi sugli altri lavori di Kerouac, alla fine ho preferito riprendere il viaggio sulla Route 66. La prima lettura è stata piuttosto deludente, ma credo sia difetto comune dei libri “ideali” creare troppe aspettative, spesso contaminate dal tam-tam dei lettori entusiasti che li hanno eletti a “manuali di vita”. Mi aspettavo qualcosa di più vivace, rivoluzionario, anticonformista, una raccolta di citazioni travestite da consigl su astuzie e soluzioni contro le intemperie dell’esistenza comune… la delusione era sensibile. Ciononostante, le riletture in età più matura mi hanno aperto gli occhi su una chiave di lettura alternativa, slegata dal mito, diciamo “più obiettiva”; ho rivissuto il viaggio per quello che era veramente, un itinerario in auto-stop, nell’America affollata dai neo-princìpi della Beat Generation; ho sciolto il legame con il protagonista, preferendo il punto di vista esterno, come quello di una cinepresa che registra le immagini e le parole di un racconto, così facendo sono riuscita a “vedere” Kerouac e ne ho compreso il senso. Forse è questo il punto. Le generazioni successive alla Beat non possono pretendere di capire quel particolare momento, né hanno elementi sufficienti a ricreare lo spirito che lo accompagnava. Da osservatrice, soltanto estraniandomi dal libro ho potuto godere delle implicazioni correlate al viaggio: da fuori, ho visto Sal partire euforico e non contare i passi, ho sentito i suoi pensieri carichi di domande come di aspettative, ho collezionato i mille volti che ha incontrato lungo il cammino, ho osservato il paesaggio americano lungo la strada, acquisito dettagli e abitudini della gente comune, ho riletto i ricordi e i lunghi silenzi, avvertito chiaramente il vuoto dietro lo stesso entusiasmo che andava scemando coi chilometri trascorsi, sino a scoprire l’angoscia esistenziale del protagonista che è la vera origine del viaggio. Personalmente, credo nel potere curativo del viaggio, sia questo lungo le strade del mondo o nella più breve camminata; il viaggio è un’evasione che ci permette di ritrovare noi stessi; il riflettere, il ricordare, il formulare soluzioni e spiegazioni sono azioni generate naturalmente dal semplice camminare, soprattutto quando si parte da soli e si ha modo di confrontarci con persone incontrate per caso, così diverse da noi, così sconosciute da rappresentare un’insolita quanto efficace fonte di risposte alle nostre domande esistenziali. Insomma, Kerouac non è per tutte le età, eppure è per tutti; On the road non si legge facilmente in ogni momento, ma in un preciso momento, quando se ne ha bisogno; non si legge perché è un manuale d’istruzioni per la vita, né perché è considerato un “classico moderno”, ma perché potrebbe suggerirci quando si è a un punto morto di “camminare”. Anche per questo, è uno di quei libri che ha bisogno di una seconda occasione, concedetegliela. Si può leggere Kerouac e non capirlo, oppure, si può provare a “osservarlo” come in film per poi far tesoro del messaggio universale che contiene. A voi la scelta.  Diario Vs Diario: Jack KeouacSARA G.
Letto: 1 Ho letto da poco On the road, memore di tutte le cose belle che ci avevano cacciato in testa a forza i Prof. al liceo e all'università. Dopo una ventina di pagine ero tentata di prendere in mano il telefono, chiamare la Prof. del liceo e chiederle se era necessario leggerlo da "fatti" per apprezzarlo, perché da "sana" è improponibile. L'ho finito perché non ho MAI abbandonato un libro a metà ed alla fine è diventata una sfida personale fra me e Jack Kerouac. Cosa mi ha lasciato? Assolutamente niente, il vuoto. Trasgressione? Andare su e giù per l'America con gente strafatta e insopportabile (Dean è uno dei personaggi più odiosi che mi è capitato per le mani) e poi chiedere i soldi alla zia è trasgressivo? Sarà. Personaggi assurdi e "abbozzati", approfondimento psicologico inesistente, trama noiosa (su e giù, giù e su e così via). E lo stile è ancora peggio! Stile? Quale stile? Quello di Kerouac è stile?! Ma scherziamo? Emozionante come leggere il manuale del cellulare, con la differenza che dopo aver letto On the road non hai imparato né memorizzato assolutamente nulla. Sono solo contenta di averlo letto ora, da adulta, così nessuno mi potrà dire "Eri troppo giovane per apprezzarlo" convincendomi magari a rileggerlo. E non ditemi che adesso sono troppo vecchia! Mai più! Diario Vs Diario: Jack KeouacROBERTO Letti: 6 Innanzitutto bisogna specificare che Jack Kerouac non è On the road. Kerouac è il simbolo di un'epoca, ma soprattutto uno dei rappresentanti più autorevoli della Beat Generation. La sua prosa non è facile, questo è vero, ma è ricca di poesia. Kerouac gioca con le parole e con la lingua stessa, e riesce a trasmettere al lettore tutta la sua devastante voglia di vivere, di conoscere il mondo, di fare esperienze. È coinvolgente, trascinante, geniale. Questo è Jack Kerouac. STEFANIA Io On the road l'ho amato. esprime una passione struggente per la vita, il bisogno di cercare uno scopo attraverso un viaggio che è sì pieno di casini, fumo e alcool, ma che è sopratutto metafora di un bisogno di appartenenza e della necessità di trovare persone e luoghi cui appartenere. per questo è un libro "ADOLESCENZIALE", imho. Io lo trovo bellissimo. Quel " non lo so ma dobbiamo andare" mi fa impazzire, mi dice quanto sia forte e determinante il bisogno dell'essere umano di porsi alla ricerca di se stesso, sia ocn il viaggio, sia ocn la scrittura. 



Diario Vs Diario: Jack Keouac ELISABETTA  
Letti: 2 
Kerouac divide sempre gli animi, come sanno fare solo i grandi autori. Io lo amo per il semplice motivo che ho letto On the road e I vagabondi del Dharma quando avevo 18 anni e mi ha aperto le porte della percezione di un mondo nuovo. "Break on through" come cantava Jim Morrison.

Come vedete pareri diversi, spesso opposti. Voi avete letto? e da che parte state tra chi non lo ama o chi lo adora? Fateci sapere..

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