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DL Lavoro passa alla Camera: ecco com’è

Creato il 24 aprile 2014 da Retrò Online Magazine @retr_online

DL Lavoro passa alla Camera: ecco com’è   apr 24, 2014    Scritto da    Attualità, Politica 0

Il decreto legge sul lavoro è stato approvato oggi alla Camera con 344 voti a favore e 184 contro.
Ora la palla passa al Senato, che dovrà esaminarlo e, eventualmente, approvarlo.
Il testo del decreto è quello proposto dal Governo ma sucessivamente modificato in commissione parlamentare dala maggioranza PD. Cambiamenti che sia NCD con Alfano e Scelta Civica non hanno trovato di loro completo gradimento, ma che hanno douto ingoiare come una medicia amara.
Nonostante alcune tensioni sulle modifiche, proprio il leader del Nuovo Centro Destra Angelino Alfano ha smorzato oggi le tensioni votando a favore del DL lavoro, anche se Renato Schifani ha chiarito la posizione del partito: “Il Nuovo Centrodestra per senso di responsabilità ha votato alla Camera la fiducia al dl sul lavoro, ma al Senato introdurremo modifiche”.
Voci positive arrivano sul DL lavoro dal ministro del lavoro Giuliano Poletti: “Credo che potremo chiudere anche in Senato, velocemente e senza modifiche”, mentre sono tono duri e critici quelli di Renato Brunetta , capogruppo di Forza Italia alla Camera: “La fiducia di Ncd è una farsa. Questo decreto sarà insabbiato come tutto ciò che ha fatto finora il Governo Renzi”.
Sel rende nota la sua posizione dicendo che il decreto “non protegge abbastanza i lavoratori” mentre sempre Forza Italia trova la manovra “troppo di sinistra”, un po’ come lamentarsi di un attaccante che segna troppo.
Critiche sono arriate anche da docenti universitari e ricercatori, che si sono visti tagliare il budget delle università pubbliche di 30 milioni per coprire le spese della manovra “80 euro in busta paga“.

Come si presenta il DL lavoro

Sono diversi i punti modificati in commissione parlamentare nel Dl lavoro del Governo.
Il rinnovo dei contratti a termine, innanzitutto, sarà possibile per 5 volte in tre anni, mentre con la legge Fornero si arrivava a 8 volte; il massimo di lavoratori a tempo determinato per azienda sarà del 20%: se ve ne fossero di più sul totale dei lavoratori, si passa obbligatoriamente al contratto indeterminato.
Anche l’apprendistato viene modificato e semplificato: devono venire assunti almeno il 20% degli stagisti e sarà previsto un piano formativo in forma scritta.
Per i datori di lavoro che assumono con contratto di solidarietà saranno definite degli sgravi fisali in modalità interministeriale. Sbloccati fondi fino a 15 milioni di euro, contro i 5,6 precedenti.
Viene data la possibilità di prolungare i contratti a termine del personale educativo e scolastico degli asili nido e scuole dell’infanzia.
Altre modifiche riguardano l’anullamento del documento Durc (Il documento unico di regolarità contributiva), che assolve le aziende dagli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile.
Più semplice la vita per le donne lavoratrici in maternità: potranno avere la precedenza sulla riassunzione se lavoreranno per sei mesi durante la gestazione.

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