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Egitto in lutto, si vendica bombardando l’isis in libia.

Creato il 17 febbraio 2015 da Retrò Online Magazine @retr_online

RICHIESTO L’INTERVENTO ONU. ITALIA NEL MIRINO. RAPITI ALTRI 35 EGIZIANI.

15 FEBBRAIO SERA

L’ISIS diffonde sul canale televisivo egiziano Al-Jazeera il video della terribile ed ingiusta uccisione di 21 egiziani cristiani copti, ostaggi, precedentemente rapiti a Sirte tra dicembre e gennaio. Sette di loro erano stati presi a un posto di blocco mentre viaggiavano l’ultimo giorno dell’anno, gli altri erano stati rapiti una settimana più tardi dai loro alloggi, da una squadra di sequestratori che aveva una lista con i loro nomi e una precisa indicazione sulla loro religione. Tutti erano in Libia per necessità di lavorare. L’obiettivo della diffusone del video è quello di terrorizzare il paese egiziano e il mondo.
“Un messaggio firmato con il sangue alla nazione della croce” è il titolo scelto per il video fatto da un gruppo jihadista che si identifica come ‘Lo Stato Islamico della provincia di Tripoli’. «Avete buttato il corpo di Osama Bin Laden in mare, mischieremo il suo sangue con il vostro». Il leader di Al Qaida era stato ucciso dai Navy Seals nel 2011 in Pakistan e il suo corpo fu gettato in mare dalle forze USA per evitare una tomba-santuario.
Nel video sono presenti anche minacce contro l’Italia «Prima ci avete visti su una collina della Siria. Oggi siamo a sud di Roma, in Libia».

IL VIDEO:

Montato e ripreso dall’ISIS come fosse un film dell’orrore. Gli ostaggi vengono messi in ginocchio. Hanno mani legate ed indossano tutti la stessa tuta arancione. Dietro ad ognuno di loro vi è un membro dell’Isis pronto a sgozzarlo. I 21 hanno schiena dritta e volti determinati. Nessun pianto, nessun grido, nessun movimento. Solo preghiere. Come se avessero davanti agli occhi qualcosa di santo e soprannaturale e non vedessero i terroristi. Come se non gli importasse della fine che stessero per fare. Vengono sgozzati come carne da macello, senza nessuna esitazione, per il solo ‘peccato’ di essere cristiani. Uno di loro mentre gli si taglia la gola lancia un grido: «Signore Gesù». In pochi secondi le teste dei 21 non erano più attaccate al collo ma appoggiate sulle loro schiene.

Infine vengono gettati in mare. Le rive del Mediterraneo si tingono di rosso.

L’EGITTO RISPONDE:

Dopo la diffusione del video, il presidente Al-Sisi ha dichiarato sette giorni di lutto nazionale e ha convocato d’urgenza il Consiglio nazionale della Difesa. Ha anche tenuto un discorso in cui ha dichiarato che l’Egitto si riserva il diritto di ribattere. «Reagiremo nei modi e nei tempi che riterremo più opportuni». All’alba del 16 febbraio è partita l’operazione, l’esercito egiziano ha sferrato 8 raid che hanno bombardato i campi di addestramento, i depositi di armi e le postazioni dell’Isis.
«I bombardamenti vogliono vendicare il bagno di sangue degli egiziani uccisi e fare sapere a tutti, ai vicini e ai lontani, che gli egiziani hanno uno scudo che li protegge». Il portavoce dell’Esercito libico ha detto che nei raid egiziani su Derna e Sirte sono stati uccisi 64 combattenti dell’Isis, tra cui «tre dei loro leader». I feriti sono «decine». L’esercito ha poi chiesto agli egiziani di lasciare la Libia per evitare ritorsioni. Ritorsioni che sono puntualmente arrivate in giornata. Come riferisce Libya Herald, almeno 35 cittadini egiziani sono stati rapiti in zone controllate dall’Isis. Il presidente ha anche incaricato il ministro degli Esteri, Sameh Shukri, ad andare immediatamente a New York per le riunioni necessarie all’Onu e nel Consiglio di Sicurezza per chiedere una reazione internazionale. Secondo Sisi, la comunità internazionale deve mettersi di fronte alle «sue responsabilità» e prendere «misure adeguate» per far rispettare la carta delle Nazioni Unite, tenendo conto che tutto quello che sta succedendo in Libia è una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale.

ULTIMI AGGIORNAMENTI:

La diplomazia internazionale è al lavoro, la Francia chiede una riunione del consiglio di sicurezza dell’Onu, mentre da Roma Matteo Renzi frena: «Non è il momento di interventi militari».
La Russia è «disponibile alla più stretta cooperazione possibile con l’Egitto nella lotta contro tutte le forme di terrorismo». Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin in un messaggio di condoglianze al leader egiziano.
Papa Francesco ha telefonato al Patriarca della Chiesa Copta Ortodossa, Tawadros II, per manifestare la sua profonda partecipazione al dolore della Chiesa copta: «Il sangue dei nostri fratelli cristiani è una testimonianza che grida, siano cattolici, ortodossi, copti, luterani, non interessa, il sangue è lo stesso».
L’Isis avvisa l’Italia: «Vi mandiamo mezzo milione di migranti». È il piano dell’Isis per destabilizzare il nostro Paese in caso di intervento militare in Libia.
Che l’Isis non sia solo una minaccia in Iraq e in Siria, ma per tutto il mondo arabo, da combattere ed eliminare, è ormai diventata convinzione diffusa tra leader politici, intellettuali ma anche da religiosi e persone comuni.

Tags:al-Sisi,Cristiani copti,egitto,isis,Italia,Libia,roma,terroristi Next post

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