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Elogio di Zdenèk Zeman

Creato il 28 maggio 2012 da Veritaedemocrazia

Elogio di Zdenèk Zeman
Perché su un blog politico l'elogio di Zdenèk Zeman, un allenatore di calcio che di politica ha sempre esternato pochissimo, che non ha nemmeno mai rivelato se fosse di destra o di sinistra (anche se le vicende della sua vita, essere diventato cittadino italiano seguendo lo zio juventino Čestmír Vycpálek dopo l'invasione sovietica della sua patria, la Cecoslovacchia, nel 1968 fanno piuttosto propendere per la prima ipotesi)? Perché per la sua radicalità, la coerenza delle idee, il rigore morale, il non aver mai accettato compromessi (almeno sul piano prettamente sportivo), il carattere schivo che non concede nulla a vacue forme di vanità, Zeman rappresenta, per quanto mi riguarda, il modello a cui dovrebbero ispirarsi le classi dirigenti della sinistra o, se si preferisce, delle forze che cercano di costruire un'alternativa al sistema (politico, economico, sociale) dominante. Non serviva il suo ultimo successo, la splendida e sorprendente vittoria del campionato di serie B con il Pescara - segnando caterve di gol, lanciando giovani che vengono convocati in nazionale e ambiti dai maggiori club italiani - ed ora il probabile ritorno sulla panchina della Roma per poter dire queste cose.
La storia di Zeman (ribadisco dal punto di vista sportivo perché non conosco gli altri aspetti della sua vita) è esemplare: uno dei pochi maestri di calcio che abbiamo in Italia, la vittoria cercata solo e sempre con il duro lavoro svolto negli allenamenti e con il gioco, provando a fare un gol più degli avversari e non con gli ostruzionismi tattici, la denuncia di coloro che avevano costruito i propri successi nelle farmacie (e questo significava, mettendosi contro la Juventus del potente Moggi, sapere di essere fatto fuori dal grande giro), i successi conseguiti con squadre 'povere' e scoprendo giovani campioni (è rimasto nella 'storia' il suo Foggia), l'essere rimpianto da tanti tifosi dei club dove è passato anche quando non ha vinto niente (ed è bellissimo che Zdenék affermi che il suo successo più grande è uscire dal campo applaudito dai tifosi dopo una sconfitta). In un Paese dove corrotti, inquisiti e condannati siedono nelle Istituzioni e partecipano, onorati e rispettati, nel talk show televisivi è confortante che ci sia qualcuno che dice sempre quello che pensa senza badare a ciò che è più conveniente per la propria carriera e a premunirsi di non farsi nemici tra i potenti. E a me Zeman poi fa sempre venire in mente D'Alema che a chi gli proponeva il famoso pezzo di Nanni Moretti nel film Diario ("D'Alema, dì qualcosa di sinistra") rispondeva: "ma noi in quell'occasione abbiamo vinto". Ecco a me non basta che lo schieramento che voto vinca, io voglio che 'giochi bene', cosa che in politica significa fare le cose giuste per i cittadini e perseguire il bene comune. E perché le sconfitte di oggi della sinistra sono frutto anche di quelle 'vittorie'.

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