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Fare muro contro il diritto di rettifica

Creato il 05 ottobre 2011 da Tnepd

FARE MURO CONTRO IL DIRITTO DI RETTIFICA

tratto da  http://www.byoblu.com/post/2011/10/04/30-milioni-di-euro-di-multa-per-ogni-blog-grazie-al-Diritto-di-Rettifica.aspx

By L’Hacker. Leggete anche:  Un nuovo provvedimento autorizza Obama a bloccare il Web nel suo Paese per un massimo di 120 giorni. Andrea Monti, avvocato esperto di bioinformatica, ci ricorda che in Italia l’Internet Kill Switch non è una novità

FARE MURO CONTRO IL DIRITTO DI RETTIFICA Domani alla Camera si discuterà il DDL Intercettazioni. Con il Comma 29 dentro.
Se non verrà stralciato, sarà un piede di porco del sistema che potrà
scardinare a suo piacimento l’informazione libera e indipendente. Non ci
credete? Facciamo qualche esempio.
Se il Comma 29 diventerà legge, chiunque sarà autorizzato a inviare richieste di rettifica via email da pubblicare, senza commento, entro 48 ore. Pena 12500 € di multa. Quarantotto ore possono essere sufficienti per una redazione che lavora full time,
ma possono essere un battito d’ali di farfalla per un blogger. Basta
ammalarsi e non accendere il computer per due o tre giorni. Basta avere
la casella di posta elettronica piena. Basta andare in ospedale per
stare vicino a tua moglie che sta partorendo. Basta avere il computer
rotto. Basta avere la adsl guasta. Basta andare in vacanza. Basta il
gatto che sta male, tuo nonno che ha bisogno di essere portato a fare
due giorni di esami clinici, tuo figlio che inizia la scuola e devi
comprargli i quaderni. Basta la cantina da svuotare, un lavoro da fare,
un viaggio da preparare… Basta essere depressi un paio di giorni e non
avere voglia di far niente. Insomma, basta la vita quotidiana di un
qualsiasi comune mortale, in tutta la sua ordinarietà, per essere
multati con 12500 euro e chiudere baracca e burattini, pagandone le
conseguenze per anni.


Ma c’è un modo anche peggiore per condannare perfino i blogger più irriducibili alla
chiusura forzata.
Se ti sacrifichi, garantendo la tua disponibilità 24 ore al giorno (pur
senza alcuno stipendio a giustificare un simile impegno), probabilmente
puoi fronteggiare una richiesta di rettifica qua e là, vero. Ma fate
attenzione: questo blog ha pubblicato fino ad oggi
mille sessantanove post. Di questi, in 391 articoli si parlava di Berlusconi, 109 menzionavano la Rai, 88 il Pdl, 86 Emilio Fede, 77 Mediaset, 71 la polizia, 67 Di Pietro, 64 Fini, in 58 articoli a testa si parlava di mafia, di Chiesa e del ministro Romani, 50 post menzionavano Angelino Alfano, 49 la Lega Nord, 44 il ministro Maroni e 44 Vittorio Feltri, 41 La Russa e altri 41 la Endemol, 40 Licio Gelli, 38 Guido Bertolaso, 37 Marcello Dell’Utri e 37 il Pd, 35 Niccolò Ghedini, 34 il Papa, altrettanti Umberto Bossi e Romano Prodi, 33 Giorgio Napolitano, 30 Augusto Minzolini e altri 30 Maurizio Belpietro… e così via, solo per alcune chiavi di ricerca che mi è venuto in mente di verificare.

Il totale parziale è di 2354
(duemilatrecentocinquantaquattro!) possibili richieste di rettifica, a
cui ne vanno aggiunte tantissime altre che non ho preso in
considerazione. Basta mettersi d’accordo e mandarmele a
mazzette di 50 al giorno, al costo di una semplice email, per paralizzare qualsiasi attività del blog e comminare sanzioni per almeno 30 milioni di euro


E’ per questo che dovete
condividere, copiare e incollare questo post
sulle vostre bacheche, sui vostri spazi sociali, sui vostri blog, nel
corpo delle vostre email, ovunque. Perché oltre alla mia libertà di
tenere un blog,  ad essere in gioco c’è il vostro diritto a non essere
tagliati fuori dal mondo, dove una simile sciocchezza applicata ai blog
non esiste. Dobbiamo ricordare a tutti coloro che ancora non l’hanno
capito che il
reato di diffamazione esiste già e si
applica a chiunque, in rete come fuori dalla rete. Se proprio vogliamo
aggiungere una rettifica a un articolo online, basta sedersi intorno a
un tavolo e studiare la maniera migliore di usare la tecnologia. Se
volutamente ignorano questa possibilità, significa appunto che sono
ignoranti. O, più probabilmente, che sono in malafede.

tratto da  http://www.byoblu.com/post/2011/10/04/30-milioni-di-euro-di-multa-per-ogni-blog-grazie-al-Diritto-di-Rettifica.aspx


 
Qualche link da includere:



 
30 milioni di euro di multa per ogni blog grazie al Diritto di Rettifica (Byoblu)

 
Lo sapevate che potranno rettificare? (Metilparaben)

 
Scateno i miei avvocati contro Capriccioli (Piovono rane)

 
Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata (Valigia Blu)

 
In principio furono i blog. Poi venne il Diritto di Rettifica (Byoblu)

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