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fatti e pensieri

Creato il 15 aprile 2014 da Gaia

Mi è stata segnalata questa intervista al presidente uruguayano Josè Mujica. Non mi piace nessun tipo di culto della personalità, e non sono completamente d’accordo con tutto ciò che dice (la sua minaccia di conquista demografica degli Stati Uniti fa accapponare la pelle), ma comunque sentirlo parlare e vedere dove vive mi provoca commozione e una forma di felicità. Abbiamo bisogno di modelli umani per sapere che certe cose sono davvero possibili.

Anche se poi magari non riesce a risolvere tutti i problemi dell’Uruguay, o se la gente non lo capisce.

Complimenti all’intervistatrice, che lo costringe ad ammettere che lui (presumibilmente l’uomo più potente del suo paese) può criticare il capitalismo ma non può fare nulla per fermarlo, anzi ne è prigioniero, perché se provasse a fermarlo lo ucciderebbero. Pazzesco.

Un’interessante riflessione su Il Manifesto riguardo alle proteste di piazza e alla loro ripetitività. Può aprire discussioni infinite: cosa fai quando le tue proteste non danno i risultati sperati, le tue azioni quotidiane non bastano e non sei pronto ad essere violento fino in fondo, ma solo ritualmente violento?

(Non sto dicendo che i manifestanti debbano essere violenti. Io sono contraria alla violenza tranne in casi estremi, e comunque un conto è un obiettivo tangibile, come il cantiere della Tav, un conto è un groviglio di problemi come la casa a Roma e il lavoro: cosa colpisci? Però se minacci una violenza maggiore, ed è chiaro che non sei pronto a dare seguito alla tua minaccia, finisci che le prendi e basta.)


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