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Festival di Sanremo 2011. Qualche valutazione

Creato il 16 febbraio 2011 da L'Immagine Allo Specchio
Festival di Sanremo 2011. Qualche valutazione
Giusy Ferreri, Il mare immenso. Ritornello alla Patty Pravo. Voce troppo incerta. Canzone orecchiabile, buona per la radio. Voto: 6+
Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario, Fino in fondo. Ricorda, nel ritornello, “in tutti i luoghi, in tutti i laghi” di Valerio Scanu. Canzone d’altri tempi, ma più che d’altri tempi direi obsoleta. Le combinazioni di parole sono retoriche, già sentite milioni di volte. Voto: 4
Roberto Vecchioni, Chiamami ancora amore. Canzone che si vuole imporre come inno generazionale. Ma siamo ancora sicuri che l’amore vince su tutto? (A questo proposito le certezze del Berlusca hanno già cominciato a vacillare). Ritornello penetrante e parole che fanno leva sui principi e i sentimenti di piazza. Verrà cantata nelle gite col parroco. Voto: 6½
Anna Tatangelo, Bastardo. Fino al primo “bastardo” tutto bene. Poi lo sfacelo. La Tatangelo è brava, ma perché si presta a queste cose? Voto: 5
La Crus, Io confesso. Apparato strumentale d’effetto. Ottima voce. Canzone nel complesso raffinata. Il testo meno. Voto: 7
Ingresso Elisabetta Canalis e Belen Rodriguez. Perché, invece, non due top model italiane? Una Bianca Balti di sicuro effetto e raffinatezza proprio no? Con loro si ha sempre l’impressione di essere in uno spot Tim. Evidentemente gli spettatori si meritano due tamarre incompetenti. Voto: 4
Max Pezzali, Il mio secondo tempo. Noi preferiamo ricordarcelo ai tempi degli 883. La canzone piacerà molto agli over 40. Sonorità americane, quasi country, e una voce inedita. Verrà sicuramente usata sugli autoscontri e il calcinculo a primavera. Voto: 5½
Davide Van De Sfroos, Yanez. Molta molta personalità. Mancano però i sottotitoli. Certo che sentir dire iPhone in dialetto comasco fa un po’ ridere. Siamo lontani dai risultati raggiunti da De Andrè. Canzone fuori contesto. Voto: 5
Luca e Paolo con Ti sputtanerò. Una ventata d’aria fresca tra le bare impolverate del Festival. Canzone cattivella sulle vicende berlusconiane e, solo per par condicio, finiane. Questa volta Masi cosa farà? Voto: 7
Anna Oxa, La mia anima d’uomo. Testo classico su sonorità rock. L’alchimia non funziona. E la voce della Oxa perde colpi. Voto: 4,5
Tricarico, Tre colori. Una canzone come questa, misurata, profonda, intellettuale, non si merita un’Italia così. Voto: 7,5
Emma Marrone con i Modà, Arriverà. Ottimo duetto. Energico, calibrato, giovane. In più sonorità e parole in perfetto stile Modà perciò, in questo momento storico, alchimia vincente. Voto: 8
Luca Madonia con Franco Battiato, L’alieno. Madonia anonimo. Ma quando canta Battiato, anche solo per una decina di secondi come in questo caso, tutto si “illumina d’immenso”. Voto: 7
Patty Pravo, Il vento e le rose. È lei l’"alieno" di Battiato. Ciò non toglie che per lei sia già “viale del tramonto”. Voto: 5,5
Nathalie, Vivo sospesa. Testo insufficiente ma buone le atmosfere. Melodia ruffiana. Voto: 6
Al Bano, Amanda è libera. Ritmi tribali, qua e là arabeggianti, per un Al Bano che sembra uscito dagli anni Sessanta. C’è poco da fare, il suo stile è inconfondibile e il crescendo nelle sue canzoni è un marchio di fabbrica. Finale mistico. Voto: 6
Gianni Morandi. Più di una volta impacciato, come del resto tutti i suoi valletti, ha comunque il merito di dare più spazio, rispetto alle altre edizioni, alle canzoni. Stendiamo un velo pietoso sullo stucchevole passaggio di consegne iniziale. Via i bambini dai palcoscenici televisivi! Voto: 5
I voti hanno tenuto necessariamente conto di: - Performance; - Contesto; - Orecchiabilità del pezzo.

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