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[Film] Apocalypto

Creato il 25 settembre 2010 da Sekhemty

[Film] Apocalypto[Film] Apocalypto
Titolo Apocalypto
Titolo originale Apocalypto
Anno 2006
Paese U.S.A.
Durata 140′
Regia Mel Gibson
Sceneggiatura Mel Gibson, Farhad Safinia
Musica James Horner
Cast Rudy Youngblood, Raoul Trujillo

Apocalypto è un controverso film diretto da Mel Gibson, andato in onda in prima visione tv ieri sera su La7, che narra la storia di in giovane cacciatore costretto a difendersi da un gruppo di guerrieri Maya, razziatori del villaggio in cui abita e alla ricerca di vittime da sacrificare agli dei.
Quando uscì, nel 2006, fece discutere principalmente per alcuni motivi: la connotazione violenta, in particolare per quanto riguarda la rappresentazione di sacrifici umani, e la presenza di dialoghi parlati esclusivamente in linguaggio yucateco, una lingua ancora usata dalle attuali etnie maya del Centro-America.
 

Non avendo ancora visto questo film, mi ci sono quindi avvicinato con queste premesse.
La trama, in breve, si può riassumere così: Zampa di Giaguaro è un giovane cacciatore che vive in un villaggio immerso nella giungla, che purtroppo viene attaccata da un gruppo di razziatori maya guidati da Lupo Zero, venuti fino lì per fare prigionieri; il villaggio viene messo a ferro e fuoco, tutti gli abitanti vengono catturati o uccisi, e solamente la moglie ed il figlioletto di Zampa di Giaguaro, grazie all’aiuto di quest’ultimo, riescono a nascondersi in un pozzo.
I prigionieri sono costretti a subire una lunga e dura marcia, fintanto che non giungono alla città, inconsapevoli di ciò che li aspetta; alcuni di essi, tra cui i più anziani, vengono venduti come schiavi, mentre altri vengono condotti alla zona dei templi, e fatti salire sulla sommità di una piramide, dove scoprono con orrore il loro destino: sono stati condotti fin lì per poter essere sacrificati agli dei e propiziare così il loro favore nei confronti del re e del popolo.
Dopo due sacrifici, tocca a Zampa di Giaguaro, ma un’eclissi viene interpretata come segno della ritrovata pace fra uomini e dei, ed il giovane riesce a salvarsi; assieme agli altri prigionieri viene condotto in un’arena per il gioco della pelota, dove viene loro offerta la libertà, se riusciranno a sopravvivere alle frecce ed ai giavellotti dei guerrieri. Durante la prova, Zampa di Giaguaro uccide il figlio di Lupo Zero e riesce a fuggire, deciso a salvare moglie e figli, ben presto inseguito dal gruppo di guerrieri; il film prosegue mostrando il lungo inseguimento nella giungla, fintanto che Zampa di Giaguaro, dove aver avuto la meglio sui propri avversari, riesce a mettere in salvo la sua famiglia, proprio quando sulla spiaggia compaiono le navi degli Spagnoli, appena giunti nel Nuovo Mondo.

La trama, di per sè, risulta quindi abbastanza scontata e senza nessuno spunto particolare, tanto da apparire come un semplice pretesto per mostrare altro. Ed in effetti, lo scopo principale di questa pellicola sembra quello di voler stupire sia attraverso le immagini che attraverso le situazioni vissute dal protagonista.

Decisamente favorevole al giudizio del film è la cura con cui sono stati riprodotti i costumi e le ambientazioni, che mostrano con precisione come dovesse apparire la cultura Maya al culmine del suo splendore, perlomeno dal punto di vista iconografico; c’è comunque da notare che il film è ambientato in un epoca in cui questa civiltà era in piena decadenza, e tutti questi fasti sono quindi abbastanza anacronistici.

L’utilizzo del linguaggio maya non stanca più di tanto, si è trattato di una scelta precisa del regista, anche se sicuramente la quasi totalità delle persone che hanno visto il film non comprende lo yucateco (me compreso!), ciò non appesantisce per niente la pellicola; a mio avviso comunque non dà nemmeno nessun “valore aggiunto”, essendo stato scelto in nome di quel realismo che è stato messo da parte in numerose altre caratteristiche della pellicola.

Anche dal punto di vista della violenza non c’è niente che al cinema non si sia già visto mille altre volte, tanto per fare un paragone, sotto questo punto di vista ho trovato molto più sgradevole La Passione di Cristo; la tanto discussa scena dei sacrifici umani dà fastidio più in relazione al pensiero che cose simili possano essere successe, piuttosto che alla quantità di sangue e violenza cinematografica viste sullo schermo, ed essendo la scena centrale di tutto il film, è stata giustamente rappresentata concedendogli i dovuti spazi. Va comunque notato che data l’evanescenza della storia narrata, la spettacolarità di questo episodio può essere paragonata più a scene come la comparsa del T-Rex in Jurassic Park che a momenti chiave nella comprensione della trama.
Piuttosto, risultano superflue tutte le varie teste rotte, le ferite, i tagli, e via dicendo, durante l’inseguimento nella foresta, assolutamente gratuite e senza alcuna funzionalità nei confronti della trama.

Togliendo questi aspetti che possono essere ascritti alla parte spettacolare del film, rimane ben poco; come già accennato, la trama è praticamente inesistente, così come l’approfondimento dei personaggi, che risultano piatti e stereotipati, e che agiscono e si comportano esattamente come ci si aspetterebbe, tanto da rasentare la totale prevedibilità.
Totalmente deludente la descrizione della civiltà Maya, che non viene approfondita in nessun modo e viene mostrata solo nell’occasione della scena sulla piramide; al di là delle imprecisioni (fra cui quelle già citate riguardo all’anacronismo dei fasti) giustificabili in relazione all’impatto cinematografico, viene mostrata una società isterica, crudele e caratterizzata da connotazioni completamente negative.
La prima parte del film è sicuramente la più interessante, la lunga marcia lascia pregustare un qualche approfondimento di quella che può essere la vita e la società all’interno della città maya, ma una volta giunti là, i prigionieri vengono subito condotti all’altare dei sacrifici, dove si giunge a quello che può essere considerato il giro di boa del film, ovvero l’eclissi solare; da lì in poi, tutte le aspettative si infrangono nel buio diurno, lasciando spazio solamente a scene di azione. Come accennato, la seconda parte del film è tutta incentrata sull’inseguimento nella giungla, e non mostra nient’altro che lotte, agguati e teste rotte, con una continua gara tra Zampa di Giaguaro e Lupo Zero a mostrare che è più macho; sembra quasi una versione precolombiana di Rambo.

In questa cornice, appare fuori luogo persino l’accuratezza dei costumi, delle acconciature, dell’architettura ed in generale della ricostruzione visiva di questa popolazione; tutto questo realismo dal lato scenografico stride con l’approssimazione con la quale sono stati trattati gli aspetti sociali e culturali, praticamente nemmeno accennati superficialmente; l’unico carattere che traspare è quello barbaro, sanguinario e violento, certamente presente nelle civiltà precolombiane (non solamente nei Maya), ma che naturalmente non costituisce la loro unica peculiarità. Fra l’altro, anche in questo c’è da dire che probabilmente si è un pò esagerato nei numeri: ai piedi della piramide vengono mostrate enormi cataste di cadaveri, e durante la fuga Zampa di Giaguaro attraversa una immensa fossa comune piena fino all’inverosimile di corpi mutilati; questo aspetto barbaro delle civiltà mesoamericane è stato decisamente ingigantito, perchè in quest’ottica spropositata i sacrifici non sono più atti rituali ma assumono la connotazione di veri e propri genocidi di massa.
Non viene fatto nemmeno qualche breve accenno alle loro scoperte in campo astronomico, ingegneristico, alla loro organizzazione sociale, alle loro caratteristiche culturali e spirituali. Il ritratto che ne emerge è quindi totalmente negativo. L’arrivo degli Spagnoli alla fine del film, dipinti quasi come i “buoni”, sembra quasi suggerire che comunque le civiltà mesoamericane abbiano meritato la distruzione da parte degli europei, visti come portatori di civiltà e di valori.
Non c’è da stupirsi quindi se le attuali popolazioni di etnia maya abbiano accolto con giudizi poco favorevoli una pellicola che mostra solamente gli aspetti più negativi della storia dei loro antenati.

Il film in definitiva più che essere un film sulla civiltà maya può essere considerato, specialmente nella seconda parte, un film d’azione in costume, con ambientazione precolombiana, dotato di un gran bel contenitore scenografico ma con contenuti abbastanza deludenti.

Un merito comunque ce l’ha, ovvero, come si deduce anche dalla lunghezza di questo post, di far parlare di sè.

 


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