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Fra governo monti ed elezioni (anticipate?): quali traguardi?

Creato il 29 agosto 2012 da Alessandro

Molti sono stati, stando a quanto diffuso da media ed organi di informazione, i provvedimenti messi in campo dal governo tecnico presieduto da Mario Monti; Governo che, stando alle ultime indiscrezioni, qualcuno vorrebbe far cadere per potersi "garantire" da antichi (ma non troppo, nds) "cavalli di ritorno". Per quali ragioni, stando a quanto diffuso, qualcuno di anonimo vorrebbe far cadere il Governo per andare al voto nella fatidica data di novembre 2012? Per individuare il (solito) colpevole basti riportare questa frase, tratta da un articolo odierno de La Repubblica ed attribuita allo stesso "mister B":  "Non abbiamo scelta, il 2013 è troppo lontano. Le procure mi perseguitano, i giudici vogliono condannarmi prima della campagna elettorale."  Chi potrà mai essere questo "perseguitato" di turno? Stando a quanto fatto trapelare, pertanto, l'accordo proposto da un certo "partito ad-personam" sarebbe quello di accettare una nuova legge elettorale a patto di anticipare il voto alla scadenza voluta. A seguito di dichiarazioni ed intenti come questi, viene spontaneo porsi una domanda: Italia ed italiani si trovano già fuori dagli uragani di emergenze economico-finanziarie, speculative e sociali a cui sono sottoposti, ormai da troppo tempo? E' stata già portata a termine la cosiddetta "ripresa di credibilità" utile al Paese per continuare a finanziarsi, attraendo investitori provenienti dall'estero?  Se così fosse, vorrebbe dire che il Governo "tecnico"  avrebbe portato a termine i "compiti" assegnati.  Stando a quanto diffuso inizialmente attraverso l'ormai famosa dichiarazione di intenti, la missione avrebbe dovuto essere quella di realizzare provvedimenti capaci di coniugare termini per molti tratti antitetici l'uno con l'altro: "rigore, equità e crescita", appunto.  Il rigore si è visto fin troppo, stante la "pioggia" di tasse caduta sulle teste di italiani (allora tenuti) all'oscuro dello stato di assoluta gravità in cui versavano le casse dello Stato: dalla casa alla benzina, fino ad arrivare alle bibite gasate con possibilità di vagliare anche il campo del "cibo spazzatura".   Tutto è diventato tassa(bile), per poter forse rastrellare risorse "fresche" ed utili a ripianare con urgenza i bilanci. L'equità è divenuta pressante richiesta da parte di una parte di società onesta che, stante i sacrifici sostenuti (e da sostenere), ha giustamente invocato provvedimenti atti a "smascherare" quell'altra porzione di Italia che fino ad oggi non ha tirato alcun cordone: lotta all'evasione, tagli alla spesa realmente improduttiva (senza bisogno di tagliare posti letto negli ospedali già alla canna del gas, nds) ed analisi profonde sulle infrastrutture in corso di realizzazione (con possibilità di riflettere sui futuri andamenti di fattori essenziali quali ambiente e mobilità, nds) solo per citarne alcuni.  E' venuto periodo di richieste pressanti alla classe politica, vista (con una buona dose di "arrabbiata miopia") come la Casta da abbattere: riduzione di privilegi, deciso aumento dei sacrifici.  Se i politic(ant)i fossero lavoratori con contratti a progetto coincidenti con le legislature, cosa potrebbe esserne della loro carriera a fronte di un rendimento simile per uno Stato ridotto a cadavere? La risposta è, ovviamente, scontata.  Questa è una delle domande che ha cullato correnti antipolitiche e da cui sarebbero dovuti passare, senza colpo ferire, molti dei provvedimenti licenziati da questo Governo "tecnico".  Altre tracce di mancata equità si sono viste in paurosi errori commessi dagli stessi Ministri "tecnici", a seguito dei quali è stato necessario rimediare adottando manovre mascherate da "spending review" per recuperare risorse utili: si pensi al solo esempio derivato dal problema sintetizzato sotto i cosiddetti "esodati".  Rigore di bilancio interno ed esterno, da riportare in una cornice europea dove amministrare sta diventando sempre più simile a contabilizzare. Fra "emergenza spread" ed ala tedesca "soffocatrice", la necessità primaria è diventata quella di "convincere" i partner europei sulla stabilità ed affidabilità dell'interlocutore italiano: missione sicuramente riuscita, questa. Dopo il rigore e l'equità, sarebbe dovuta arrivare la crescita.  Crescita che, ad oggi e non solo per dati di natura macroeconomica, è divenuta paragonabile al "Godot" di turno.  Necessitando di misure e riforme definite "strutturali", l'Italia ha fino ad oggi visto provvedimenti misti ed esclusivamente potenziali: decreto sviluppo e compiti "promessi" dai Ministri fra le prime "idee" palesate dall'esecutivo.  Si è formata un'agenda che, salvo eclatanti cambiamenti, potrebbe vedere ridicolizzata la propria attuazione.  Che ne sarebbe di questi provvedimenti, in caso di voto anticipato per i problemi del "solito pensionato"?  Guardando nel dettaglio, invece, cosa ne è stato degli altri provvedimenti già dati per "approvati"?  Stando ad un dossier sviluppato da "Il Sole 24Ore", purtroppo, si potrebbe con tranquillità affermare che sono stati molti i provvedimenti solamente "inaugurati": è questo il quadro a cui si presta il cosiddetto "barometro tecnico" del Governo Monti? Si riporta nel seguito il quadro sintetico della situazione individuata:  "[...] Sono 84 [...] i provvedimenti deliberati dall'Esecutivo, compresa una legge costituzionale che introduce il pareggio di bilancio nella Costituzione, che in seguito della doppia approvazione da parte del Parlamento, è diventata legge dello Stato. [...] Il Governo Monti [...] ha varato una serie di riforme[...] che per diventare realmente operative hanno bisogno di una serie di decreti attuativi. Provvedimenti di rilievo per il Paese, dal Salva-Italia alle liberalizzazioni, dalle semplificazioni al decreto Sviluppo. Finora dei circa 300 interventi di secondo livello necessari, solo il 20% è stato varato. Dunque per attuare le riforme mancano ancora 240 decreti.[...]" Si potrebbe quindi dire che, diversamente dall'aspetto potenziale, il "lato" reale vede un Governo che ha visto complet(at)o solo il 20% del proprio lavoro? Guardando ai numeri, invece, si scoprono tratti di urgenza assolutamente non riconosciuti: sono infatti 111 i provvedimenti varati dal Governo Monti attualmente ancora all'esame del Parlamento.  Che ne sarebbe di questi, in caso di fine legislatura? Rimarrebbero possibilità di completare, necessariamente migliorando, l'incompleta e solo parzialmente giusta "agenda Monti"?  Guardando alla "tradizione politica" italiana, purtroppo, le risposte sembrano quantomeno controverse.  Rimangono ancora da intraprendere completamente provvedimenti relativi a molteplici ed importanti argomenti: accordi per la prevenzione delle evasioni fiscali, "ristrutturazione" del sistema giustizia e carceri, ratifiche ed esecuzioni da inserire all'interno del quadro europeo, accordi di cooperazione scientifico-tecnologica, accordi di cooperazione culturale ed istruzione, sviluppo e sostegno al mercato editoriale, sicurezza e prevenzione negli ambienti di lavoro. A fronte di dati ed argomenti, pertanto, è possibile affermare che larg(hissim)a parte della strada per il consolidamento è ancora da intraprendere? Molti dei provvedimenti "in cantiere" potrebbero, potenzialmente, migliorare l'attuale e fortemente negativo giudizio sui rapporti all'interno del trinomio di rigore, crescita ed equità.  Ragionare per il "dopo-Monti" dovrebbe significare, nei fatti, andare oltre il ragionamento puramente tecnico per "innescare" una direzione politica maggiormente rapportata a fattori chiave quali progresso, solidarietà ed equità. Inaugurare la cosiddetta "Terza Repubblica" dovrebbe, nei fatti, oltrepassare definitivamente la necessità di delegare qualcuno per poi farlo sentire "democraticamente autorizzato" a farsi gli "affaracci suoi".  Qualunque riferimento a fatti o persone reali non è assolutamente casuale.
FRA GOVERNO MONTI ED ELEZIONI (ANTICIPATE?): QUALI TRAGUARDI?
Per saperne di più:  "Il barometro dei provvedimenti del Governo Monti", Il Sole 24Ore,  (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-08-10/barometro-provvedimenti-governo-monti-104543.shtml?uuid=Ab1u7KMG)
"Cresci-Italia: su 53 provvedimenti di attuazione solo 7 al traguardo", Il Sole 24Ore
"Il barometro dei provvedimenti del Governo Monti - dossier", Il Sole 24Ore,  (http://www.ilsole24ore.com/dossier/notizie/2012/barometro-governo-monti/index.shtml)
"I provvedimenti del Governo Monti - quali numeri?", Il Sole 24Ore,  (http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2012/08/barometro-governo-monti/provvedimenti-governo-monti.pdf?uuid=5c84cadc-e2cf-11e1-9526-e1750cc0fdfd)
"Provvedimenti deliberati dal Governo Monti - CDM 16/11/2011", Il Sole 24Ore,  (http://www.ilsole24ore.com/pdf2010/SoleOnLine5/_Oggetti_Correlati/Documenti/Notizie/2012/08/barometro-governo-monti/84-provvedimenti.pdf)

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