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Franco Grillini e l’omosessualità egodistonica

Creato il 18 aprile 2012 da Uccronline

Franco Grillini e l’omosessualità egodistonicaL’omosessualità non è immutabile, questo ormai è un dato di fatto. La prova regina non è tanto l’inesistenza del fantomatico “gene gay”, ma il semplice fatto che tanti ad un certo punto ne escono e mettono su famiglia e per questa scelta vengono discriminati. Lo ha detto chiaramente, ad esempio, Greg Quinlan: «sono più discriminato ora di quando ero omosessuale». Cambiare si può, lo dice anche il l’Organizzazione mondiale della sanità nel codice F66.1 della  ICD-10 della decima revisione della classificazione ICD.

Molti di coloro che hanno preso questa decisione, hanno chiesto sostegno ad uno psicologo, domandando un aiuto per mettere ordine nella loro vita sessuale, ritrovando magari una identità personale che si credeva perduta. Oggi però questa libertà di scelta viene condannata dall‘Arcigay, da Paola Concia e dai vari Franco Grillini che saltellano tacciando di “nazismo” coloro che rivendicano il diritto a poter decidere della loro vita e coloro che li aiutano. Questo clima violento è stato stigmatizzato dal noto psicologo Robert Perloff, ex presidente dell’American Psychological Association (APA), che -proprio in reazione all’intolleranza omosessualista- nel 2004 ha aderito ufficialmente alla Narth, una delle associazione di psicologi che si prende cura di persone con omosessualità indesiderata, sostenendo«sono felice di aderirvi: Narth rispetta la dignità di ogni cliente, l’autonomia e il libero arbitrio. Ogni individuo ha il diritto di rivendicare un’identità gay o di sviluppare il suo potenziale eterosessuale. Il diritto di cercare una terapia per cambiare il proprio adattamento sessuale è considerato ovvio e inalienabile. Condivido pienamente la posizione della NARTH».

Nel 2011 un altro ex presidente dell’APA, Nicholas Cummings, tra i più noti psicologi americani, ha preso posizione proprio contro l’associazione di cui è stato presidente accusandola di posizioni politiche e non scientifiche: «oggi è messa in discussione la scelta di un individuo a non essere gay, questo perché la leadership dell’APA sembra aver concluso che l’omosessualità è immutabile».  Questo distorce la realtà, inoltre «far passare il tentativo di rendere “immorale” la terapia del riorientamento sessuale viola la scelta del paziente»

In questi giorni è intervenuto anche il dott. Giancarlo Ricci, psicoterapeuta, esperto della clinica dei di­sturbi dell’identità sessuale, membro dell’Associazione Psicanalitica Nodi Freudiani, coordinatore del laboratorio di ricerca “Corpo Biopolitico” e giudice Onorario presso il Tribunale per i Minori di Milano. Ha risposto in un’intervista agli strilli intolleranti di Grillini, riconoscendo che «c’è un problema per cui chi ha un pensiero differente dagli attivisti gay viene additato come omofobo». Questa è «un’intolleranza e una visione ideologica totalitaria». Sono violenti perché sentono parlare di “terapia” e pensano che l’omosessualità venga ritenuta una malattia, eppure «laddove si parla di terapia non necessariamente c’è malattia, se no tutti saremmo malati perché il disagio, l’ansia, l’angoscia e la preoccupazione sono di gran parte della popolazione». E invece, secondo molti psicologi, «per l’omosessualità egodistonica, quel tipo di omosessualità che il soggetto vorrebbe superare, ci può essere un intervento terapeutico. E troviamo continue difficoltà a difendere la libertà di scelta e di cura». Ha concluso: «Si tratta di difendere un principio. Io sono assolutamente a favore della libertà di scelta rispetto alla propria sessualità. Ma se arriva una persona che chiede di poter elaborare e capire di più rispetto alla propria tendenza, non penso che questo possa essere sanzionabile al punto da essere paragonati ai nazisti».

 
 

Qui sotto un video (2009) in cui il dott. Ricci zittisce le urla isteriche di Franco Grillini


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