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From Charles de Gaulle —> to Heatrow with love.

Creato il 05 ottobre 2014 da Agipsyinthekitchen

Freezed, a Londra.

Abbiamo lasciato Parigi: ripenso al profumo di pain au chocolat svegliandomi, alla nostra piccola casa con  quel cortile che ruba il fiato. Ripenso ai volti e ai sorrisi dei miei amici. Ripenso a tutti i pezzi del puzzle che stanno andando al loro posto. Ripenso a quella cena così perfettamente romantica da non sembrare vero, da Le petit marchè.

E così eccoci qui, tra foglie gialle e aria che sa d’autunno, a ricordarci che la stagione dell’Harvest è già qui, tra zucche intagliate e vellutate di castagne.

Siamo nella casa di Londra di mia zia, la famosa zia che conta nell’armadio diversi Giambattista Valli e qualche Dior…e così tra un’incursione nel suo guardaroba e un po’ di tè caldi, camminiamo tutto il giorno in una sorta di tour eno gastronomico di Londra.

Fa freddo: compro teiere antiche e libri di cucina, senza nemmeno preoccuparmi di dove li metterò che in valigia non credo di avere più spazio.

Fa freddo, e ad ogni passo che compio mi rifugio nelle mani del mio amore, sperando che lui possa avere tutte le risposte alle mie domande, che possa saziare la mia fame di saper, anticipando il futuro, programmandolo come se le lezioni del passato non ci avessero insegnato che forse, è meglio lasciare al Caso e aver pi fiducia nella vita.

E’ che a volte, quando sono stanca, esaspero ogni situazione: mi faccio prendere dalla paura, dimenticandomi che non si deve temere nulla, se non appunto, la paura stessa.

Così mi barcameno tra un equilibrio precario fatto di superstizioni e solidità, ed a ogni passo che compio, cerco di far girare nuova aria nei polmoni, ridicolizzando le mie paranoie e facendo come dicono gli inglesi ” fake it until it’s real”, perché alla fine quel Sole che brilla, quella vita di piccoli piacere semplici è realmente a portata di mano, è realmente già quella che stiamo vivendo.

Penso alle mie mani in pasta, penso alla fedeltà di chi amo, all’orgoglio del mio passato e all’ambizione del futuro: penso che forse a volte non basta voler tanto una cosa perché questa si avveri..e allora ho un po’ di tristezza, che cerco di far scivolare via, convincendomi che magari, quello che abbiamo sempre sognato arriva, bisogna solo continuare ad avere pazienza.

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I miei capelli sono tutti ricci: la pioggia i Londra non ti bagna però accipicchia se l’umidità ti fa sembrare come Piperita Patty.

Sono bella abbastanza lo stesso?Ma poi abbastanza per chi, per cosa? Per le aspettative che abbiamo verso noi stesse, sempre implacabili giudici delle nostre azioni, sempre mai abbastanza soddisfatte di noi stesse, e pronte a scagliarci addosso al primo errore: penso troppo, mangio troppo, bevo troppo, stresso troppo. Quando poi in realtà vorremmo solo qualcuno che ci sorprendesse ogni tanto, che ci ricordasse che siamo preziose, che va bene non piangerci addosso, ma siamo pur sempre nate principesse, anche se non lo diamo a vedere, ci piace fare le femmine, quelle che si profumano al mattino e si mettono il mascara quelle che si fanno offrire da bere e che trovano sotto il cuscino un pacchetto infiocchettato, ogni tanto.

Ci si siede sul divano alla sera, ed è tutto così semplice.Una tisana, un po’ di televisione. Stiamo vicini che fa freddo. Accendiamo il camino, magari.

Penso a mio padre che non approva quello che faccio. penso ai sensi di colpa che mi attanagliano ogni volta che osservo quanto poco tempo riesco a passare con mia madre, o quanto a volte io possa risultare scorbutica, invadente, superficiale. Penso ai miei fratelli, alle mie migliori amiche e mi sembra solo che il tempo mi sfugga dalle mani. Troppe volte è troppo facile scordarsi il potere della gentilezza.

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Mi avvolgo nel mio maglione preferito che stranamente mi ricorda quello che mi comprò mia madre per la discussione di laurea, e un po’ mi si stringe il cuore. Ripenso a quando si andava a dormire, da piccole, con i peluche che facevano da guardia e bastava la luce accesa in cucina per stare serene. Nessun pensiero, pura leggerezza.

Camminiamo, e ogni passo mi avvicina a quello che sarà un futuro sorprendente, credo. Vorrei comprarmi qualsiasi cosa venda Anthropologie, dai grembiuli ai piatti. Vorrei bere latte e passare la domenica in pigiama, ma domani abbiamo riti da compiere e nuovi percorsi da esplorare.

Canticchio canzoni di Natale, indosso pigiami talmente brutti e kitsch ma fa troppo freddo, e la goduria della trinità piumone –  pigiamo di flanella – felpa non può essere sostituita da nessuna sottoveste di alcun pizzo prezioso: devo dormire calda.

Voglio essere solo incredibilmente consapevole: sono esattamente dove  devo essere. E l’unico sentimento che può invadermi è l’immensa gratitudine.

Gratitudine – e vorrei solo essere in grado di ricordarmene sempre. Sempre. Ogni istante e ogni momento. Ogni volta in cui mi sento trascurata o non a mio agio. Grata, perché è una vita esattamente così: e non poteva essere diversamente.

Voglio avere vedute di gran respiro, soavità del pensiero e ricordarmi tutta la poesia di cui sono circondata. E voglio colazioni nel letto, risvegli assonnati, bagni caldi, ortensie fresche. Piccole luci di Natale anche ad agosto, calzettoni caldi e zucche già tagliate. ma soprattutto vorrei “freeze” questo momento e pensare che tutto ciò che non è ancora esattamente a posto, nella mia vita, è perché si sta per sistemare.

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Indirizzi:

Petersham Nurseries: perchè è magico. Perchè il menù è stagionale e per la maggior parte auto prodotto. Perché coltivano l’orto bevendo tè caldi e sotto natale è un incanto. Perché ho mangiato divinamente tra fiori incantevoli, ho comprato i primi addobbi di Natale e ho conosciuto la meravigliosa Lucy Boyd.

Roast: una vellutata di zucca montata a neve?Mai provata?e vero cibo scozzese?Accompagnato da Kyr Royale.

Inaho: perché abbiamo mangiato i migliori ramen dell’universo che ci hanno confortati e coccolati, dopo una giornata di freddo e camminate.

The view from the shard: Londra dall’alto, in un grattacielo meraviglioso progettato da Renzo Piano. E sei a un passo dalle nuvole.

Borough market: spezie e quanto più di incredibile possa esserci. In una location tipo Harry Potter, e tu ti senti rapita da ogni profumo.

#visitbritain

#unagipsyalondra

#agipsyinthekitchengoesautumn

Fotografie by Alba Russo.

Per gli abiti:

Mauro Grifoni

Stella McCartney

Pas de Rouge


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