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Grand Hotel Anderson

Creato il 04 maggio 2014 da Presidenziali @Presidenziali
Un film di Wes Anderson. Con Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Adrien Brody, Willem Dafoe. Titolo originale The Grand Budapest Hotel. Commedia, durata 100 min. - USA 2014. Uscita giovedì 10 aprile 2014
Grand Hotel AndersonRepubblica immaginaria di Zubrowka, 1933. M. Gustave è il concierge che dirige il mastodontico Grand Budapest Hotel, facendosi  "amiche" le ricche vecchiette che vi dimorano. Quando una di loro viene a mancare si scatena un'aspra lotta fra gli eredi e il nostro Gustave ne farà le spese, vittima di un complotto per non fargli avere la sua fetta di eredità.
Sin dai primi minuti riconosciamo immediatamente i classici tratti Andersoniani, le sue panoramiche e la solita capacità di introdurre e caratterizzare una miriade di personaggi con una singola inquadratura ed espressione facciale nello splendore "vintage" dei 4:3. Ma in mezzo alla solita ironia questa volta si avverte un lieve velo di malinconia a permeare tutta la pellicola. Sia chiaro, GBH non è una commedia tragica stile "La vita è bella" ma possiede quella rara arte di essere triste e divertente allo stesso tempo, facendo riflettere sull'europa del tempo con le sue frontiere chiusissime, i regimi e i complotti. Il tutto con quella solita leggerezza surreale piena però di riferimenti a cose che più reali non si può: Zubrowka potrebbe essere un qualunque paese mitteleuropeo degli anni '30 e le squadre speciali ZZ ci arrivate da soli a capirlo a cosa si rifanno.
Crocevia del tutto, il GBH (anche se fortunatamente non ci si fossilizza solo li), enorme struttura col suo via vai di gente di tutte le provenienze che ricorda quei miti novecentesti come l'Orient Express ormai decaduti. Fra questo tam tam di personaggi riconosciamo quelle presenze fisse come Bill Murray, Jason Schwartzman e tanti altri, seppur in ruoli marginali. I veri protagonisti sono in realtà le nuove entrate Ralph Fiennes e l'esordiente Toni Revolori, un duo dinamico che partono come il diavolo e l'acquasanta ma che col passare del tempo riveleranno delle reciproche somiglianze. Nota di merito per i cattivissimi fratelli Adrien Brody e Willem Defoe, ai limiti del vampiresco. La vicenda ci è raccontata da un grande F. Murray Abraham di nuovo a suo agio nella parte del narratore 30 anni dopo Amadeus.
Grand Budapest Hotel è, finalmente, il capolavoro di Anderson. Proseguendo nel percorso già iniziato con Moonrise Kingdom il regista texano si svincola dalla reputazione di artefice di filmetti "carini", di quelli che "si, bello lo stile ma non è roba seria", per quanto lo apprezzassimo molto in ogni caso. Wes è ormai un autore con la A maiuscola e in grado di rendere al meglio anche con produzioni importanti rimanendo fortunatamente sempre fedele al suo stile unico e inimitabile.
Voto 8
Redazione: Chiara 8

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