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Hi, Mom! – Brian De Palma

Creato il 31 luglio 2013 da Maxscorda @MaxScorda

31 luglio 2013 Lascia un commento

Hi Mom
De Niro, il Joe Rubin gia’ protagonista del primo "Ciao America!" torna dal Vietnam e insistendo sull’idea di un grande affresco iperrealista cinematografico, coinvolge il pornografo gia’ visto nel primo episodio per farsi produrre un spaccato di vista urbano rivenduto per porno.
Spiando le finestre del palazzo di fronte, entrera’ in contatto con un gruppo sovversivo sullo stile Pantere Nere del quale diventera’ complice.
Dittico diviso nel tempo da due anni nei quali De Palma ebbe modo di affinare tecnica e testi, nonche’ qualche soldino in piu’ che dona alla pellicola una forma piu’ compatta e programmatica.
Il regista gioca ancora con l’attualita’, si spinge talvolta verso lidi documentaristici o presunti tali, sfiorando il realismo godardiano, critica si ma molto divertita.
Del resto pare immerso sempre piu’ nello Spirito del Tempo laddove lo strisciante voyerismo si trasforma in sociologia spicciola esaltata dall’idea collettivista, o dovrei dire socialista, che voleva l’annullamento dell’individuo e della sua privacy a favore della massa padrona.
I vizi privati potevano quindi elevarsi a pubbliche virtu’ e i tabu’ fatti cadere ad altro non servirono se non a trastullarsi con l’intimita’ altrui.
Volendo essere generosi, De Palma anticipa il sociale 2.0 che dal web si e’ spinto sulla televisione agli altri media laddove di fatto, e’ il signor nessuno che oggi fa notizia nei 15 minuti di gloria preconizzati da Warhol.
Anche il coinvolgimento del gruppo nero rivoluzionario sa di beffa e non di omaggio, o ancor meglio lo sfotto’ nel film e’ feroce verso coloro che dopo essere stati seviziati, ancora trovano una giustificazione buonista.
Del resto sono gli stessi che oggi imperversano ovunque, dai media ai ministeri, fuorche’ nella societa’ civile che di certo letame ne ha davvero le scatole piene.
Ecco quindi come gia’ allora De Palma metteva in piazza l’idiozia dei buoni a tutti a costi e in quel saluto televisivo alla mamma, un tragico antipasto dell’orrenda minestra che oggi ci viene propinata a forza. 
Bravo De Niro, c’e’ da dirlo. Spigliato, divertente e divertito, De Palma vide giusto nel volerlo protagonista quando, di contro Gerrit Grahm declassato da coprotagonista ad un ruolo secondario, non riesce ad emergere troppo.
Il De Palma che amiamo e’ ancora lontano ma il film piace ed e’ intelligente, si guarda con piacere.

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