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Hispanidad

Creato il 13 ottobre 2011 da Selena
Oggi é il Día de la Hispanidad, ovvero la festa spagnola per eccellenza, quella del sentirsi spagnoli, che poi in terra ispanica si festeggia come ogni altra festa, ti vedi la sfilata delle forze armate in tv, e tutti i negozi son chiusi. Ma all'estero, che dire, quando sei fuori tutto cambia. Quindi oggi era la festa di Gabi, del mio ispanico, del mio piccolo spagnolo che ogni giorno di piú mi mostra le ereditá spagnole ed italiane nei suoi comportamenti. E non si dica che non é vero, assicuro che anche nei bimbi si possono notare le culture che portano dentro.
Come scrivevo tempo fa, appunto, come far sentire uno spagnolo tale se cresce in un'altro paese con una madre non spagnola? Appunto, come si fa? Beh, iniziando dal fatto che tale madre non spagnola si diriga a lui solo in spagnolo, che tale madre ricordi le feste spagnole, che proprio tale madre ormai dimentichi modi e costumi del proprio paese per insegnare al proprio figlio quelli del suo paese di nascita.
Mica lo faccio come sacrificio! Il fatto é che per me é normale, che la mia testa e le mie abitudini son ancora in Spagna, che fatico io, dopo 2 mesi, ad ambientarmi all'Italia, a quella che sarebbe la mia patria ma che non riesco piú ad "accettare" perché son abituata a cose cosí diverse che non le capisco piú...e che forse, ammettiamolo, non le voglio accettare proprio. Come i bimbi che s'impuntano nel non voler mangiare un alimento, ecco, uguale, io mi sento cosí. Poi magari mi piacerebbe, ma forse non voglio neanche sforzarmi. Forse....
Forse é che, come giá detto, come riflettuto spesso, l'emigrante si crea un mondo a sé, perché viva all'estero o in patria, sempre sá criticare quello che vede e quello che non ha. Ma non lo fa per cattiveria o per sentirsi diverso, é che forse la condizione é questa, un voler qualcosa che non ha, ossia la vita che vuole in patria, e ritrovarsi con qualcosa che ama ma non accetta pienamente, ed é la vita all'estero.
Perché ora ripendando agli anni vissuti fuori dall'Italia solo ricordo le cose belle, ovviamente, e rivedo quello brutte con altri occhi.
La mia esperienza in Inghilterra, ad esempio, é stata traumatica rispetto al cibo, perché ammettiamolo, per un italiano mangiare diariamente all'inglese non é piacevole, soprattutto quando ti ritrovi con certi intingoli che non sai neanche che sono e li ingurgiti per fame, e visto che la fame é tanta, e che in certe famiglie essere au-pair non é mica semplice, ci si riempie di cioccolata e schifezze varie...insomma, come fan la maggior parte dei giovani lí!
Ma da quell'esperienza ho imparato una cosa, che il cibo era anche passione, per me. Che l'opportunitá di provar piatti ed ingredienti nuovi e differenti mi affascinava, ed anche se quella prima volta non era stata come desideravo, poi ho saputo beneficiarmi degli errori, e in altri posti, sia per vacanza che per viverci, ho saputo far fruttare la mia passione.
Passione che ora mia madre non capisce, purtroppo, perché secondo lei il mio modo di cucinare é strano, perché uso ingredienti che lei non conosce, perché...insomma, perché non é curiosa, e allora voglio spiegarle, voglio farle conoscere ció che so, perché é parte di me anche la cucina, anche gli ingredienti che mangio, ma mica riesco a farmi capire...
Prendi il pimienton, ossio polvere di peperoni rossi, varietá dolce, mia madre non la userebbe mai nei suoi piatti! Io invece la uso e la mescolo come ho imparato a far in Spagna!
Son sciocchezze, certo, ma aggiungine altre, quotidianamente, una dopo l'altra, e ti ritrovi a sentirti cosí diversa che neanche in familia ti senti a tuo agio. Non perché non possono capire, ma perché sarebbe impossibile che mi capiscano, visto che dovrei spiegar loro il perché di quel che faccio e quel che sono, raccontando magari aneddoti, momenti, spiegando...e alla fine la cosa sarebbe cosí lunga che lascio perdere.
Anni fa, nel 2008, mia madre non capiva il perché avessi deciso di vivere a Nerja, anche se avevo trovato un lavoro sotto le sue aspettative (ero commessa in un negozio di vestiti orrendi!), e mi ripeteva che io potevo pretendere di piú, molto di piú. Dopo qualche mese era venuta a trovarmi, un giorno l'ho portata alla Torrecilla, ci siamo fermate a guardare il Balcón de Europa, la spiaggia sottostante, il cielo azzurro intenso, annusando l'odore del mare, sotto un caldo sole. Ed io le avevo detto "Perché vivo qui? Guardati intorno, io la mattina mi sveglio felice sapendo che ho questo che mi circonda". E lei aveva capito, finalmente capiva che non avevo scelto un lavoro mal pagato perché non mi ritenevo all'altezza di niente, ma perché io ero felice dove vivevo.
Quindi, come faccio ora a farmi capire se non ho esempi pratici? Come fai a far sentire agli altri qualcosa che solo a parole puoi descrivere, ma che non potrá mai far vivere un'emozione intensamente come la si vorrebbe?
Puoi descrivere un piatto tipico, un panorama, un sentimento, ma per quanto bravo tu possa essere, non potrai mai far amare qualcosa se non lo fai provare a chi ti ascolta.
Assicuro, a Gabi faró provare cosa vuol dire essere spagnolo, non so come, non so quando, ma é capibile che qui non ci staremo per sempre, che siamo di passaggio, che ora é il momento in cui lui viva i suoi nonni, che si faccia coccolare, che scopra che ci son altre persone oltre a me che ci tengono a lui, che l'Italia é il mio paese, ma che io non son destinata a rimanerci. Ed é cosí, non ci posso far niente, e in fin dei conti, come posso spiegarlo a parole a chi non l'ha mai vissuta questa esperienza?

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