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I dieci finti intellettuali italiani più ridicoli - quarta posizione

Creato il 06 luglio 2011 da Sulromanzo

I dieci finti intellettuali italiani più ridicoli - quarta posizioneSiamo così giunti al quarto posto, dopo il teatrante Mughini. Per il personaggio di oggi ho vissuto un’infatuazione a suo tempo simile a quella che provai per Sgarbi. Ricordo tantissime tarde serate alla fine degli anni Ottanta e all’inizio dei Novanta, nelle quali attendevo con impazienza la sua famosa trasmissione.

Mi piaceva il suo non stupore di fronte ai temi più incredibili; mi piaceva la sua moderazione nel linguaggio; mi piaceva la sua capacità di legare gli argomenti più distanti con una sola frase a effetto (avete presente Mentana nel suo TG che riesce a passare in un secondo da una strage in Libia a un servizio di cronaca mondana? Stessa capacità); mi piaceva il suo desiderio di confrontarsi con i giovani e mi piacevano le sue critiche alla politica. Non posso dire che lo consideravo un intellettuale, ma a lui garbava di sicuro essere considerato tale da milioni di italiani, anche se istrionico lo negava sempre.

Ero ancora nell’età giovanile, poi il tempo trascorse e qualcosa inclinò la mia infatuazione.

Una su tutte: scoprii che Maurizio Costanzo possedeva una tessera, la numero 1819, col ruolo di maestro per la P2. Tante domande confusero la mia idea su di lui: come può un uomo affrontare con una certa sensibilità le questioni dell’attualità, ergendosi ad arbitro di giudizi, e avere al medesimo tempo quella dannata tessera? Come può un uomo iscritto alla P2 parlare di moralità? Come può un uomo di massoneria parlare contro la mafia che per certi aspetti le assomiglia?

L’attentato che purtroppo lo vide vittima nel 1993 non mi fece cambiare idea. Rispetto e solidarietà per un essere umano in una situazione così tragica, ma ero consapevole delle contraddizioni. Se la coerenza ha ancora una sua importanza, chi fece parte della P2 non dovrebbe permettersi di parlare di rispetto verso lo Stato (ci sarebbe da dire che si trovano nella medesima posizione Silvio Berlusconi, Vittorio Emanuele di Savoia, Roberto Gervaso, Massimo Donelli, Angelone Rizzoli, Luigi Bisignani, Fabrizio Cicchitto, la lista sarebbe lunga), quando la partecipazione a una loggia massonica è l’esatto contrario: la negazione dello Stato.

Sento già qualche trombone parlare della massoneria risorgimentale, appunto, risorgimentale, non pochi anni addietro, perché parte di questi personaggi della P2 li vediamo ogni giorno pontificare sul senso di moralità a destra e a manca. Non nascondo che appena apre bocca Costanzo sulla crisi dei tempi contemporanei per i giovani un conato mentale mi accende l’anima. Gli chiederei: «Ma tu, che parli tanto di crisi lavorativa delle nuove generazioni, che cosa ##### hai fatto per impedirla se la tua tessera ti facilitava la vita in perfetto stile meritocratico?».  

Maurizio Costanzo
Queste sono cose che mi indignano. Mi indignano molto.

Passi un urlo di Sgarbi, passi un commento fazioso di Facci, passi l’impreparazione di Prestigiacomo, passino le leccate politiche di Del Debbio, passi la finta bonarietà di Giletti, passi la teatralità di Mughini, ma qui si parla di dignità vera, quella che dovrebbe costringere una persona a chiudersi in casa dalla vergogna. E invece nessuna vergogna, il suo potere domina in ogni dove, da Mediaset alla collana Giallo Mondadori, per citare due esempi; assieme alla moglie Costanzo possiede un impero che fattura centinaia di migliaia di euro ogni anno.

La domanda finale è: una coincidenza che proprio là dove ha grande potere guarda caso vi è come suo compagno di merende P2 il buon Silvio? È una coincidenza, si sa.

Alla prossima settimana, non c’è mai fine al peggio.


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