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I migliori film del 2013: l’America e il Nuovo Cinema Obama

Creato il 23 dicembre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

I migliori film del 2013: l’America e il Nuovo Cinema Obama

23 dicembre 2013 • Le 5 Curiosità, Vetrina Cinema

È finito un altro anno, e mentre al cinema arrivano i Cinepanettoni, è tempo di bilanci. Anche noi di OggiAlCinema non possiamo esimerci. Quali sono stati i migliori film del 2013? Per raccontarvelo abbiamo deciso di usare il nostro format delle 5 curiosità, e di dividere i film in percorsi. Per cui vi avvisiamo: non è una classifica, ed è qualcosa di molto soggettivo, e quindi non diteci “avete dimenticato questo, avete messo questo prima di quello…”

Partiamo dal cinema americano, e dal nuovo clima rappresentato dall’Era Obama. Il Nuovo Cinema Obama di Hollywood si guarda indietro, verso quel passato dove è iniziato quel lungo cammino verso i diritti civili che ha portato un uomo di colore a diventare il presidente degli Stati Uniti, a guardare verso i più deboli, a vivere anche le vittorie in modo diverso, e a dire anche agli ultimi “Yes, we can”.

Django Unchained

Django Unchained

- Django Unchained (Quentin Tarantino). Che Tarantino sia diventato buono? Come in Bastardi senza gloria anche in Django Unchained la violenza è rivolta contro chi se la merita, gli schiavisti, e vendica dei soprusi. Anche Tarantino è entrato nell’era Obama: in Bastardi senza gloria c’era la voglia di ritrovare un’America che combatteva ancora le guerre dalla parte dei giusti. E in Django Unchained c’è la voglia di eguaglianza, di superare le barriere sociali e razziali.

La curiosità: Leonardo Di Caprio, che è Calvin Candle, il cattivo del film, avrebbe dovuto essere Hans Landa, il supervillain di Bastardi senza gloria. Ma Tarantino poi decise che doveva essere un attore di lingua tedesca, e scelse Christoph Waltz. Che in Django Unchained è il Dr. Schultz. E sta dalla parte dei buoni. Waltz ha vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista, Tarantino quello per la miglior sceneggiatura originale.

Box-Office Italia: Lincoln vince il weekend

Daniel Day-Lewis in Lincoln

- Lincoln (Steven Spielberg). È un altro esempio di Nuovo Cinema Obama: un film che guarda al passato ma parla anche del presente. Perché non si può non pensare che senza l’abolizione della schiavitù voluta dal glorioso presidente americano oggi ci sarebbe Obama presidente. E che Lincoln, colui che fece una legge così lungimirante, fosse un repubblicano, che stesse cioè dove fino a poco tempo fa stava Bush.

La curiosità: Spielberg ha lavorato 12 anni per preparare il film. Lo studio di Lincoln è stato ricostruito minuziosamente, con la stessa carta da parati e gli stessi libri usati dal presidente. Il ticchettio dell’orologio che sentiamo è quello del vero orologio di Lincoln, custodito nella Kentucky Historical Society. È l’orologio che portava il giorno in cui fu assassinato. Daniel Day-Lewis ha vinto l’Oscar come miglior attore protagonista.

Quvenzanè Wallis in Re della terra selvaggia

Quvenzanè Wallis in Re della terra selvaggia

- Re della terra selvaggia (Benh Zeitlin). È il film che ha commosso Barack Obama, questo è un dato di fatto. Siamo in un luogo immaginario ma reale, che racchiude lo spirito della Louisiana, la Grande Vasca, con la sua gente e un modo alternativo di vivere, selvaggio e vero, l’altro lato dell’America. Fatto di persone simili a quelle che Bush aveva lasciato da sole dopo l’uragano Katrina.

La curiosità: La piccola Quvenzanè Wallis, che nel film è l’indimenticabile Hushpuppy, è stata la più giovane attrice ad aver ricevuto una nomination all’Oscar come migliore attrice, all’età di nove anni.

5 cose da sapere del film Zero Dark Thirty

Jesssica Chastain in Zero Dark Thirty

- Zero Dark Thirty (Kathryn Bigelow). È il film che racconta la lunga storia della ricerca e della cattura di Osama Bin Laden. Grazie anche allo sguardo femminile della Bigelow, è un film carico di una pietas che accomuna vincitori e vinti: non c’è gloria nell’uccisione di Bin Laden, né trionfalismi. Solo una brutta storia che si chiude. Anche questo basso profilo è sintomo dell’era Obama. È la fine di una guerra che non aveva iniziato lui.

La curiosità: Doveva essere un film sul lungo decennio della caccia a Bin Laden. E sul suo fallimento. Ma poi le cose sono cambiate, e la sceneggiatura è stata completamente riscritta. Ed è diventato un altro film.

Jennifer Lawrence e Bradley Cooper ne Il lato positivo

Jennifer Lawrence e Bradley Cooper ne Il lato positivo

- Il lato positivo (David O. Russell). Lui ha un disturbo bipolare. Lei è una vedova reduce da una dipendenza da sesso e psicofarmaci. David O’Russell riesce a raccontare la loro storia sotto forma di commedia: in ogni scena la situazione drammatica è portata oltre un sottile limite per cui diventa comica, ma non lo supera mai troppo. È lo stile O’Russell, che vedrete presto in American Hustle. È Cinema Obama per il suo ottimismo, perché parla di speranza, perché anche due disperati possono dire “Yes, we can”.

La curiosità: Bradley Cooper e Jennifer Lawrence hanno preso delle lezioni di danza dalla coreografa Mandy Moore. “Niente era improvvisato” ha raccontato la Lawrence. “Sono una ballerina terribile, non sarei stata capace di fare questo”. Secondo l’attrice, in confronto a lei, Cooper sembra già un ballerino esperto. Mentre nella storia è il contrario, lei la ballerina più navigata e lui il principiante. La Lawrence ha vinto l’Oscar come miglior attrice protagonista.

Di Maurizio Ermisino per Oggialcinema.net

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