E alla fine Schifani e Fini attuano la loro promessa: ridurre gli emolumenti dei parlamentari. Un vero peccato che si tratti di una misera goccia nel mare. Cosa volete che siano 700 euro netti al mese (oltre il 50% dei rimborsi per i collaboratori) a fronte di uno stipendio che si aggira intorno ai 20.000 euro mensili? Certo, si potrebbe dire, meglio questo di niente, ma siamo sicuri che si sia trattato di uno sforzo e di una vera rinuncia? I soldi non sono acqua, soprattutto in questo periodo, e c’è gente che con il taglio mensile al parlamentare ci campa un mese. Dunque, posso dire francamente che è una presa in giro bell’e buona. Il solito contentino che la ‘Nobiltà’ parassita concede al Terzo Stato? Il popolo? Sì, lo posso dire.
Eppure, se andiamo a leggere i giornali, ci sono pure dei parlamentari che si lagnano. Prendiamo per esempio Giovanna Melandri. Lei ha detto chiaro e tondo che i vitalizi, quelli non si dovrebbero toccare. Il motivo è ovvio: la signora del PD ha compiuto cinquant’anni e ha visto sfumare la sua pensione (che con il vecchio sistema avrebbe già potuto riscuotere), per via della nuova regola secondo la quale il vitalizio lo si percepisce a sessant’anni. Insomma, è rimasta fregata. Ma dico io, sapete quante casalinghe ci sono nel nostro paese che si sono spaccate il culo per accudire figli, marito e casa, e a sessant’anni non prendono neanche un centesimo?
Ma la Melandri è una e non è certo la peggiore (pur essendo del PD). Ce ne sono tanti — e rigorosamente bipartisan — che non amano questa ondata di populismo, come se chiedere alla casta di risparmiare e di togliersi qualche privilegio ingiustificato — visti pure i tempi che stiamo vivendo — fosse populismo. Maddai! Ci sono persone che vivono di miseria, e questi pensano sul serio che chieder loro di risparmiare qualche dannato euro sia populismo? L’istinto di mandarli letteralmente a quel paese è tanto, e se davvero ci fosse una funzione per cancellarli, molti italiani lo avrebbero già fatto e senza troppi rimorsi sulla coscienza.
Intanto, il Governo dei banchieri ci ha regalato una sorpresa (gradita). È stato deciso che i manager pubblici — che allo stato pigliano centinaia di migliaia di euro — non potranno più prendere uno stipendio superiore a quello del Primo Presidente di Cassazione che si aggira all’incirca sui 75.000 euro l’anno. Questo sì che è un bel risultato, e per la prima volta (a meno che non ci sia l’inghippo: ricordate i diritti quesiti?), posso affermare che il governo ha fatto il suo dannato dovere. Il che è quasi un miracolo.
Ciononostante, gli sprechi in Italia sono davvero tanti nell’amministrazione pubblica, che queste ‘riforme’ sono solo una goccia nel mare dei debiti. Mancano le riforme strutturali, quelle che davvero ci farebbero fare il salto di qualità e ci porterebbero a risparmiare parecchi miliardi di euro e non ci renderebbero succubi della Germania. E sono anche quelle che mancano e che purtroppo nessun governo riuscirà mai a fare (governo di destra) o che nessun governo mai farà (governo di sinistra).
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di Martino © 2012 Il Jester