Magazine Politica

Il black out dei guerrieri Enel

Creato il 05 ottobre 2013 da Albertocapece

guerrieriBasta l’accenno di un temporale perché subito vada via l’energia elettrica che peraltro è la più cara d’Europa. E tuttavia in questa Italia cosparsa di morti veri e della cenere delle speranze, oltre che delle centrali a carbone, l’Enel butta via soldi per lanciare su Twitter una delirante gara a raccontare la propria storia di guerrieri del metro, del pendolarismo, della fila in autostrada, della propria gara nella vita.

Difficile immaginare qualcosa di più patetico e ridicolo di questa inutile campagna che batte senza requie in televisione, per rimandare a twitter dove però è stata giustamente sbertucciata dall’universo mondo. Non poteva essere diversamente visto che le classi dirigenti italiane, soffocate nel loro provincialismo imitativo non si rendono contro che cervelli angli e americani abituati ad altre ingenuità, ad altre retoriche, ad un altro immaginario siano destinati  a fallire come è accaduto allo spin doctor di Monti o ai disegnatori di auto made in Usa che in Fiat creano non per gli italiani o gli europei, ma per gli agricoltori dello Iowa o come – tra mille esempi possibili – questo ultimo infortunio degli insensati #guerrieri.

Se da noi esistesse gente così la prima cosa che dovrebbe fare è dare l’assalto all’Enel impedendole di buttare via i soldi dei clienti per queste cagate pazzesche, ma soprattutto dovrebbe battersi per i propri diritti invece di subire la rapina di futuro prima operata a mano armata di tv dal Cavaliere Evasore e continuata con vaselina retorica dai suoi ex nemici, rivelatisi epigoni. Tuttavia questa inconsulta campagna è benvenuta perché nella sua insensatezza, scopre uno dei principali artifici attraverso cui la comunicazione nel suo complesso cerca di sterilizzare ogni protesta verso lo statu quo  del declino: servirsi della rabbia per un futuro negato, del malcontento, dell’ira che serpeggia sottopelle per disperderla ai quattro venti, nel mare del nulla invece di farle prendere una direzione.

“Siamo i guerrieri dei posti in piedi, siamo i guerrieri delle tangenziali, delle scartoffie, siamo i guerrieri del lavoro… Vincere è possibile se lottiamo insieme”. Also sprach lo spottone Enel. Ma vincere che cosa? Lottare contro che cosa e per che cosa? Al sistema del profitto e dello sfruttamento di cui l’Enel è nel suo piccolo un esempio? No di certo, l’oggetto manca completamente: lo spot televisivo e quelli che compaiono su Twitter sono soltanto un invito a resistere, a “inseguire il sogno”  a non mollare dal momento che un altro mondo e altre possibilità non esistono. E’ in effetti un invito a non ribellarsi, ad essere guerrieri che si arrendono senza combattere, ma a vedersi lo stesso come eroi che sopportano sfruttamento e impoverimento o l’inesistenza della politica o le bugie che vengono dette. O anche l’indifferenza, i disservizi generali compresi quelli della medesima Enel , la precarietà, i ricatti sul lavoro, l’inquinamento.

Un meccanismo troppo scoperto che si è rivelato un boomerang come non scrivono i giornali che hanno ricchi contratti pubblicitari con l’Enel, forse l’effetto di una straordinaria fiducia nel rimbambimento collettivo da parte dell’agenzia che ha creato lo spot, la famosa Saatchi&Saatchi, quella che ha acquistato notorietà mondiale dopo aver fatto vincere Margareth Tatcher nelle elezioni del ’79. Forse non è affatto un caso. Così mentre la comunicazione politica e mediatica nostrana è volta a creare o dare per scontati obiettivi inesistenti o irrealistici o semplicemente bugiardi, quello dello spot Enel va oltre e tende invece ad eliminare l’obiettivo stesso, basando tutto sull’emotività a monte come appunto avviene in altri contesti.  Probabilmente all’Enel non viene nemmeno in mente che fornire un servizio efficiente, a prezzi europei, senza eccessivo inquinamento o casse integrazioni sarebbe una pubblicità efficace. Anzi sarebbe una sconfessione dello stesso spot e del contesto culturale in cui nasce. 

 


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Enel vende a Rosneft la sua quota di Artic Russia

    Enel vende Rosneft quota Artic Russia

    di Giacomo Dolzani Nell’ambito del suo piano di dismissioni, il colosso italiano dell’energia elettrica Enel ha venduto alla russa Rosneft, per una cifra... Leggere il seguito

    Da  Giacomo_dolzani
    POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ
  • Nuova edizione PlayEnergy di Enel

    Nuova edizione PlayEnergy Enel

    PlayEnergy è l'iniziativa educativa promossa da Enel che, dal 2003, accompagna i giovani alla scopertadell'energia elettrica. L'edizione di quest'anno riparte... Leggere il seguito

    Da  Maestrarosalba
    CULTURA, FAMIGLIA, SOCIETÀ
  • Il fracking

    fracking

    Che cosa è il Fracking ? E ' un sistema di perforazione che si usa anche in Nord Dakota vicino alla città di Stanley . Il fracking è una tecnica utilizzata per... Leggere il seguito

    Da  Giuseppebenanti
    SOCIETÀ
  • Il bivio.

    bivio.

    Il terrore gela la schiena d deputati e senatori. La fronte di molti è imperlata da gocce di sudore, un sudore causato dai nervi sempre più in subbuglio. Leggere il seguito

    Da  Gianna
    SOCIETÀ
  • Il verbo

    Le piccole comunità come la nostra permettono e sviluppano intrecci di tutti i tipi, difficile poi trovare il bandolo della matassa. Per questo non andremo mai... Leggere il seguito

    Da  Patuasia
    INFORMAZIONE REGIONALE, SOCIETÀ
  • Il Progressista!

    Qualcuno su questo blog mi ha rimproverata di avercela troppo con quelli dell’UVP che tanto fanno per cambiare il sistema. Rispondo che quelli dell’UVP, a... Leggere il seguito

    Da  Patuasia
    INFORMAZIONE REGIONALE, SOCIETÀ
  • il borseggiatore

    borseggiatore

    Si nascondeva dietro il sorriso di un gatto. Non si lasciava fotografare e la sua ultima intervista l'ha rilasciata su "Second Life", un mondo virtuale di cui... Leggere il seguito

    Da  Francosenia
    OPINIONI, SOCIETÀ

Magazines