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Il Consiglio Provinciale ad aprile in Valsusa.

Creato il 27 marzo 2013 da Retrò Online Magazine @retr_online

Dopo gli scontri degli ultimi mesi, la Val Susa ospiterà a breve il Consiglio Provinciale di Torino. Nulla di surreale, si vorrà piuttosto far vedere alla cittadinanza come il problema dell’alta velocità, vissuto profondamente dal territorio, non sia affatto un fenomeno relegato ai margini della cronaca e dell’agenda politica ma una questione cara alla regione e di conseguenza allo stato. Sarà infatti convocata a fine aprile una seduta straordinaria del Consiglio Provinciale: un evento deciso e organizzato direttamente dal Presidente del Consiglio, Sergio Bisacca, in collaborazione con la Conferenza dei capigruppo. Si è così spiegato il tutto con queste parole: “Servirà per presentare in Valle il progetto definitivo della Torino-Lione”. Una dichiarazione ed un evento che attireranno manifestazioni di protesta, organizzate dal movimento No Tav.

Il perché di questa seduta straordinaria è da ricercarsi nelle minacce ricevute dai sindaci di Chiomonte e Susa, Renzo Pinard e Gemma Amprino. Quest’ultima ricevette infatti il 18 febbraio di quest’anno una lettera di minacce contenente polveri sospette, che furono prelevate e analizzate dai carabinieri di competenza. Come ben ricordò la stessa cronaca, le minacce subite dal sindaco di Susa, Gemma Amprino, non furono per certo un fenomeno isolato ma un ennesimo atto di protesta rivolto a boicottare il progetto del Tav. Si ricordano, per l’occasione, un paio di altri simili episodi avvenuti in quell’area, ovvero le analoghe minacce al sindaco di Sant’Antonino di Susa, nonché ad alcuni amministratori dichiaratisi favorevoli al progetto della Torino-Lione.

La seduta straordinaria di fine aprile del Consiglio Provinciale di Torino a Susa s’inserisce dunque all’interno di questo scenario piuttosto teso, dove per la prima volta – in maniera del tutto formale – le autorità competenti scenderanno sul territorio spiegando nel dettaglio i vantaggi del progetto fra Italia e Francia. La cosa certa è che neanche questa volta mancheranno le tensioni e le controversie.

Articolo di Stefano Boscolo

Foto di @antonio.scardinale in Licenza Creative Commons.

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