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Il correttore di bozze di Tolstoj

Da Marcofre

Chi era Nikolaj Strachov? Di certo era russo (non ci vuole molto a capirlo, giusto?), e a questo aggiungiamo che era un critico. Visse nell’Ottocento. Era amico di Tolstoj. Correttore di bozze di Anna Karenina.

Correttore di bozze? 

Già. Uno dei maggiori scrittori di tutti i tempi, non solo ascoltava il parere della moglie a proposito di Guerra e Pace (e non si limitava all’ascolto), ma aveva anche qualcuno che gli correggeva le bozze.

Se qualcuno pensa ancora che il proprio testo è perfetto, intoccabile, e quindi inviolabile, è servito.

Al di là di una certa idea che si ha della scrittura (che è un mestiere solitario: vero), chi si getta nell’avventura si rende presto conto, se ha un po’ di buonsenso, che non è una creatura distaccata dalla realtà. Anzi; chi scrive nella realtà c’è eccome, c’è persino troppo.

Non è importante questo. L’aspetto interessante è un altro, e riguarda la costruzione del romanzo.

Vale a dire: se chi scrive si avvale di consigli, correzioni e sguardi “estranei”, davvero è lui il demiurgo? Certo, scrive, passa giorni, mesi o anni sulla storia. Ne è l’artefice. L’estrae, e la consegna al lettore.
Grazie al suo talento riesce a costruire qualcosa che prima non c’era e non ci sarà mai più.

Certo, la replica potrebbe essere che si tratta di dettagli, basta scrivere. Ma se Tolstoj, o altri come lui, si ponevano la questione, per quale motivo chi prova malamente a fare qualcosa di simile, dovrebbe fare spallucce?

La scrittura non è un esercizio che ha come scopo quello di inserire buone parole su una pagina. Credo anche che non debba “incantare”, ma semmai svegliare. Disincantare, esatto.

Il testo deve essere efficace e di valore, perché in questa maniera si arriva a scrivere qualcosa che prova a dare del tu all’arte.

Anche per questo motivo si arriva a riflettere sulla scrittura, su dove stanno le storie, su come raccontarle. Si crede per esempio che uno scrittore sia una creatura che sa tutto, ha le idee chiare e procede. Falso. Sarebbe sufficiente avvicinarsi proprio a Tolstoj per capire come questo scrittore russo avesse un rapporto difficilissimo con le opere che gli diedero il successo.


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